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«Foto false sui siti hard, così il mio ex mi ha distrutto la vita. E ora fa video fake delle mie figlie»

October 18, 2026

«È arrivato come il principe azzurro, quello che voleva salvarmi, nel lavoro e nella vita quotidiana. Mi diceva che dovevo fidarmi. Invece mi ha rovinato la vita e ora sta cercando di distruggere anche quella delle mie figlie». La storia di Teresa (il nome è di fantasia) è tragicamente sovrapponibile a quella di tante donne che danno amore e ricevono in cambio odio. Nel caso di Teresa, però, l'ex compagno è riuscito ad andare oltre, complice anche un uso sempre più incontrollato e distruttivo dell'intelligenza artificiale.

Dopo aver pubblicato alcune foto della donna su siti di incontri a sfondo sessuale, con tanto di numero di telefono e indirizzo di casa, ha affinato la sua vendetta accanendosi contro le figlie di lei. Ha prima "rubato" i loro visi dai profili social e poi chiesto all'Ia di innestarli sui corpi di donne riprese in pose porno. Non contento, ha diffuso su Tik Tok questi fotomontaggi estremamente realistici. Considerato che le vittime vivono in un piccolo paese in provincia di Pescara, la loro quotidianità è stata completamente stravolta.

Quanto è durato il rapporto?
«Siamo stati insieme solo quattro mesi. Però, essendo vicini di casa, ci conoscevamo da almeno 10 anni. Quando si arriva in età adulta, io ho più di 50 anni, uno pensa di riuscire a distinguere la menzogna, di avere gli anticorpi, invece la menzogna è ovunque. Avevo lasciato da poco mio marito, mi ha preso in un momento di vulnerabilità. Pensavo di non innamorarmi più, invece mi sono innamorata di lui. All'inizio era molto gentile, impeccabile, quindi mi sono lasciata andare. Poi, è partita la sua follia: mi ha regalato un telefono, probabilmente clonato; mi ha messo le cimici dentro casa, in macchina; mi trattava male ma poi mi chiedeva scusa. E io, con il mio spirito da ingenua crocerossina, lo perdonavo. Una sera mi ha colpito allo sterno, mi ha sputato in faccia e insultato con parole volgari. A quel punto ho chiamato i carabinieri, e lui ha finto che fossi una prostituta, una pazza. Non ce l'ho fatta subito a denunciarlo: mi sembrava assurdo denunciare una persona che comunque amavo. Ma quando mi ha minacciato di diffondere delle mie foto intime in pubblico, facendomi passare per una escort che adesca minorenni online, ho trovato il coraggio e sono tornata dai carabinieri. Ho cominciato a essere contatta da uomini che non conoscevo e che mi chiedevano prestazioni sessuali. Avevano trovato la mia immagine, il mio numero e il mio indirizzo su siti porno, su Tinder, Facebook, Instagram. Il mio ex aveva creato tanti profili falsi. In un piccolo paese è difficile che certe cose non si sappiano. Ho perso il lavoro, ho cambiato casa per paura».

Dal punto di vista legale, la sua denuncia in cosa è sfociata?
«Gli hanno applicato il braccialetto elettronico, con divieto di avvicinamento, e sequestrato il cellulare. Ma ora è tornato "libero". Il 4 novembre inizia il processo nei suoi confronti per stalking, lesioni aggravate e revenge porn. Spero non duri anni, perché è straziante. Intanto, alcuni giorni fa, mia figlia mi chiama e mi dice: "mamma guarda, su Tik Tok ci sono delle foto nostre dove siamo tutte e tre nude, con più uomini", in pose che mi vergogno pure a descrivere. I loro volti sono stati associati, tramite l'intelligenza artificiale, ad altri corpi e a scene di sesso fittizie. Poi in rete tutto corre velocemente. Questa cosa mi ha fatto di nuovo precipitare nel baratro. Mi sono sentita impotente, in balia di un uomo diabolico. Le mie figlie, entrambe ventenni, hanno subito presentato una denuncia alla Procura di Pescara, assistite dall'avvocato Giulia Tolomei (dello studio International Lawyers Associates, ndr)».

Quali sono i campanelli d'allarme che pensa di aver sottovalutato?
«Avevo notato degli atteggiamenti ambigui, però pensavo di aver bisogno di tempo per conoscerlo. Invece successivamente mi sono sentita ingannata, stupida, perché non glielo dovevo permettere. Questi uomini vanno fermati. Alle donne dico di andarsene via la prima volta che un uomo manca loro di rispetto. Meglio rimanere sole, senza soldi, senza niente. Perché tanto poi ti portano via tutto: la dignità, soprattutto. Io e le mie figlie eravamo tornate alla normalità, poi arriva lui, ci devasta e io cado in una sorta di confusione, di depressione. Faccio fatica a stare insieme agli altri, andare in giro. Anche fare una semplice spesa al supermercato diventa pesante. Perché penso che tutti mi guardano e dicano che sono io la mamma con le due figlie che si prostituiscono, che stanno su Only Fans. Poi ognuno è libero di fare ciò che vuole. Ma io sono quella che si alza alle 5 del mattino per andare a lavoro. E anche le mie figlie fanno tanti sacrifici per andare avanti, per cercare un'occupazione».

Alla luce della sua vicenda, cosa pensa delle implicazioni dell'Ia?
«Si dovrà fare qualcosa per regolamentarne l'uso, anche se non è facile. È angosciante, perché è difficile controllarla. Questo strumento in mano alle persone sbagliate è veramente devastante. Lo possono usare gli adolescenti, gli adulti, tutti. È successo con la mia immagine e quella delle mie figlie maggiorenni, ma può accadere anche con i bambini. Ci può essere chiunque. E quindi diventare un danno per l'umanità».

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