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Emilia e Manuel sono alfieri del lavoro: Mattarella premia impegno e talento

October 21, 2026

C’è chi l’impegno lo porta nel volontariato e chi nella matematica, chi lo accompagna alla chitarra e chi agli scacchi. Emilia Marra e Manuel Pio D'Amato, diciannove anni, hanno in comune il massimo dei voti alla maturità e un'idea precisa di cosa farne: metterlo a disposizione degli altri. Sono due dei 25 Alfieri del Lavoro 2026 che oggi vengono premiati al Quirinale, nella giornata in cui il Presidente Sergio Mattarella conferisce l'onorificenza ai nuovi Cavalieri del Lavoro.

Il riconoscimento, istituito nel 1961 in coincidenza con il centenario dell'Unità d'Italia, è promosso dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e va ogni anno a studenti che abbiano concluso la scuola secondaria superiore con il massimo dei voti. Il loro numero è legato a quello dei Cavalieri, a sottolineare la continuità dell'impegno nello studio e nella vita. Ai premiati spettano l'attestato d'onore e la Medaglia del Capo dello Stato.

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Originaria di Baronissi, si è diplomata al liceo classico Torquato Tasso di Salerno e oggi frequenta Economia e Management all'Università Statale di Milano. La scelta, spiega, ha un'origine precisa: «È stata un po' una vocazione, nata dalla mia esperienza in Agesci, che mi ha educato ai valori del servizio e della responsabilità verso gli altri». Da qui l'obiettivo: «Mettere a disposizione della comunità le mie competenze». Il non profit la interessa «tantissimo», così come le relazioni internazionali e la politica economica.

Da quando era in terza media, è diventata scout dell'Agesci, con il gruppo Baronissi, per curiosità: il padre era stato scout e il fratello minore aveva appena cominciato da poco. Poi però, l’esperienza è diventata parte della sua vita. Negli ultimi tre anni l'impegno si è concentrato sul mettersi al servizio degli altri: doposcuola per i minori rifugiati arrivati in Italia attraverso i corridoi umanitari, un campo in Albania con adulti con disabilità, la mensa dei poveri, le attività con i bambini dagli 8 agli 11 anni. Poi il campo mondiale in Portogallo, per scout dai 17 ai 25 anni, dove ha prestato servizio anche in una casa di riposo. «Sono esperienze che mettono a dura prova la sensibilità di una persona», osserva, «perché ti fanno aprire gli occhi su cosa sia davvero importante e necessario».

Accanto al volontariato c'è la musica: pianoforte da bambina, poi la chitarra, fino a fondare i ReefKnot, nome che in inglese indica il “nodo piano”: una band di quattro scout, di cui è cantante e chitarrista, di brani rock. Con i ReefKnot ha scritto alcune canzoni ed è associata come autrice e compositrice alla Siae. «Mi prendono in giro definendomi una front woman», sorride, ma per lei la musica è «una grande valvola di sfogo», perché «puoi trovare il coraggio di esprimerti».

Alla notizia del premio ha pensato in un primo momento a uno scherzo. «Sapevo della candidatura, ma non mi aspettavo di poter essere nella lista», dice. A Mattarella direbbe grazie: «Per essere un'ispirazione, un punto di riferimento. È un grande esempio di equilibrio, un grande esempio di diplomazia».

LA PASSIONE PER I NUMERI

Manuel Pio D’Amato è di Paternopoli, ha conseguito la maturità scientifica al liceo De Caprariis di Atripalda e frequenta il corso triennale in Matematica all'Università di Salerno. Il liceo, dice, gli ha dato anche una solida base umanistica, tanto che ha esitato tra la storia e i numeri, ma «alla fine ho deciso di rimanere sulle materie scientifiche. E la matematica è sempre stata la materia che mi ha appassionato di più».

Il suo orizzonte è l’insegnamento. «Ho sempre voluto fare il professore», afferma, preferibilmente al liceo, «per essere una figura di riferimento dei più giovani». Sul mestiere ha idee nette: non lo ritiene semplice sul piano delle relazioni, ma «il professore deve essere in grado di trascinare anche chi non è incline a comprendere una materia verso risultati discreti o buoni».

Fuori dalle aule c'è la passione per gli scacchi, nata a 7 anni grazie a un amico, abbandonata e ripresa nel 2023 su suggerimento di un docente e oggi partecipa a vari tornei.

Della nomina ad Alfiere del lavoro ha saputo dal padre. Per errore aveva consultato una lista dell’anno scorso senza il suo nome e non ci sperava più. «Per dieci minuti non sono riuscito ad assimilare la notizia, ero stordito dalla felicità». Poi la consapevolezza: «Il mio nome viene associato a un titolo, quindi ho una responsabilità nell'indirizzare le persone e nel dare il giusto esempio». Anche lui a Mattarella vorrebbe dire grazie «di essere stato una figura di riferimento per la stabilità sociale del Paese». Soprattutto «in un momento storico difficile per l'Italia, sia per la pandemia che per le crisi internazionali, dal 2022 con l'Ucraina, con lo scoppio della guerra in Palestina e soprattutto con le manifestazioni. Vorrei ringraziarlo di essere stato una figura di riferimento per noi giovani».