Elephants

Evade dai domiciliari, l'esponente della Scu Giovanni Calasso torna in carcere

August 9, 2026
Evade dai domiciliari, l'esponente della Scu Giovanni Calasso torna in carcere

2 Minuti di Lettura

domenica 9 agosto 2026, 09:44

È tornato in carcere Giovanni Calasso, 61 anni, storico esponente della Sacra Corona Unita, già condannato all’ergastolo e accusato dell’omicidio di Stefano Tomeo, ucciso a Copertino l’11 aprile scorso. Il gip ha disposto l’aggravamento della misura cautelare dopo che l’uomo si sarebbe allontanato senza autorizzazione dall’abitazione dove si trovava ai domiciliari.
Calasso era stato arrestato il primo luglio dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce e della Compagnia di Gallipoli nell’ambito dell’inchiesta sull’agguato costato la vita a Tomeo. Inizialmente era stato trasferito in carcere, ma il Tribunale del Riesame di Lecce aveva successivamente disposto per lui gli arresti domiciliari, anche in considerazione delle sue condizioni di salute.

Poco dopo il rientro nell’abitazione, secondo quanto accertato dai carabinieri della Tenenza di Copertino, il 61enne si sarebbe allontanato dal luogo di detenzione domiciliare senza alcuna autorizzazione. Per questo è stato denunciato per evasione. La violazione ha portato il gip a revocare i domiciliari e a disporre nuovamente la custodia cautelare in carcere.
Calasso è stato quindi accompagnato nel carcere di Lecce, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Il provvedimento si inserisce nell’inchiesta sull’omicidio di Tomeo, per il quale Calasso è ritenuto, secondo l’impostazione accusatoria, l’esecutore materiale dell’agguato. Le indagini hanno ricostruito la dinamica dell’azione: Tomeo, sceso dall’auto, sarebbe stato raggiunto da un colpo di pistola e ucciso. Altri due colpi sarebbero stati esplosi contro la vettura nel tentativo di colpire il 56enne che lo accompagnava, indicato dagli investigatori come il reale obiettivo dell’agguato.
Secondo la ricostruzione investigativa, il movente sarebbe legato a precedenti minacce rivolte dal 56enne a un infermiere di 53 anni, nell’ambito di un pregresso rapporto di locazione.

Calasso, già condannato all’ergastolo nel cosiddetto “Secondo Maxi Processo” alla criminalità organizzata salentina, si trovava ai domiciliari per motivi di salute anche al momento dell’omicidio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA