Home > Politica > Fine vita, la Regione Umbria approva legge su suicidio assistito
Con 11 voti favorevoli, anche il cuore d’Italia segue l’esempio di Toscana, Emilia Romagna, Sardegna e Veneto nella stessa materia
La Regione Umbria ha approvato la legge sul fine vita. La proposta di legge di iniziativa popolare ‘Disposizioni per l’assistenza sanitaria regionale alla morte volontaria medicalmente assistita mediante autosomministrazione di farmaco letale’ è stata approvata oggi – si legge sul sito della Regione – a maggioranza dall’Aula di Palazzo Cesaroni con 11 voti favorevoli (Pd, M5S e Avs), 3 astensioni (Pernazza-Fi, Melasecche-Lega, Arcudi-Tp-Uc) e 6 voti contrari (FdI, Tagliaferri-Ud-Pp, Tesei-Lega, Romizi-FI). La presidente Stefania Proietti non ha partecipato al voto.
“Esprimo soddisfazione, gioia e commozione per l’approvazione in Aula della proposta di legge sul fine vita, nata dalla proposta popolare dell’associazione ‘Luca Coscioni’, sottoscritta da quasi 5mila cittadine e cittadini dell’Umbria”, ha affermato in una nota la presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi. “Una pagina storica per la nostra terra, che si mette in linea con le Regioni che lo avevano già fatto, di diverso colore politico, ma accomunate tutte dalla volontà di garantire diritti e non imposizioni ai malati”, ha aggiunto. “Il ‘suicidio medicalmente assistito’ non è una barbarie, ma una scelta precisa di civiltà e di dignità. E l’insegnamento principale è proprio quello delle parole di Laura Santi, simbolo e volto di questo lungo percorso, che nella sua ultima lettera ci ha ricordato che ‘la vita è degna di essere vissuta, se uno lo vuole, anche fino a 100 anni e nelle condizioni più feroci, ma dobbiamo essere noi che viviamo questa sofferenza estrema a decidere e nessun altro’. Oggi – ha continuato la presidente – l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono in condizioni di sofferenza estrema”.
“Con questo provvedimento – si legge ancora nella nota – abbiamo fornito uno strumento in più alle famiglie, ma anche al personale sanitario che si trova di fronte a situazioni a volte complesse. Ringrazio tutti i consiglieri regionali di Palazzo Cesaroni, perché insieme abbiamo costruito un dibattito alto e civile, orientato sulla scelta migliore e non sulle bandierine ideologiche. Con la nostra legge, insieme a quelle delle Regioni che l’hanno approvata e l’approveranno, colmiamo un vuoto normativo nazionale grave. Che la pagina dell’Umbria, come quella di Toscana, Emilia Romagna, Sardegna e Veneto, possa essere presa ad esempio da un governo nazionale che su questo, in cinque anni, non ha saputo dire e produrre nulla”.
Ass. Coscioni: “Anche Umbria ascolta chi soffre, grazie a Laura Santi”
“Dall’Umbria arriva finalmente una scelta rispettosa dei diritti e delle libertà di chi soffre. Dopo Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto, l’Umbria, la terra di Luca Coscioni, è la quinta Regione ad aver adottato la nostra legge ‘Liberi Subito’, volta a impedire il ripetersi di casi di persone che, come Laura Santi, hanno dovuto attendere anni in una condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile prima di poter fare valere il proprio diritto. Siamo grati ai 4.801 cittadini umbri che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare, alle Consigliere e ai Consiglieri della Regione Umbria che hanno approvato il testo e soprattutto al coraggio di Laura Santi, che aveva trovato la forza per lanciare e guidare, insieme a Stefano Massoli, questa battaglia pubblica”, hanno affermato in una nota Marco Cappato e Filomena Gallo, rispettivamente Tesoriere e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.
“Mentre il Parlamento continua a infilare la testa sotto la sabbia – si legge -, sono le Regioni che possono stabilire procedure certe, uniformi e trasparenti, per dare garanzie alle persone che soffrono e al personale sanitario. La legge garantisce la piena applicazione della sentenza ‘Cappato-Antoniani’ della Corte costituzionale, con cui è stato reso legale nel nostro Paese il ‘suicidio assistito’ a specifiche condizioni. Il nostro traguardo rimane ora l’estensione della legge ‘Liberi Subito’ a ogni Regione italiana dove, pur essendo l’aiuto medico alla morte volontaria già legale, mancano regole che definiscano le modalità di attuazione. Proseguiremo inoltre nel fare luce sui diritti di fine vita tramite il nostro Numero Bianco (06 9931 3409), fornendo informazioni e assistenza anche su disposizioni anticipate di trattamento e cure palliative”.