Quando padre Luca, con indosso il saio, rispolvera gli album della sua giovinezza, non riesce a trattenere il sorriso. Quelle foto lo mostrano ben diverso, un capellone col chiodo, gli anfibi e una croce al collo portata al contrario per sfregio. Da metallaro malinconico, taciturno e spento, con la filosofia dark come unica certezza, «ero un senza Dio disilluso», racconta il frate di Sassari 48enne, a parroco della Basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur. Un look che il giovane fece entrare in convento a Oristano, quando il Signore lo chiamò: «Ma nonostante la capigliatura e gli anelloni gotici stile armatura, nessuno mi disse mai quanto fossi inadeguato. Poi lo capii da solo». Prima di varcare quella soglia a 21 anni, Luca Atzeni viveva a Sassari con i genitori e faceva il restauratore nei luoghi sacri. All’epoca, posti come altri, tanto che in pausa, con la messa in corso, fumava sulle impalcature. «Finché un giorno, nella chiesa della Madonna del Rosario, affianco alla casa dove ero nato, ascoltai il Vangelo di Zaccheo, un peccatore che aveva ritrovato Gesù. Pensai che quelle parole fossero rivolte a me ed entrai in crisi.
Tra dubbi e notti insonni, invocavo il Signore per dei segnali. Ero pure fidanzato», spiega padre Luca, che di lì a breve asseconda un amico, accompagnandolo a un incontro vocazionale a Oristano, «dopo avergli dato del «pazzo. Io in convento? Mai».Per Luca, allora dark, è uno choc, ma in positivo: «la comunità era viva, scherzosa, sorridente, non triste», come la immaginava. «Vidi il Vangelo farsi realtà e mi colpì la storia di San Francesco». Il cammino da frate inizia, ma senza la benedizione dei suoi genitori che, conoscendolo, lo pensano plagiato. «Si misero il cuore in pace quando vennero a trovarmi e mi videro sereno, gioioso, come mai prima». Padre Luca negli anni ha superato una crisi spirituale, mettendosi al servizio dei fragili, come i detenuti. Volti familiari per il sacerdote con un’infanzia all’Asinara (il papà era in polizia penitenziaria). A settembre il cammino lo ha condotto all’Eur «in una bella chiesa settantenne, che va sistemata. Un imprenditore ha promesso 100mila euro in lavori. La Provvidenza manderà altri donatori. Partiremo dall’oratorio».
Ultimo aggiornamento: martedì 4 agosto 2026, 05:00
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