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Fecondazione assistita, 'Pma per tutte': mancano 10 mila firme

September 25, 2026

In un nuovo video quattordici donne raccontano la loro esperienza spiegando le difficoltà personali, economiche e burocratiche causate dalla discriminazione della legge 40, che vieta a donne single e coppie di donne l'accesso a questa pratica in Italia, e le costringe a faticosi e costosi viaggi all'estero

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Va avanti la campagna "Pma per tutte" dell'Associazione Luca Coscioni: mancano ancora 10 mila firme per raggiungere le 50 mila necessarie per il deposito in Parlamento della proposta di legge di iniziativa popolare. In un nuovo video quattordici donne raccontano la loro esperienza spiegando le difficoltà personali, economiche e burocratiche causate dalla discriminazione della legge 40, che vieta a donne single e coppie di donne l'accesso alla Pma in Italia, e le costringe a faticosi e costosi viaggi all'estero. L’iniziativa, spiega l'Associazione, si inserisce nel solco delle battaglie che negli ultimi vent’anni hanno progressivamente eliminato i principali divieti della legge 40, grazie alle sentenze della Corte costituzionale: dalla cancellazione del limite di fecondazione di più di tre gameti alla caduta del divieto di fecondazione eterologa, fino all’accesso alla diagnosi genetica preimpianto per le coppie portatrici di patologie genetiche.

Le testimonianze

"Paghiamo le tasse in Italia, dove la natalità cala. Ma per fare figli dobbiamo pagare cliniche all'estero, dove spesso lavorano anche medici italiani", dice Andreina, 45enne tarantina e mamma a Bologna di un bambino di 3 anni e mezzo nato in Spagna. 

"Io ci ho messo due anni e decine di migliaia di euro. Per fortuna ho un lavoro flessibile, che mi ha permesso di provarci più volte in Spagna. In altre circostanze, non avrei potuto permettermelo", l’esperienza di Alessandra, giovane mamma milanese, che ha dovuto affrontare 9 viaggi nell’arco di 2 anni prima di riuscire finalmente a rimanere incinta. 

"Per noi non sarebbe stato possibile senza l'aiuto della nostra famiglia e dei nostri amici", il racconto di Valeria e Ilaria, mamme di Ambra, romane, che hanno dedicato la loro lista nozze alla copertura delle spese per la Pma all'estero. 

"Oggi in Italia il desiderio di avere un figlio continua a essere condizionato dallo stato civile o dall’orientamento affettivo delle persone. È una discriminazione che costringe ogni anno molte donne ad andare all’estero per accedere alla PMA, e in altri casi a rinunciare", dichiarano Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Francesca Re, coordinatrice della campagna "Pma per tutte": "Siamo vicini al traguardo delle 50.000 firme necessarie al deposito della proposta di legge in Parlamento. La Corte costituzionale ha chiarito che non esiste alcun ostacolo costituzionale all’eliminazione di questo divieto e che spetta al Parlamento intervenire. Con questa campagna chiediamo dunque alla politica di fare la propria parte: non è accettabile che donne single e coppie di donne siano ancora costrette a spostarsi all’estero per realizzare un progetto di famiglia che potrebbe essere legittimamente realizzato anche nel nostro Paese" .

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