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Eruzione Etna, disagi: chiusi settori aerei, limitati arrivi a Catania

August 17, 2026

La Sac, società di gestione dello scalo catanese, ha comunicato che "a causa dell'attività eruttiva è stata disposta la proroga della chiusura degli spazi corrispondenti al settore B1. Parzialmente limitate le attività di volo in arrivo pari a 10 aerei ogni ora, fino alle 12 del 18 agosto. Nessuna restrizione in partenza". La cenere crea disagi anche nei centri vicini, come Valverde, Viagrande, San Gregorio e San Giovanni la Punta. Ingv: campo lavico nella Valle del Bove in fase di raffreddamento

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L'Etna continua a sbuffare e creare problemi, con nuvole di fumo che si trasformano in cenere provocando disagi all'aeroporto catanese di Fontanarossa ma anche ad automobilistici e cittadini dei comuni che sorgono sul vulcano e nello stesso capoluogo. La Sac, società di gestione dell'aeroporto di Catania, ha comunicato che, "a causa dell'attività eruttiva dell'Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la proroga della chiusura degli spazi corrispondenti al settore B1. Sono parzialmente limitate le attività di volo in arrivo pari a 10 aerei ogni ora, fino alle 12 di domani 18 agosto. Nessuna restrizione in partenza. I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree". Intanto l'attività del vulcano ha portato con sé una cospicua emissione di cenere vulcanica in atmosfera, che è ricaduta su diversi comuni della provincia di Catania comprese diverse zone dello stesso capoluogo.

Campo lavico nella Valle del Bove in fase di raffreddamento

L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha comunicato che stamattina è stata registrata "l'apertura di una bocca effusiva in Valle del Bove, a una quota compresa tra 2200 e 2350 m", dalla quale è stata prodotta una colata lavica. Dopo i rilievi termici di campagna effettuati questa mattina, in serata l'Ingv ha fatto sapere che "il campo lavico nella Valle del Bove risulta complessivamente in fase di raffreddamento, sebbene rimanga attiva una bocca a quota 1900 m che alimenta una colata che arriva a quota di circa 1600 m". L'attività esplosiva delle ore 8:09 ha "provocato il collasso del versante orientale del cono di Monte Rittmann, determinando l'apertura di una nuova bocca effusiva a quota 2350 m; da questa si è generata una colata lavica di circa 500 metri, che si è tuttavia subito arrestata e raffreddata. Persiste infine un'attività esplosiva a intensità variabile presso il cratere della Voragine, dove la nube eruttiva ha raggiunto un'altezza di circa 6000 m s.l.m., disperdendosi in direzione Sud-Est".

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Vulcanologo Ingv: "Si può parlare di tempesta perfetta"

"Su questa attività dell'Etna si può parlare di tempesta perfetta perché si sono verificate tre condizioni", ha detto nei giorni scorsi il vulcanologo dell'Ingv di Catania Mario Mattia. "La prima - ha spiegato - è l'attività esplosiva sostenuta con una costante emissione di cenere. Seppur in passato si verificarono delle fontane di lava dal cratere di sud-est, questa attività, sostenuta e quasi continua del cratere Voragine, è un po' una novità di quest'anno". "Si è poi associata un'altra condizione diciamo inusuale, che è quella dei venti costanti da nord verso sud che spingono la cenere proprio sopra Catania e l'aeroporto. In realtà - ha specificato - la direzione dei venti dominante, quella che in genere prevale, è verso est. In tal senso ci furono anche delle polemiche quando la maggior parte della cenere ricaduta dalle fontane di lava degli anni passati avveniva nel versante orientale sui Comuni di Zafferana, Santa Venerina, Giarre, Acireale che avevano i tetti pieni e le strade invase dalla cenere". "Se infine - ha concluso - ci aggiungiamo il Ferragosto, che è la terza condizione, diciamo per questo che si è creata la tempesta perfetta".

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Disagi non solo in aeroporto

La cenere non sta creando disagi solo all'aeroporto: a Catania e in diversi comuni della provincia le automobili sono coperte da una coltre di cenere e le strade sono annerite, con i commercianti che puliscono i marciapiedi davanti l'entrata dei loro negozi dalla polvere vulcanica alta alcuni centimetri. Fra i centri etnei più colpiti dalla pioggia di cenere vulcanica ci sono Valverde, Viagrande, San Gregorio e San Giovanni la Punta.