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Ex allieva della Scuola di giornalismo Rai di Perugia alla conduzione di Report

August 28, 2026
Giulia Presutti

Saranno Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi i nuovi conduttori di Report, una delle più note trasmissioni d’inchiesta italiane. Dopo giorni di polemiche e i toto nomi per le nuove cariche, la Rai ha comunicato ufficialmente i nuovi volti della trasmissione che andrà in onda dall’8 novembre. Soddisfazione dai vertici della Scuola di giornalismo di Perugia che mandano un «in bocca al lupo» alla loro ex allieva. Sigfrido Ranucci, già autore della trasmissione dal 2006 e conduttore dal 2017, dalla Rai ha avuto tre diverse proposte all’interno dell’azienda: si tratta di un incarico al Tg3, a RaiNews o come corrispondente. 

Giulia Presutti, giornalista investigativa, è già inviata di Report dal 2018, dove negli anni si è occupata principalmente di politica, sanità e vicende giudiziarie. Ex studentessa della Scuola di Perugia, Presutti in queste ore ha ricevuto gli auguri da parte del presidente Flavio Mucciante: «Un grande in bocca al lupo a Giulia per questa nuova e importante responsabilità alla guida di Report. Ci rende orgogliosi vedere che i giornalisti formatisi a Villa Bonucci, grazie alla loro professionalità e al lavoro sul campo, hanno raggiunto ruoli di primo piano nel panorama dell’informazione nazionale. A Giulia i migliori auguri di buon lavoro per questa nuova sfida professionale». Piervincenzi, invece, è in Rai dal 2016 lavorando in programmi di approfondimento e inchiesta. I due sono entrambi vincitori del concorso di selezione Rai per giornalisti professionisti.

«La scelta di Presutti e Piervincenzi vuole sottolineare un principio preciso: il rafforzamento del giornalismo investigativo Rai attraverso nuove professionalità interne all’azienda, selezionate secondo criteri di merito e competenza» sottolinea l’azienda. Per quanto riguarda Ranucci, la Rai non spiega le motivazioni per cui ha deciso di togliere l’incarico al giornalista. Motivazioni che sono ovviamente collegate alla vicenda giudiziaria in corso sull’attentato che ha visto lo stesso Ranucci vittima lo scorso ottobre, ma non indagato allo stato attuale. L’attentato, secondo le indagini degli inquirenti, è stato organizzato dall’imprenditore Valter Lavitola e la Procura di Roma ritiene che Ranucci non ne fosse a conoscenza, ma anzi sia stato manipolato da Lavitola, che avrebbe messo in piedi tutto per accrescere la popolarità del giornalista e spingerlo a entrare in politica.

Gli inviati storici della trasmissione hanno però bocciato la scelta e, minacciando l’addio, l’hanno definita «irricevibile», «in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report». «La decisione assunta dalla Rai – scrivono – è per noi completamente irricevibile. È inaccettabile per il metodo, dal momento che l’azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report. Dal momento che l’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma».

Duro anche il commento di Ranucci: «Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo – scrive il giornalista in un post sui suoi profili social – anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioè da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone (deputato di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Cultura della Camera, ndr) per aver sollevato “cunei d’ombra” sul sottoscritto. Il gioco è fatto. Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico. Mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti».