Un misto di gioia, sollievo, incredulità, ma anche di paura che tutto possa finire di nuovo, ha accompagnato la giornata dei tre fratellini nel bosco che, dopo undici mesi in casa famiglia, hanno trascorso sabato notte finalmente con i genitori. Alla porta della comunità di Vasto c'erano mamma e papà ad aspettarli. C'erano i trolley da caricare in macchina, i bambini sono corsi incontro a Nathan e Catherine. «Sono letteralmente volati in braccio a mamma e papà pieni di gioia» racconta l'avvocato Pillon. Poi tutti sull'automobile rossa in direzione Palmoli. Direzione casa. «È il giorno più bello da un anno a questa parte», ha detto Nathan. Non servivano altre parole. In quella frase c'era il tempo trascorso lontano dai figli, c'era l'attesa, c'era la felicità di poterli riavere accanto, almeno per una notte. La prima tappa è stata il casolare di contrada Mondola, il luogo in cui la famiglia anglo-australiana viveva prima della sospensione della responsabilità genitoriale e della separazione. Il bosco era lì, con i suoi sentieri, gli animali, le cose di sempre. I bambini si sono precipitati dal cavallo Lee, dall'asinello Gallipoli e dai due cagnolini. Hanno cercato gli abbracci dei genitori, ripreso i vecchi giochi e percorso il sentiero che porta al fiume.
Il picnic
Catherine aveva preparato una torta con cioccolato vegano e banane per un picnic insieme. Poi il pranzo, tutti insieme, intorno al tavolo di casa Amelia, come la chiamano i bambini. Nel pomeriggio mamma, papà e piccoli si sono trasferiti nell'abitazione messa a disposizione dal Comune di Palmoli, vicino al campo sportivo. È lì che hanno trascorso la notte nella loro cameretta con un lettino e un letto a castello. Oggi, intorno alle 18, i tre bambini di 9 e 7 anni torneranno nella casa famiglia, accompagnati dai genitori. Domani c'è la scuola, quella pubblica, che frequentano dal 16 settembre. Ci saranno altri weekend insieme fino al ritorno definitivo a casa, si spera, a novembre. L'avvocato Simone Pillon, legale dei coniugi Trevallion Birmingham, sui tempi non si sbilancia: «È un ulteriore passo importante nella direzione del rientro definitivo che auspichiamo possa essere ordinato al più presto. È stato bellissimo vedere la felicità nei loro occhi e sentire Nathan e Catherine finalmente sereni e contenti». Poi ha ringraziato il sindaco Giuseppe Masciulli per le misure garantite: transenne poste a 500 metri delle due abitazioni impedivano l'accesso a curiosi e giornalisti. A chiedere privacy, in un giorno così importante, erano stati i genitori. Pillon ha riconosciuto anche il ruolo delle istituzioni che si sono interessate alla vicenda, «dal vicepremier Matteo Salvini al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, dall'assessore Santangelo alla garante dell'infanzia Terragni e alla presidente della commissione infanzia Brambilla». Mercoledì prossimo a Palmoli arriverà la viceministra del Lavoro e delle Politiche sociali Maria Teresa Bellucci. Prima dell'incontro con Nathan e Catherine, poi vedrà gli operatori dei servizi sociali e gli esperti della Neuropsichiatria infantile. «Sono personalmente molto grato a tutti i protagonisti di questa vicenda che hanno saputo ritrovare un terreno comune di dialogo nel superiore interesse dei minori», ha detto Pillon, auspicando una conclusione serena in vista delle prossime scadenze giudiziarie: il 30 ottobre davanti al Tribunale per i minorenni e il 3 novembre in Corte d'Appello, dove si discuterà il reclamo presentato.
La scuola
Resta il nodo istruzione. «Anche quando ci sarà il rientro definitivo in famiglia, i genitori si atterranno alle disposizioni del Tribunale pur continuando a chiedere, nelle opportune sedi giudiziarie, di essere autorizzati a proseguire con il percorso di homeschooling. Su questo voglio essere assolutamente chiaro: mamma e papà si atterranno alle regole nel modo più scrupoloso», ha precisato. Secondo quanto riferito dal legale, i bambini stanno andando molto bene a scuola e parlano italiano. «Ormai sono bilingue», ha concluso. Oggi la strada porta di nuovo a Vasto. Ci sono gli orari da rispettare, la scuola, le udienze, le decisioni ancora da prendere, ma il Natale quest'anno potrebbe essere a casa, per sempre.
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