PALMOLI - È ancora da definire il percorso per gli incontri della famiglia nel bosco tra i tre fratellini e i loro genitori, Nathan e Catherine. E intanto sono in corso verifiche sull’audizione protetta dei bambini, poi finita nell’ordinanza con cui i giudici, pur ritenendo possibile il ricongiungimento, chiedono di procedere per gradi.
Particolare attenzione viene rivolta alla registrazione audiovisiva completa dell’audizione, durata diverse ore, consegnata recentemente alla difesa. La registrazione è in fase di trascrizione, con l’obiettivo di confrontare quanto emerso nel corso dell’ascolto con il relativo verbale e con i riferimenti contenuti nel provvedimento giudiziario, in particolare per quanto la scuola e alla permanenza dei minori in comunità. L’analisi della registrazione e la successiva trascrizione consentiranno dunque di verificare con maggiore precisione il contenuto dell’audizione e di formulare, se necessario, eventuali osservazioni nelle sedi competenti. «Nell’audizione è emerso il desiderio dei bambini di tornare il prima possibile nella loro casa – afferma Martina Aiello, consulente di parte della coppia anglo-australiana – ma purtroppo l’ordinanza, individuando un percorso lungo e faticoso, non tiene conto né dei loro desideri né degli effetti del trauma che tuttora stanno vivendo». Come riportato nell'ordinanza: «La fondazione che gestisce la casa-famiglia aveva più volte rappresentato la non convenienza della prosecuzione della prestazione e l’intento di rinunciare all’incarico».
In pratica, preferiva spostare i bambini altrove anche per il clamore mediatico della vicenda. Poi c'è stato un ripensamento, quando la madre Catherine, che inizialmente viveva in comunità con loro, è stata allontanata per «incomprensioni interne». Fanno parte del fascicolo processuale tutte le relazioni trasmesse dalla casa-famiglia sul comportamento «ritenuto irrispettoso nei confronti degli operatori» di Catherine e di alcuni atteggiamenti dei bimbi, dotate, secondo il provvedimento, «di un livello di precisione particolarmente elevato, in quanto molto analiticamente circostanziate con dettagli singolari e non agevolmente mutuabili da altre vicende». Dunque, la casa protetta, al di là di tutte le altre relazioni e perizie, ha avuto un ruolo determinante nelle decisioni dei giudici.
Gli incontri
Dopo i provvedimenti adottati dalla magistratura minorile dell’Aquila, le interlocuzioni tra il difensore della famiglia nel bosco, l’avvocato Simone Pillon, la tutrice, i servizi sociali e la Neuropsichiatria infantile per stabilire modalità e tempi, non sono ancora iniziate.
Il legale ha sollecitato in particolare la partecipazione dell’assistente sociale Veruska D’Angelo, che nei giorni scorsi non era disponibile e forse potrebbe essere sostituita nell'incarico per sua volontà. Saranno infatti i servizi sociali, nell’ambito delle indicazioni contenute nell’ordinanza del Tribunale, a organizzare e accompagnare le diverse fasi del percorso. Il provvedimento dispone l’avvio degli incontri protetti, alternandoli tra lo spazio neutro e l’abitazione dei genitori a Palmoli, concessa gratuitamente dal Comune, con la possibilità per i minori di recarsi anche nel casolare in contrada Mondola, dove sono vissuti prima della separazione, così da poter vedere i loro animali. È inoltre previsto che, qualora il percorso di sostegno alla genitorialità prosegua positivamente, i rapporti possano essere progressivamente ampliati, inizialmente attraverso rientri senza pernottamento alla presenza dell’educatore. Dopo almeno un mese di regolare frequenza scolastica, il servizio sociale dovrà valutare l’opportunità di rientri dai genitori durante il fine settimana.
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