Il ministro delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Aldolfo Urso, ha dato mandato ai legali dei commissari straordinari della Regione Puglia e degli enti locali di verificare la possibilità di presentare appello contro la sentenza della Corte d’Appello di Milano sull’ex Ilva. Lo ha detto il presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, uscendo dal Mimit al termine del tavolo con le associazioni che rappresentano le imprese dell'indotto ex Ilva
Al termine del tavolo è intervenuto anche il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che ha puntato l’attenzione sul piano di decarbonizzazione dello stabilimento. “In questa serie numerosa di tavoli, abbiamo scoperto che, nel frattempo, è stato presentato probabilmente il 3 agosto solo al Mase un piano di decarbonizzazione da parte dei commissari dell'Ilva, ma ci è stato detto soltanto oggi. Non credo sia corretto dal punto di vista istituzionale”, ha affermato.
Il piano farebbe riferimento a quanto previsto dal decreto di Autorizzazione integrata ambientale del 25 luglio 2025 per fissare le prescrizioni relative allo stabilimento di Taranto. In particolare, la prescrizione tre che fissava entro 12 mesi un piano operativo per la progressiva trasformazione dell'attuale ciclo integrale di produzione dell'acciaio mediante la sostituzione del carbone e dei combustibili fossili.
Durante il tavolo al Mimit con le imprese dell'indotto, il commissario straordinario di Acciaierie d'Italia in As Giancarlo Quaranta avrebbe replicato alle osservazioni del presidente della Puglia Antonio Decaro, chiarendo che il deposito del piano di decarbonizzazione, avvenuto il 3 agosto 2026 «non rappresenta una novità" per le istituzioni coinvolte. Lo precisano fonti vicine ai commissari presenti all'incontro. Secondo le stesse fonti, Quaranta avrebbe sottolineato come siano stati rispettati i termini «secondo il cronoprogramma noto agli enti locali». Inoltre il commissario avrebbe ricordato che la procedura di gara era stata aggiornata lo scorso settembre sulla base di quanto previsto dal piano di decarbonizzazione e lo stesso percorso era stato oggetto del confronto davanti alla Corte d'Appello di Milano. In quel procedimento, ricordano le fonti, la regione Puglia si era costituita a sostegno delle richieste dei ricorrenti per la chiusura dell'area a caldo.