Corrono veloce gli ottocentisti italiani, tanto veloce da recuperare un cinquantennio in un'estate. Cadono i due record decani dell'atletica azzurra, i più longevi sia al maschile sia al femminile, nella specialità che più di tutte aveva saputo resistere al tempo: nel doppio giro di pista il primato di Marcello Fiasconaro stava in piedi dal 27 giugno 1973, quello di Gabriella Dorio dal 5 luglio 1980, ma già le apparteneva dal 1976. Dopo l'impresa di Francesco Pernici in Francia a inizio luglio, è una ventosa mattinata inglese a mettere le ali a Eloisa Coiro verso un 1'57"56 stampato addirittura nelle batterie ai campionati europei di Birmingham. Contesto insolito, per un record, eppure il "livello altissimo in Europa" e specialmente nella sua frazione ha spinto la romana a dare tanto già da subito per potersi permettere l'accesso alle semifinali.
Una corsa piena di energia e senza troppi pensieri, ma intelligentemente sempre all'interno, protetta dal vento: "Non ho guardato un passaggio - racconta Coiro in zona mista - non sapevo quanto stavo correndo, sapevo solo che mi stavo sentendo bene e sul finale ce ne avevo tanto. Sono veramente contenta". Lo corse a Pisa nel 1980, Gabriella Dorio, il precedente record, battuto per un decimo in un altro 11 agosto dopo quello del 1984, quando nei 1500 la veneta si mise dietro il mondo ai Giochi di Los Angeles: "Brava Eloisa, oggi 11 agosto per me è un giorno importante! Brindo all'oro olimpico e al record degli 800!", si complimenta Dorio tramite i social. "È sempre stata un'ispirazione per me, una grande atleta e una donna fantastica, a lei va tutto il mio affetto - risponde Coiro da Birmingham -. Per me significa tanto e lo cercavo da tempo, ora non mi metto più limiti".
Al femminile, adesso, non restano più primati nazionali novecenteschi nelle distanze olimpiche. Al maschile, invece, resiste ancora quello di un certo Mennea Pietro, Universiadi di Città del Messico, 1979. Il suo 19"72 sui 200 metri per ben 17 anni fu record del mondo, ma nessuno - né in Italia né in Europa - è ancora riuscito ad avvicinarlo. Nelle altre batterie, con un brillante 53"93 nei 400 ostacoli Ayomide Folorunso sfiora per 4 centesimi il suo primato italiano stabilito 3 anni fa a Budapest. La festa azzurra, però, è nell'alto, con quattro saltatori su quattro in finale: Gianmarco Tamberi, in forma ma assolutamente insoddisfatto della sua parte tecnica ("Era meglio se stavo a casa, così non ha senso", si sfoga a caldo), Matteo Sioli che supera qualche problemino di crampi, il ritrovato Edoardo Stronati e pure Christian Falocchi, che spalle al muro ai 2.15 al terzo salto ottiene la misura. Per i quattro moschettieri, l'appuntamento è per venerdì sera.
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