I servizi di igiene pubblica
dell'Azienda Usl Toscana nord ovest hanno segnalato dieci casi
di epatite A registrati nelle aree di Pisa e Livorno. Sulla base
dei primi elementi raccolti, è in corso una verifica per
accertare l'eventuale riconducibilità dei casi a una medesima
origine, con particolare attenzione a un possibile cluster
associato a uno stabilimento balneare del Pisano. Lo rende noto
la Asl precisando comunque che "al momento, pertanto, non è
possibile stabilire con certezza l'origine del contagio e le
verifiche sono tuttora in corso".
Delle dieci persone a cui è stata diagnosticata l'epatite A,
tre sono ricoverate a malattie infettive nell'ospedale di
Livorno: "Vengono tenute sotto osservazione e sono in buone
condizioni". Altri pazienti sono stati visitati dai sanitari e,
"non essendo necessario il ricovero, sono stati dimessi e hanno
fatto rientro al proprio domicilio con le indicazioni e le
prescrizioni mediche del caso".
L'epatite A, ricorda la Asl, si trasmette principalmente per
via oro-fecale, cioè quando il virus presente nelle feci di una
persona infetta viene ingerito, direttamente o indirettamente,
da un'altra persona. Il contagio può avvenire attraverso il
contatto stretto con una persona infetta, soprattutto in
condizioni di scarsa igiene delle mani, oppure attraverso il
consumo di acqua o alimenti contaminati. Tra gli alimenti
maggiormente associati alla trasmissione dell'infezione vi sono
quelli consumati crudi o poco cotti e i prodotti che possono
essere contaminati durante la manipolazione. Tra i sintomi,
che possono comparire generalmente dopo un periodo di
incubazione di alcune settimane, soprattutto stanchezza, perdita
di appetito, nausea, vomito, febbre, dolori addominali e
malessere generale. L'epatite A, a differenza delle epatiti B e
C, non diventa un'infezione cronica e nella maggior parte dei
casi si risolve spontaneamente.
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