Le prime analisi escludono malformazioni: esame partito a Padova con alcune azioni preliminari e preparatorie ad ulteriori analisi più approfondite sui campioni isolati e che saranno portate avanti nei prossimi giorni dal pool di esperti. Sentiti due operatori della centrale 118

Abderrahim Fakir, il 42enne morto lo scorso 19 luglio al Pilastro

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Bologna, 27 agosto 2026 – Il cuore di Abderrahim Fakir non avrebbe presentato malformazioni pregresse, o problematiche connesse, al momento della morte avvenuta al culmine di un fermo di polizia. Questo è quanto emerso ad un’analisi macroscopica dell’organo del 42enne morto lo scorso 19 luglio al Pilastro. Un esame partito ieri a Padova con alcune azioni preliminari e preparatorie ad ulteriori analisi più approfondite sui campioni isolati e che saranno portate avanti nei prossimi giorni dal pool di esperti guidati dall’anatomopatologa e direttrice dell’unità di patologia cardiovascolare di Padova Cristina Basso.
Gli accertamenti
L’azione è l’inizio di una serie di accertamenti supplementari all’autopsia eseguita lo scorso 24 luglio, quando tra gli elementi più rilevanti era emersa la presenza di sangue vivo nei polmoni e segni da schiacciamento, oltre a una frattura all’altezza del tarso del piede. L’analisi approfondita sul cuore è necessaria per vagliare un eventuale choc tossico, così come segni da compressione cardiaca e malformazioni latenti, per l’appunto escluse. Per avere ora dati più precisi e una relazione complessiva di tutto l’esame autoptico occorrerà attendere altre tre o quattro settimane, quando arriveranno anche gli esiti dell’esame istologico e tossicologico per avere così il quadro complessivo sulle cause della morte di Fakir.
Il fascicolo a modello 45 bis per omicidio colposo
Sul caso di via Svevo la procura di Bologna ha aperto un fascicolo a modello 45 bis per omicidio colposo, con annotati i nomi dei due agenti di polizia che hanno compiuto il contenimento e i quattro operatori della Croce Rossa intervenuti. Entro questi confini d’indagine sono aperti anche altri quattro accertamenti come la ricostruzione tridimensionale del luogo in cui è morto Fakir; l’analisi del contenuto estratto dall’unico cellulare ritrovato del 42enne; l’esame dell’intero girato della bodycam del capopattuglia e anche gli accertamenti dattiloscopici e biologici sulle manette usate dai poliziotti e su una maglietta bianca indossata da una delle persone con cui Fakir interagì, prima di essere bloccato a terra.
Sentiti due operatori della centrale del 118
Fuori dal perimetro degli accertamenti tecnici, nei giorni scorsi la procura ha continuato anche con l’ascolto di testimoni. In particolare, sono stati sentiti due operatori della centrale del 118 in servizio il giorno della tragedia del Pilastro. I due sanitari, ascoltati a sommarie informazioni testimoniali, sarebbero stati sentiti nell’ambito della ricerca di ulteriori elementi sullo scambio di informazioni tra centrali operative di polizia e 118 il giorno della morte di Fakir. Un approfondimento per cui già all’inizio dell’indagine erano state sequestrate le registrazioni delle chiamate intercorse tra gli annotati e le rispettive centrali, a cui ora fa seguito anche l’approfondimento orale, tramite le testimonianze di chi si trovava all’altro capo del telefono.
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