L'ex direttore di Repubblica ha incontrato a Parma la leader del Partito democratico: «Voglio mettermi in gioco e Milano mi chiama in modo forte»
Al Festival di Open a Parma va in scena il primo incontro pubblico tra Mario Calabresi, indicato tra i possibili candidati del centrosinistra a sindaco di Milano – anche se la sua candidatura non è ancora ufficiale – e la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. La partita per Palazzo Marino resta tutt’altro che definita, ma intanto è arrivata la prima stretta di mano tra i due. «Ora è venuto un momento in cui ho iniziato a dire che posso provare a mettermi in gioco e Milano sento che mi chiama in modo forte», ha detto Calabresi dal palco di Open, intervistato da Enrico Mentana. «Ora le elezioni sono lontane, mancano mesi, abbiamo bisogno di un percorso ordinato e pulito e quando si chiarirà ognuno dirà in che modo», ha aggiunto l’ex direttore di Will e Chora.
Calabresi: «A Milano i ragazzi sono in crisi»
Secondo Calabresi, «c’è spazio per costruire un futuro». E nel caso di Milano, questo significa dare gli strumenti ai più giovani per continuare a vivere in città. «A Milano c’è la crisi dei ragazzi tra i 25 e i 40 anni: studiano, fanno l’università e hanno il problema di come rimanere in quella città. Bisogna affrontare il tema della casa ed evitare che sia inavvicinabile. Gli asili nido non devono avere 2mila posti di lista d’attesa. Bisogna costruire un sistema in cui esiste anche una socialità che non sia a pagamento», spiega il giornalista dal palco di Parma.
L’affondo su Meloni e il “tetto” agli studenti stranieri
Nell’intervista, Calabresi attacca il governo sulla proposta di istituire un tetto massimo di studenti stranieri nelle classi a scuola: «Nella mia scuola elementare, nel quartiere San Siro di Milano, che è sempre stata particolare perché si trova vicino al più grande complesso di case popolari milanesi e c’era un mix sociale fortissimo. Erano scuole che facevano crescere tutti, nessuno escluso». Secondo Calabresi, l’annuncio di oggi di Giorgia Meloni è sbagliato perché presuppone «che quelle classi dovranno essere smontate e che quei bambini dovranno essere spostati in altre scuole della città».
Schlein, intanto, continua a prendere tempo sulla possibile candidatura del giornalista, ex direttore de la Repubblica. «Prima il programma, a Milano come a livello nazionale», ha spiegato sempre sul palco del Festival di Open, sottolineando la necessità di partire dall’idea di cosa si vuole migliorare nella gestione del capoluogo lombardo: «Prima viene l’idea di far capire cosa vogliamo fare nella città», ha concluso.
