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Energia, l’Ue fissa le misure di flessibilità. Ecco quali sono

August 19, 2026

Introduzione

La Commissione europea ha adottato una nota con le indicazioni agli Stati membri per estendere alle misure di sicurezza energetica la clausola di salvaguardia nazionale, con le deroghe al Patto di stabilità. Si tratta di condizioni per fare più deficit. Sono comprese ristrutturazioni e colonnine, pompe di calore, energia solare per le famiglie e investimenti in reti ma niente e-car e bonus generalizzati. Cosa sapere.

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Quello che devi sapere

La nota sulla flessibilità per la sicurezza energetica

La nota adottata il 17 agosto dalla Commissione Ue prevede che i Paesi interessati alle deroghe debbano fornire "un elenco iniziale delle misure di sicurezza energetica pianificate per le quali vorrebbero beneficiare della flessibilità, con la relativa stima dei costi di bilancio”. La possibilità di estendere la clausola per includere misure di sicurezza energetica era stata annunciata il 3 giugno, a seguito del conflitto in corso in Medio Oriente. 

Per approfondire: Caro energia, ecco cosa chiede l'Europa all'Italia in cambio della flessibilità

Gli obiettivi

La flessibilità mira a sostenere "misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico europeo e accelerino la transizione verso fonti energetiche non fossili - viene chiarito -. Solo le misure di bilancio decise dopo il 28 febbraio 2026 potranno beneficiare della flessibilità". "Le misure ammissibili devono essere finanziate a livello nazionale e avere un impatto diretto sul bilancio - spiega poi l'esecutivo comunitario. Devono inoltre essere concepite in modo da massimizzare il loro impatto riducendo al minimo il costo fiscale".    

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Come funziona

La flessibilità fiscale dell'Ue sulla spesa nell’energia concede deroghe agli Stati fino a un massimo dello 0,6% del Pil cumulato tra il 2026 e il 2028, e dello 0,3% l'anno, all'interno del tetto dell'1,5% massimo per le spese nella difesa. Le spese che superano i limiti applicabili rimarranno soggette alle normali verifiche di conformità previste dal quadro fiscale dell'Ue.

Le misure ammesse

La Commissione europea ha stilato fa un elenco "esemplificativo e non esaustivo" con 22 voci ammissibili. Si va dalla colonnine di ricarica agli incentivi per le ristrutturazioni, fino agli investimenti in nucleare ma non compaiono le auto elettriche.

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Famiglie

Nell’elenco compaiono sovvenzioni per l’energia geotermica e solare, per sistemi residenziali di immagazzinamento energetico, sovvenzioni per sostituire le caldaie a combustibili fossili con alternative pulite, come le pompe di calore, e ancora per investire in infrastrutture domestiche di ricarica per veicoli elettrici. Infine sovvenzioni e/o prestiti a tasso agevolato per una ristrutturazione media o profonda di edifici residenziali.

Settore pubblico e imprese

Per quanto riguarda il settore pubblico, si citano investimenti in produzione e stoccaggio in loco di energia rinnovabile in loco e investimenti in ristrutturazioni di edifici medie o profonde. Per le imprese ci sono nell’elenco incentivi fiscali per infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, sovvenzioni e/o prestiti a tasso agevolato per una ristrutturazione media o profonda di edifici, incentivi finanziari mirati per incrementare il tasso di adozione delle tecnologie di decarbonizzazione industriale.

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Infrastrutture di trasporto

In questo settore sono accettati gli investimenti pubblici in infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, gli investimenti pubblici in infrastrutture e materiale rotabile di trasporto urbano pulito come tram e metropolitane e quelli in infrastrutture ferroviarie e materiale rotabile.

Settore energetico

Infine nell’elenco compaiono investimenti in progetti di energia rinnovabile, compresi la produzione di energia elettrica e il riscaldamento, investimenti in tecnologie delle batterie e di stoccaggio energetico, investimenti in centrali nucleari, in infrastrutture e tecnologie delle reti elettriche, in tecnologie per la produzione di idrogeno mediante elettrolisi utilizzando energia elettrica da fonti rinnovabili o a basse emissioni di carbonio. E ancora, investimenti in tecnologie per l'efficienza energetica connesse al sistema energetico, investimenti in combustibili rinnovabili sostenibili, contratti bidirezionali per differenza per la produzione di energia pulita e investimenti per potenziare la sicurezza fisica e informatica dei sistemi energetici.

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Cosa non è previsto

Non sono indicate, invece sovvenzioni di nessun tipo per l'acquisto di veicoli elettrici, sia auto e sia scooter o biciclette: la comunicazione della Commissione indica solo le infrastrutture di ricarica. Escluse riduzioni delle accise o altre imposte sui combustibili fossili, sostegni basati sul reddito o altri sussidi per limitare l'impatto del caro-energia.

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L'iter

La Commissione invita gli Stati a presentare le richieste sulla clausola per l’energia a breve. Le raccomandazioni della Commissione potrebbero essere pronte a settembre, consentendo così la possibile approvazione nella sessione Ecofin di ottobre. Gli Stati dovranno comunicare un primo elenco delle misure di sicurezza energetica per le quali intendono beneficiare della flessibilità, accompagnato dalla relativa stima dei costi di bilancio, afferma Bruxelles. Sono inoltre previsti controlli e obblighi di comunicazione più stringenti. Gli Stati dovranno fornire a Bruxelles prove sufficienti dell'ammissibilità, dell'addizionalità (che sia successiva al 28 febbraio) e dell'efficacia economica di ciascuna misura. Le informazioni dovranno essere aggiornate prima di ogni ciclo Ue di sorveglianza di bilancio, ossia entro il 15 aprile e il 15 ottobre.  

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Cosa significa per l’Italia

L'Italia chiederà all’Ue la flessibilità nelle regole di bilancio per gli investimenti nell’energia, liberando spazio per altre risorse in manovra. La novità dovrebbe valere circa 14 miliardi in un biennio, se arriverà l’ok della Commissione Ue e dell’Ecofin al piano presentato da Roma. Si potrà così procedere alla richiesta del governo al Parlamento per autorizzare lo scostamento di Bilancio”, da approvare a maggioranza assoluta prima di mettere a punto la manovra.

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