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Flotilla, indagato il ministro della Difesa israeliano Katz. I pm: «Sugli attivisti trattamenti degradanti»

October 16, 2026

Sono una dozzina gli indagati dalla Procura di Roma nell'ambito delle indagine sulle due missioni della Global Sumud Flotilla

Flotilla, indagato il ministro della Difesa israeliano Katz. I pm: «Sugli attivisti trattamenti degradanti»

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venerdì 16 ottobre 2026, 13:10 - Ultimo aggiornamento: 13:21

Le accuse sono pesantissime: tortura, sequestro di persona, lesioni, rapina, danneggiamento seguito da naufragio. Per gli abbordaggi e i sequestri degli attivisti che hanno partecipato alle missioni della Global Sumud Flotilla tra settembre e ottobre 2025 e tra aprile e maggio 2026, 13 persone sono state indagate. Oltre ai ministri israeliani della Difesa, Israel Katz, e della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, sono finiti sotto inchiesta i componenti della catena di comando militare per le operazioni di mare: il Capo di Stato Maggiore Idf, Generale Eyal Zamir, il Comandante in Capo dal 2.9.2021 al 24.12.2025, Vice Ammiraglio Salama, il Capo di Stato Maggiore Generale Tal Politis, Il Comandante dello Shayetet 13, colonnello Eldad Borochovich, della base navale di Ashdod,
Colonnello Eitan Paz. Ricostruita anche al catena di comando militare per le operazioni di terra: è risultata composta dal capo della Polizia israeliana, Commissario Capo Daniel Levy, dal capo del servizio penitenziario israeliano (Israel Prison Service – IPS) Kobi Yaakobi, dal responsabile della polizia penitenziaria del
carcere di Ktzi’ot Generale di Brigata Menachen Bibas, dal Comandante della “Nahshon”, l’unità operativa d’intervento e di scorta dell’IPS Assaf Zagori, dal Comandante del Magav Berik
YITZCHAK. Per quanto riguarda la seconda missione umanitaria, sono finiti sotto accusa anche il Comandante in Capo Vice Ammiraglio Eyal HAREL e il Capo di Stato Maggiore il Maggiore Generale
Guy LEVY.
Le indagini, coordinate dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi e dal pm Stefano Opilio, sono state scattate dopo l’esposto di 50 cittadini italiani che hanno partecipato alle missioni della Global Sumud Flotilla. Sono state raccolte le testimonianze dei partecipanti alla prima missione per Gaza, fermati dalle Autorità israeliane. Ad effettuare gli accertamenti, il Ros dei Carabinieri e il Reparto Antiterrorismo. Sono stati accertati gli abbordaggi in acque internazionali, avvenuti in
violazione del diritto internazionale marittimo al di fuori delle acque territoriali, la distruzione dei mezzi di comunicazione streaming e delle relative apparecchiature ed il sequestro dei dispositivi elettronici dei partecipanti alla missione. Dalle indagini sono emerse anche condizioni di detenzione e trattamenti degradanti a cui sono stati sottoposti gli attivisti, con veri e propri soprusi, come la privazione della
libertà personale e l’ammassamento. Sono stati ricostruiti nei dettagli il trasporto verso il porto di Ashdod, l’arrivo presso la struttura carceraria di Kzi’ot, le fasi di identificazione e le procedure amministrative, sino alle
ultime fasi del rilascio e del definitivo rientro in Italia. Sono state accertate percosse, lesioni, minacce di morte, epiteti offensivi ed accuse di terrorismo. Nelle indagini viene sottolineata anche la mancata assistenza medica, con il diniego di
somministrazione di generi alimentari essenziali, la deliberata assenza di cure, anche a fronte di evidenti necessità fisiche ed emergenze, oltre alle precarie condizioni ambientali e igienico-sanitarie imposte ai fermati. I detenuti sono stati sottoposti anche a torture, come la privazione del sonno. Viene contestata anche la mancanza del rispetto dei diritti basilari e di difesa: è stata riscontrata la totale assenza di
adeguata assistenza legale, unita all’impossibilità di comunicare tempestivamente con le
rappresentanze diplomatiche o con i difensori durante l’intero periodo di fermo.
Durante la seconda missione per Gaza dell’aprile-maggio 2026, le vessazioni si sono ripetute, con metodi ancora più duri: percosse al buio, uso di taser, esplosione di proiettili di gomma.

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