"Dobbiamo poter utilizzare il bagno come tutti. Ci sono persone in carrozzina che non possono alzarsi dalla propria sedia nemmeno per pochi centimetri.
Persone che non possono trasferirsi sul piccolo spazio del bagno dell'aereo. E allora cosa succede? Molte volte non beviamo. Ci limitiamo nell'assunzione di liquidi proprio per evitare di dover andare in bagno. E arriviamo a utilizzare pannoloni, come bambini. Questa non è dignità". L'ex atleta paralimpica Patrizia Saccà, con una lettera aperta, vuole "portare avanti una riflessione concreta su tutto ciò che ancora oggi riguarda il diritto delle persone con disabilità a viaggiare, a muoversi e a vivere con dignità". Uno scritto che arriva una settimana dopo il volo perso mentre in aeroporto discuteva della batteria al litio che alimenta il ruotino elettrico agganciato alla sua carrozzina.
"A volte, quando sull'aereo c'è la prima classe, gli assistenti di volo riescono a portarci lì per permetterci di utilizzare un bagno con spazi più ampi". Allora perché, per i viaggi più lunghi, non permettere "di acquistare un posto in una zona più adeguata, prima classe, pagando magari una differenza minima?".
Saccà, torinese, classe 1957, bronzo nel tennistavolo ai Giochi di Barcellona 1992, oggi insegnante di yoga, elenca un'altra serie di questioni sui voli: dai sedili e lo spazio per le gambe ("bisognerebbe imparare a distinguere le diverse esigenze") al bisogno di tenere accanto alla carrozzina uno zaino cateteri e farmaci, passando per le necessità di una maggiore "conoscenza" delle batterie al litio collegate alle carrozzine e di una "certificazione chiara delle effettive necessità di assistenza". Chiede "un cambiamento culturale", perché "una persona con disabilità non deve essere considerata una difficoltà da gestire". In questo senso "penso che l'aeroporto di Torino Caselle possa essere un esempio importante", anche grazie a la "Cpd, associazione di Torino che ha formato operatori dell'assistenza e gli operatori della rampa".
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