Sono cinquant'anni che Ferzan Özpetek ha lasciato la sua Istanbul per dedicarsi al cinema. Il padre avrebbe voluto che studiasse ingegneria negli Stati Uniti come i suoi fratelli e invece Ferzan ha scelto la settima arte, individuando la propria casa in Italia, da lui definita "il Paese più bello e vivibile del mondo". A Roma il regista ha trovato non solo l'ispirazione per i suoi film, costellati di attori eccezionali, ma anche l'amore, che da venticinque anni lo accompagna.
L'attivisimo del regista e l'unione civile nell'anno della Legge Cirinnà
L'uomo che da un quarto di secolo condivide con il cineasta turco gioie e fatiche quotidiane, successi e paure si chiama Simone Pontesilli. La coppia si unisce civilmente il 27 settembre 2016 nella sala consiliare del Campidoglio di Roma e la scelta dell'anno non è casuale. Da sempre molto attento ai diritti civili e, in particolare, alla causa della comunità Lgbtq, di cui molto spesso si è fatto portavoce attraverso i suoi film, il cineasta ha scelto che la cerimonia fosse nello stesso anno dell'approvazione della Legge sulle unioni civili.
La riservatezza di coppia
Quella cerimonia ufficializza un legame pre-esistente molto solido e una convivenza lunga quattordici anni. All'epoca la notizia delle nozze guadagna in fretta i giornali nonostante il regista sia sempre stato molto riservato sui propri affetti. "È una vicenda privata", risponde a chi gli chiede un commento. Cortese e gentile, Ferzan tiene alti i confini del proprio mondo privato, di cui ogni tanto mostra qualche dettaglio sui social, più suggerendo che svelando davvero al pubblico.
Non è un caso che fino a pochi anni fa i follower del regista conoscessero il compagno Simone solo di schiena, la stessa che occupa la copertina del secondo romanzo del regista dal tit0lo Sei la mia vita, storia di una coppia in cui il protagonista sceglie di narrare la propria vita al compagno "prima di lui": "La mia vita è la tua e ora te la racconterò, perché domani sarà solo nostra". Un romanzo che in buona parte prende ispirazione proprio dalla biografia dell'artista, che detesta la definizione di marito, preferendogli quella di compagno. "Il viaggio è la vita e io ho il mio compagno di viaggio", ha raccontato nel 2019 a Domenica In. "Le donne hanno i mariti. A me piace tenere distinte le cose", marcando la differenza che tuttora sussiste tra matrimonio e unione civile.
Chi è Simone Pontesilli e il film dedicato a lui
Alto, bruno, palestrato: Simone Pontesilli non appartiene al mondo dello spettacolo. Anzi sembra esserne totalmente estraneo. Ma questo non ha impedito ai due di innamorarsi e di scegliersi per la vita. Al loro amore Ferzan ha dedicato il film La dea Fortuna, che come rivela il titolo fa riferimento al tempo della dea Fortuna di Palestrina, dove il compagno si è stabilito molti anni fa e ha una casa.
La genitorialità
Un amore così longevo potrebbe accompagnarsi al desiderio di avere dei figli. Eppure tempo fa il regista ha rivelato di non sentirsi pronto per compiere un simile passo: "Crescere un figlio comporta delle responsabilità che non sono pronto ad assumermi. Per questo anni fa ho declinato la proposta di un’amica che voleva fare un bambino con me", aveva spiegato a Vanity Fair. "Sono però favorevole alla libertà individuale; personalmente non opterei per la maternità surrogata, ma non giudico chi lo fa". D'altronde, come spiegato una volta nello studio di Mara Venier, "essere genitori è dalla cintura in su, dove c'è cuore e cervello". Il resto non conta.
