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Federica Brignone: «Sto ancora pensando a fare l’atleta, non vedo nel futuro talent show, politica o matrimonio. L’intervento di agosto l’ho fatto per la mia vita, per stare bene tutti i giorni»

October 3, 2026

Dal Festival dello Sport di Trento 2026, le parole Federica Brignone, due volte medaglia d'oro olimpica a Milano Cortina 2026. Poche settimane fa il nuovo intervento e la riabilitazione. «Sono ancora sotto fisioterapia. Per il momento sto facendo riabilitazione. Il mio obiettivo è stare bene e guarire»

3 ottobre 2026

FESTIVAL DELLO SPORT 2026  Federica Brignone

FESTIVAL DELLO SPORT 2026 - Federica BrignoneArchivio Ufficio Stampa Provincia di Trento - LOTTI Michele

«Sto ancora pensando a fare l’atleta, Sia chiaro a tutti». Non lo dice all’inizio dell’incontro, ma è chiaro che la tigre è sempre lì. Da subito all’auditorium Santa Chiara del Festival dello Sport di Trento. Federica Brignone è accolta da un applauso che non finisce più. Era qui 12 mesi fa, «avevo ancora un tunnel molto lungo e senza luci, ma aveva una motivazione molto alta». È di nuovo qui in un periodo di riabilitazione perché il post Olimpiadi non è stato in discesa, anzi. Ci sono però due medaglie pesantissime nella bacheca già affollata della Tigre di La Salle. «Quando vai alle Olimpiadi e stai bene speri di tornare con una medaglia, mai ne avrei immaginate due e d’oro in quelle condizioni».

L’obiettivo era partecipare senza rubare il posto a nessuno. Le premesse non erano buone fisicamente e mentalmente. «Facevo fatica a fare manche intere. Nella prova di discesa la situazione è peggiorata. I miei demoni in quei giorni erano solo combattere con il mio fisico e con i segnali che il mio corpo mi mandava. Dovevo quasi autolesionarmi ogni giorno per appoggiarmi su quella gamba. C’era l’immagine dell’incidente tornava. Dovevo riuscire a fare cose che il mio corpo e anche la mia mente non volevano fare. Ci sono riuscita per 5 minuti».

Sono 5 minuti in quattro manche di due gare. E portano due medaglie del colore più pregiato. «Speravo di aver fatto un piccolo danno. Ho zoppicato fino a maggio».

L’immagine simbolo è però quella delle avversarie che si inchinano. «Ci vedo rispetto da parte delle mie amiche avversarie. Credo già contente di essere sul podio olimpico. Entrambe hanno avuto infortuni. La fiducia nell’andare ancora veloci è la cosa più difficile. Il cervello è bravissimo a difenderti». Federica aveva già medaglie olimpiche, le mancava l’esperienza da portabandiera e l’altra immagine iconica è quella di lei sulle spalle di Amos Mosaner. Per le medaglie la parola da usare è incredulità. Il presidente della Repubblica Mattarella le ha detto «Io ci contavo». E lei ha risposto: «Io mica tanto». Racconta di aver ricevuto messaggi bellissimi, «da persone che hanno avuto infortuni e momenti difficili e hanno apprezzato il mio modo di affrontare il ritorno».

L'invincibileNella foto Federica Brignone

L'invincibileNella foto: Federica BrignoneArchivio Ufficio Stampa Provincia di Trento - LOTTI Michele

Il viaggio è ancora in corso. Il 25 agosto la nuova operazione, due settimane di stampelle e il ritorno quotidiano al J Medical. Prima dell’intervento aveva fatto preparazione per la prossima stagione, adesso è di nuovo riabilitazione almeno per tutto il mese di ottobre, per poi provare a mettere gli sci, e nessuno dica che ha del tempo libero: non ne ha mai avuto così poco da quando si è infortunata e ha dovuto fare. «Mi piace sciare e fare l'atleta. Amo adrenalina ed emozioni. Nelle stagioni prima dell’infortunio ho raggiunto quello che avevo inseguito tutta la mia carriera. Potevo a esprimermi al massimo livello in tutte le gare. Avrei voluto godermi il livello raggiunto, non ci sono riuscita. Raggiunto l’apice, tre giorni dopo ero in ospedale. Fare questo sport è per me un privilegio, è quello per cui ho lavorato tutta la vita, volevo godermelo un po’. Lo farò se starò bene, non se devo autolesionarmi per appoggiare una gamba». La priorità è «stare bene per la vita» e poi fare una stagione intera perché in quella passata ci sono state solo tre gare.

Un futuro lavoro? Risponde con un no al gioco proposto con un suo ipotetico curriculum vitae. «Sto ancora pensando a fare l’atleta, Sia chiaro a tutti. Dopo la carriera non farò la stessa vita. Mi piacerebbe viaggiare, fare vacanze. Mi vedrete sempre fra le montagne, ma non con un lavoro come la ricercatrice anche se il mio impegno ambientalista è forte e rimane. Faticherò a fare lavoro in uno studio o un ufficio. All’aria aperta. Devi lasciare il tempo della transizione da fare l'atleta a un altro lavoro. Ci vorrà del tempo. Bisogna elaborare il cambiamento anche per chi come me ha amato tantissimo quello che ha fatto. No palchi e show, no talent, non mi vedo tanto bene. Io viaggio, ma in maniera diversa, vado a cercare le onde, lontano dalle telecamere. Politica? La diplomazia non è il mio forte. Neanche sul matrimonio mi vedo bene, non è nei miei sogni. Non potevate mettere una tavola da surf fra queste immagini?».

Quella per l’ambiente è un’altra sfida da affrontare cambiando stile di vita. Federica Brignone lo fa con traiettorie liquide da quasi dieci anni e ha di recente postato un’immagine di un ghiacciaio che non c’è più. «Per chi è stato a Cervinia e a Zermatt, è un’immagine tosta. Dobbiamo cambiare il nostro stile di vita, essere più sostenibili tutti i giorni, perché stiamo rovinando il nostro pianeta. Il tema non è scio o non scio, ma come sarà tra un po' di anni il mondo. La velocità del cambiamento è impressionante».

Il 21 ottobre al Festival del Cinema di Roma viene presentato il documentario Federica, l’ultima Olimpiade. La sciatrice ci arriva con il suo nuovo logo: Be Tiger, una tigre stilizzata che riporta le sue iniziali. Nel 2023 ha fatto il primo casco con la tigre, poi sono arrivati tutti gli altri accessori. «Cerchiamo la tigre che c’è in noi per gestire le difficoltà, una tigre che non vuole mordere, ma è concentrata e focalizzata. La tigre e Federica sono una dentro l’altra, bisogna trovare il coraggio di affrontare le sfide».

«Ognuno di noi non ha mai sempre vinto. Neanche i campioni più grandi. Ogni atleta deve superare momenti meno facili. Sono contenta di aiutare qualcuno condividendo la mia storia. Una delle mie forze più grandi è stato accettare subito quello che mi è successo. Avrei vissuto tutto talmente male che non avrei rimessi gli sci. Ho avuto la fortuna o forse la bravura di accettare questa cosa da subito e di essere positiva tanto da vedere anche i piccoli miglioramenti. La stagione come la immaginavo nella mia testa è già cambiata. Il mio obiettivo era di fare una stagione intera l’anno scorso e lo è anche quest’anno. Non vorrei tornare per una gara solo. Ho fatto tutto per curarmi. L’intervento di agosto l’ho fatto per la mia vita. Sono riuscita a togliermi i ferri. Così non era abbastanza per la mia vita d’atleta e normale. Bisogna sempre cercare il divertimento nella determinazione e nel lavoro che portano a vincere le gare. Se non ti diverti è tutto pesante, Se ti diverti e basta vinci poco».

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