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Estate 2026 in Italia, non più destinazione unica ma itinerari alla scoperta dei piccoli centri - Tempo Libero - Ansa.it

September 12, 2026

La destinazione unica lascia sempre più spazio a itinerari composti da più tappe e il confine tra vacanza estiva, city break ed esperienza culturale diventa sempre meno netto. E così non soltanto Roma, Firenze, Venezia e le grandi mete balneari, l’estate 2026 racconta un’Italia turistica molto più diffusa, nella quale cresce l'interesse per  località di montagna, piccoli centri, destinazioni costiere e città che fino a pochi anni fa difficilmente sarebbero entrate nella mappa dei grandi flussi internazionali. E si parte non solo ad agosto, al mare si va anche a settembre e ottobre.
«Se cresciamo a Courmayeur, Vicenza, Santa Margherita Ligure o San Teodoro significa che sempre più persone hanno bisogno di muoversi liberamente anche in destinazioni diverse dalle grandi capitali del turismo. La vera novità dell'estate 2026 non è una nuova meta di moda: è che la mappa stessa del turismo italiano si sta allargando», afferma Alessandro Seina, CEO di LeanTeam, la società che ha creato Radical Storage.
«Quello che vediamo attraverso le nostre prenotazioni è un turismo sempre meno concentrato esclusivamente nelle grandi destinazioni», spiega, le persone viaggiano di più, spezzano le vacanze, si muovono tra più località e cercano mete diverse".
Il fenomeno non riguarda soltanto le località tradizionalmente associate alle vacanze estive. Uno dei dati più interessanti arriva infatti dalle città. Vicenza cresce del 173% e Ravenna del 118%. Seguono Assisi (+73%), Bergamo (+69%), Matera (+46%), Palermo (+41%) e Bari (+40%). Anche i laghi continuano a intercettare nuovi visitatori, sebbene con ritmi più contenuti: Sirmione cresce del 67%, Como del 14% e Lecco dell'11%.
La fotografia che emerge è quindi quella di un turismo distribuito: mare e montagna continuano ad attirare visitatori, ma accanto alle destinazioni più note guadagnano terreno città medie e centri che diventano tappe di itinerari più articolati. Cambia anche la geografia degli stranieri C'è poi una seconda indicazione che arriva dai dati: a cambiare non sono soltanto le destinazioni, ma anche i Paesi da cui arrivano i viaggiatori. Il balzo maggiore è quello del Brasile, +129% rispetto all'estate 2025. Seguono Ungheria (+121%), Polonia (+116%), Germania (+108%) e Romania (+101%). La crescita è particolarmente sostenuta anche per Irlanda (+87%), Italia (+84%), Francia (+77%), Svizzera (+76%), Spagna e Canada (+67%) e Stati Uniti (+65%). Più contenuti, ma comunque positivi, gli incrementi provenienti da Regno Unito (+61%), Argentina (+54%), Giappone (+49%), Svezia (+46%), Belgio (+41%), Australia (+38%), Messico (+27%), Grecia (+26%) e Paesi Bassi (+25%).
Un dato interessante perché ai grandi mercati turistici consolidati si affiancano Paesi che stanno aumentando rapidamente il proprio peso. Europa dell'Est e America Latina, in particolare, emergono come due bacini da osservare con attenzione. «Fino a qualche anno fa era relativamente semplice descrivere il turista straniero che arrivava in Italia attraverso pochi grandi mercati di provenienza e poche destinazioni irrinunciabili. Oggi quella fotografia non basta più», aggiunge Stefano Manzi, Country Manager per l’Italia di Radical Storage. «Vediamo crescere nazionalità molto diverse e, nello stesso tempo, destinazioni lontane dai circuiti più scontati. Per chi lavora nel turismo significa confrontarsi con un pubblico più internazionale, mobile e curioso». 
La piattaforma digitale per il deposito bagagli presente in oltre 2.300 città nel mondo ha analizzato l'andamento delle prenotazioni tra giugno e agosto 2026 confrontandolo con lo stesso periodo del 2025. I dati sono già scorporati dalla crescita netta della piattaforma: ol turismo si sposta fuori dalle rotte tradizionali A guidare la classifica italiana è Santa Margherita Ligure, con una crescita del 234%, seguita, tra le performance più significative, da Vicenza (+173%), Courmayeur (+146%), San Teodoro (+144%), Rovereto (+119%), Ravenna (+118%), Monterosso al Mare (+176%) e Jesolo (+126%). Numeri che attraversano l'Italia da Nord a Sud e soprattutto categorie di destinazioni molto diverse tra loro. In montagna, oltre a Courmayeur e Rovereto, crescono Cortina d'Ampezzo (+95%) e Bressanone (+59%). Sul mare, Santa Margherita Ligure e Monterosso precedono Levanto (+84%), Riomaggiore (+68%), Sestri Levante (+66%) e Rapallo (+51%). Nel Sud e nelle isole spiccano San Teodoro, Palau (+106%), Lipari (+98%), Gallipoli (+90%), Capri (+67%), Alghero (+62%) e Tropea (+49%). 

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