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- Fakir, pc e cellulari al setaccio. Gli ultimi giorni da ricostruire. L’esame: sangue e compressione
Autopsia di sei ore: crisi respiratoria con conseguente asfissia probabile causa della morte. Schiacciamento dovuto al contenimento o alla rianimazione. Ma non ci sono fratture ossee.

Autopsia di sei ore: crisi respiratoria con conseguente asfissia probabile causa della morte. Schiacciamento dovuto al contenimento o alla rianimazione. Ma non ci sono fratture ossee.

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di Francesco Zuppiroli
La verità dei telefoni e pc di Abderrahim Fakir è quella che vanno cercando gli agenti della squadra mobile, che nei giorni scorsi hanno perquisito l’abitazione del 42enne morto al Pilastro domenica e acquisito appunto, oltre ad alcuni medicinali, i dispositivi elettronici dell’uomo. Dispositivi, cellulare e computer, su cui saranno ora eseguite le analisi di routine disposte dalla procura, nella persona dei pm Ambrosino e Arienti, coordinati dal procuratore capo Paolo Guido, per ricostruire gli ultimi giorni di Fakir. Le indagini, che a quanto si apprende non sono destinate a passare di mano ad un altro Corpo, si stanno anche concentrando sulle diverse decine di video dei residenti del Pilastro che hanno ripreso ’in diretta’ ogni istante di quanto accaduto prima e dopo la morte di Fakir. Così come resta in via di ricostruzione il motivo per cui Abderrahim si trovava quella mattina al Pilastro e dunque la circostanza dell’incontro con l’amico.
Gli accertamenti volgono lo sguardo anche al percorso sanitario di Abderrahim, di cui ora emerge un seguito all’accesso al pronto soccoro dell’ospedale Maggiore del 20 giugno. In quell’occasione, l’uomo era stato portato in ambulanza a seguito di gesti autolesionistici. Successivamente, con Fakir era stato concordato un appuntamento presso un centro di salute mentale in provincia a cui, pochi giorni dopo, il 42enne si era presentato spontaneamente per sottoporsi ad una prima anamnesi con uno psichiatra. In quella circostanza, a Fakir era stata prescritta una terapia con alcuni farmaci – pare ansiolitici – e fissato un nuovo appuntamento per inizio agosto, prima della morte dell’uomo.
Una morte per cui ieri è stato compiuto un passo decisivo verso la verità sulla causa del decesso e dinamica della tragedia. L’autopsia, durata quasi sei ore, è stata compiuta dal pool di esperti della procura alla presenza dei periti di parte e come ipotesi sarebbe emersa una crisi respiratoria con conseguente asfissia e collasso cardiaco (in ordine da determinare), che avrebbe stroncato Fakir. Novata giorni il tempo per la relazione finale. Ci sono tuttavia aspetti oggettivi emersi nel corso dell’accertamento, suffragati anche dalla tac ossea compiuta preliminarmente giovedì. Abderrahim Fakir non presenta fratture, se non una lieve ad un dito del piede. Lievi sono state le irritazioni rilevate alle vie respiratorie per l’inalazione dello spray urticante, mentre è stata accertata la presenza di sangue nei polmoni e uno schiacciamento degli organi respiratori. La correlazione tra questi aspetti oggettivi emersi e l’innesco della ipotetica crisi respiratoria fatale è da determinare, con una serie d’ipotesi al vaglio. A partire dalla compressione e schiacciamento: da determinare con certezza se laterale, frontale o dorsale e se verificatasi dunque durante l’azione di polizia oppure post mortem, a seguito del massaggio cardiaco dei sanitari. Stesso discorso per il sanguinamento (pare avvenuto quando Fakir era ancora vivo), che sarà sotto la lente per chiarire se sia da ricondurre al contenimento, oppure alla rianimazione o ancora indotto in precedenza dall’assunzione di sostanze. Le prime risultanze tossicologiche, per i cui esiti specifici occorrerà invece più tempo, avrebbero dato esito positivo alla cocaina.
"L’esubero da parte dei poliziotti non si registra – conclude Gabriele Bordoni, legale dei due agenti –. Non ci sono segnali di violenza o infrazioni ossee, soprattutto alle costole, che invece sono gli elementi che normalmente si rilevano quando si parla di una persona che è stata impedita dal respirare per lo schiacciamento fino a non poter più inalare aria". Ma se gli indizi da schiacciamento posteriore sono ritenuti "totalmente assenti" da Bordoni, l’avvocato dei familiari di Fakir, Fabio Anselmo, commenta: "I risultati dell’autopsia parlano chiaro: asfissia posturale traumatica violenta, con segni d’infiltrazione emorragica sul dorso e polmoni pieni di sangue". E poi conclude: "Siamo di fronte a un nuovo caso Magherini, un nuovo caso Aldrovandi. E poi c’è il ministro Piantedosi, che ha già deciso che gli agenti però abbiano avuto la massima cura in quell’intervento", chiosa l’avvocato.
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