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Elezioni Serbia, Lista studentesca sfida Vučić. Lo scenario politico

October 24, 2026

Il Paese balcanico torna alle urne il 25 ottobre per le elezioni parlamentari anticipate, indette dopo quasi due anni di proteste guidate dagli studenti. Aleksandar Vučić si è dimesso dall’incarico da presidente per proporsi nuovamente come primo ministro. Dovrà vedersela con Studentska lista (Lista studentesca – Gli studenti vincono!), che non ha indicato un candidato premier. Si profila un testa a testa tra le due coalizioni

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Domenica 25 ottobre la Serbia va alle urne per le elezioni parlamentari che serviranno a rinnovare l'Assemblea nazionale, con i suoi 250 membri. Il ritorno al voto arriva in anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura, prevista per il 2027. Le elezioni sono state indette dopo quasi due anni di proteste guidate dagli studenti. Aleksandar Vučić si è dimesso dall’incarico da presidente che ricopriva dal 2017 (e non avrebbe potuto candidarsi a un terzo mandato presidenziale), per proporsi nuovamente come primo ministro.

La Serbia scossa dalle proteste studentesche

Il Paese balcanico viene da due anni di proteste studentesche contro la corruzione. Il ritorno alle urne era una delle principali richieste del movimento nato in seguito al crollo di una pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad che nel novembre 2024 causò la morte di 16 persone. La tragedia divenne un simbolo della corruzione politica nella società serba e portò in piazza centinaia di migliaia di persone. Le iniziali richieste di trasparenza divennero presto richieste di nuove elezioni che Vučic aveva promesso senza mai fissare una data fino a settembre, quando le ha indette alla luce della "forte turbolenza sulla scena politica interna”.

Come si è arrivati alle elezioni anticipate

Lo scorso 9 settembre, il presidente serbo, Aleksandar Vučić, ha sciolto l'Assemblea nazionale e indetto ufficialmente le elezioni politiche anticipate. Qualche giorno prima, come previsto dalla Costituzione, il governo presieduto dal premier Djuro Macut, aveva presentato una richiesta motivata di scioglimento del Parlamento e di fine anticipata della legislatura: una prerogativa che spetta solo al Presidente della Repubblica e sul quale non ha voce in capitolo lo stesso Parlamento. Il 27 settembre Vučić si è dimesso da presidente per potersi candidare alla carica di primo ministro nelle elezioni anticipate di ottobre. Non era obbligato per legge a dimettersi e avrebbe potuto restare in carica fino a maggio 2027, ma ha affermato di volersi "candidare come un uomo comune, come uno del popolo". Ha già ricoperto l’incarico di premier dal 2014 al 2017, prima di diventare presidente.

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Alle elezioni parlamentari si presentano 18 liste, con tante alleanze di vari partiti. Ci sono 7 liste rappresentative di minoranze etniche, che non hanno bisogno di raggiungere la soglia di sbarramento del 3% che invece si applica ai partiti nazionali. L’ormai ex presidente è a capo della lista elettorale della sua formazione populista e nazionalista di destra, il Partito Progressista Serbo (SNS), al potere ormai dal 2012. Vučić è il candidato primo ministro della coalizione Serbia Unita, che include l’estrema destra del Partito Radicale Serbo di Šešelj, e dovrà vedersela con Studentska lista (Lista studentesca – Gli studenti vincono!), la lista che rappresenta il movimento politico degli studenti. Oltre ai due grandi schieramenti favoriti, tra i partiti minori c’è una coalizione nazionalista guidata dal Partito socialista (SPS) che potrebbe potenzialmente fare da alleata esterna di Vučić. Mentre dall’altra parte, vari partiti di opposizione di centro-sinistra hanno deciso di non presentarsi alle urne per non disperdere voti e farli confluire verso SL. Correrà separatamente anche l'alleanza di opposizione a orientamento occidentale "European Serbia”, che potrebbe allearsi con gli studenti dopo il voto.

La lista studentesca

Mentre il SNS, il partito conservatore e nazionalista di Vučić, non gode più del sostegno di Bruxelles di cui si era vantato per anni con l'opinione pubblica serba e rischia l’espulsione dal Partito popolare europeo (Ppe) al quale è associato, dall’altra parte c’è la Studentska lista , con 250 candidati e senza leader. Ancora non c’è un premier designato, anche se il primo candidato della lista, il cardiologo Ilija Srdanović, è stato più volte invitato a un dibattito televisivo con Vučić. Ma ha sempre rifiutato, sostenendo che voglia solo avere l’occasione di attaccarlo frontalmente sul piano personale per screditarlo, una strategia già usata in passato con i suoi avversari politici, spesso diffamati sui media amici. La Lista studentesca ha tra i suoi candidati professionisti, intellettuali ma anche persone senza esperienza politica. Tra i nomi più noti l’ex star del basket Dejan Bodiroga.

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Il voto all’estero

In queste settimane si è molto discusso di un tema che potrebbe rivelarsi decisivo, cioè il voto dei cittadini serbi residenti all’estero. Per queste elezioni si sono registrati circa 111mila elettori cosiddetti della diaspora, una cifra tre volte maggiore di quanto avvenne nel 2023. Tra coloro che hanno lasciato il Paese ci sono molti oppositori di Vučić e della sua deriva autoritaria. Ma in alcuni Paesi esteri non ci saranno seggi dove votare, nonostante la presenza di cittadini serbi registrati.

I sondaggi

Il voto in Serbia è considerato il più importante dalla fine dell’era Milošević. E la campagna si è svolta in un clima da referendum pro o contro Vučić. Ci sono molte incognite e si prevede che nessuna delle due parti accetterà serenamente una sconfitta. I sondaggi non si sbilanciano, l’SNS ha un elettorato solido, uno zoccolo duro corposo. Ma la distanza con gli sfidanti si SL potrebbe essere poca o nulla trasformandosi in un testa a testa. Le rilevazioni suggeriscono che l'esito della formazione del prossimo governo non sarà semplice. La quota di indecisi oscilla fra l'11% e il 16%. Si stima una affluenza alle urne superiore al 60%, qualcosa che non si vedeva da almeno due decenni in Serbia.

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