Elephants

Euro 32, De Laurentiis va avanti sul progetto stadio a Napoli Est: «Voglio un altro stadio»

August 6, 2026

«Noi non siamo interessati alla ristrutturazione del Maradona faremo il nostro stadio». Il giorno dopo la presentazione del progetto di riqualificazione del Maradona del Comune, presentato dal sindaco Gaetano Manfredi, la Ssc Napoli del Presidente Aurelio De Laurentiis conferma il no allo stadio di Fuorigrotta. Una posizione nota al Municipio e che il club sottolinea. Ma soprattutto ribadisce qual è l’obiettivo strategico della Società: «È ovvio e ci sta - trapela dal quartiere generale azzurro - che il Comune porti avanti il suo progetto. Il Napoli però vuole uno stadio moderno di sua proprietà e si scontra con le difficoltà che anche altre squadre hanno e hanno avuto, ma l’obiettivo è quello, quindi a noi non ci interessa, non interessa nulla di quello che il Comune vuole fare». Ed è il motivo per il quale nessun esponente della Società azzurra ha partecipato alla presentazione.

Video

Il ragionamento che fanno in Società è più o meno questo: lo stadio è del Comune, il Comune fa le sue cose e lo vuole abbellire. «Noi - filtra dalle stanze della Società - siamo degli affittuari. Non abbiamo un’alternativa, ancora non ci hanno dato i permessi per costruire il nostro stadio e non c’è un altro stadio dove possiamo andare e quindi andremo al Maradona. Ma il Presidente vuole costruire lo stadio». I club riflette sullo stanziamento della Regione, di circa 200 milioni, per riqualificare l’impianto di Fuorigrotta, «a noi risulta siano di meno» e interroga il Comune sulla gestione futura del nuovo Maradona. Quando il Napoli che è il principale utilizzatore non sarà più a Fuorigrotta come farà il Municipio «a recuperare l’investimento? Chi metterà negli Skybox? Recupereranno tutto con i concerti?».

Il Napoli pensa al futuro, ci vorrà qualche tempo prima di tirare su un nuovo stadio nell’area della Q8 a San Giovanni. Dalla Società in questo senso c’è una certa preoccupazione, temono ma sperano che «non ci mettono il bastone tra le ruote, dicendo che quei terreni pur bonificati della Kuwait non si può fare o stadio faremo le nostre mosse». Vale a dire che il Presidente De Laurentiis come dichiarato di recente «non potrà fare investimenti sulla squadra. Le Società moderne il 50-60% degli incassi li ricavano dallo stadio mentre il Napoli è fermo al 5-10% e lo diremo ai tifosi». In questo contesto la Società tira fuori un vecchio cavallo di battaglia, ovvero costruire un impianto fuori dalle mura cittadina, fuori Napoli: se si deve spendere un miliardo - il ragionamento - si spenderanno anche 100 milioni per creare delle ferrovie private, qualcosa che consenta di raggiungere lo stadio facilmente.

Accorciare il gap con le società più forti, nella sostanza le milanesi e la Juve almeno in Italia, si può fare per il club solo con una struttura nuova, di concezione moderna. Il Maradona - ragionano in Società De Laurentiis e i sui collaboratori - è uno stadio bellissimo ma concepito negli anni ‘50. Non è più al passo con i tempi, «non può essere ristrutturato, andrebbe completamente demolito e ricostruito». Inter e Milan hanno comprato San Siro per abbatterlo e anche quello è uno stadio storico. Il Napoli - questo il senso del ragionamento - è una impresa sportiva, non è il club degli anni ‘60, e per fare impresa deve fare fatturato per fare degli utili e reinvestire questi utili, per fare una squadra più forte e competere in Italia e a livello internazionale con le squadre fortissime. Che hanno tutte stadi di proprietà. «Non è che a Torino alla Juventus hanno fatto storie quando hanno costruito lo stadio nuovo, anzi sono stati contenti e noi vogliamo fare questo».

IL TORMENTO

I parcheggi sono la vexata quaestio tra club e Comune. La Società azzurra non ci sta, per il Napoli il fatto che la Uefa imponga che l’80% degli spettatori debba andare allo stadio con il trasporto pubblico ci può anche stare. Ma per il club sono i trasporti a non dare garanzie. «Il discorso dei parcheggi è fondamentale, muovere 60-70mila persone con i mezzi pubblici a Napoli è impossibile e allora serve l’auto e il parcheggio». La conclusione e del ragionamento del Napoli è la stessa riflessione fatta all’inizio. Il Napoli giocherà al Maradona perché al momento non ha alternative dovrebbe spostarsi a Bari o a Palermo. Ma appena il club riuscirà a costruire il suo impianto lascerà Fuorigrotta.