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Francia, rivolta senza fine: guerriglia e arresti, il governo chiude i licei. “No alla banalizzazione della violenza”

October 6, 2026
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Cortei, barricate e lacrimogeni da Parigi a Marsiglia, da Strasburgo a Lione. Quasi mezzo milione di ragazzi nelle strade, si infiltrano centinaia di antagonisti. Feriti negli scontri 215 studenti, 85 fra presidi e professori, 715 poliziotti e gendarmi. Oltre 6mila gli arresti

Francia Rivolta senza fine Studenti in piazza, scontri e arresti Governo in allerta: licei chiusi Cortei, barricate e lacrimogeni da Parigi a Marsiglia, da Strasburgo a Lione Quasi mezzo milione di persone in strada, si infiltrano centinaia di antagonisti

Francia Rivolta senza fine Studenti in piazza, scontri e arresti Governo in allerta: licei chiusi Cortei, barricate e lacrimogeni da Parigi a Marsiglia, da Strasburgo a Lione Quasi mezzo milione di persone in strada, si infiltrano centinaia di antagonisti

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Parigi –  Un corteo sotto un sole ancora estivo, studenti e studentesse in t-shirt che sfilano a Parigi da Place de la République fino a Place de la Nation con striscioni su cui è scritto ’La gioventù si esprime, la polizia reprime’, o ancora ’L’avvenire è nostro ma i soldi se li tengono loro’. Sono 100mila, tantissimi. E sono tanti anche i poliziotti in assetto antisommossa schierati attorno alla Marianna di bronzo alta dieci metri, simbolo della Francia, pronti a rispondere agli attacchi con granate e lacrimogeni.

Arresti a Parigi (Afp)

Arresti a Parigi (Afp)

L’intero quartiere è blindato, negozi chiusi, serrande abbassate. La stragrande maggioranza dei giovani marcia pacificamente, cantando la Marsigliese e l’Internazionale; ma ce ne sono altri che appaiono all’improvviso, mascherati e incappucciati, e scatenano il caos bersagliando le forze dell’ordine con sassi, molotov e tiri di mortaio.

Francia, rivolta senza fine: guerriglia e arresti, il governo chiude i licei. “No alla banalizzazione della violenza”

Sono le due facce di questa ondata di protesta che ha visto nuovi incidenti: non solo a Parigi, dove 300 energumeni hanno tentato di saccheggiare negozi alla fine della manifestazione (uno di loro è rimasto ferito alla testa durante una carica della polizia), ma anche in altre grandi città, da Tolosa a Rennes, da Marsiglia a Clermont Ferrand a Strasburgo e Lione.

L'attivista Rima Hassan a Parigi

L'attivista Rima Hassan a Parigi

Si calcola che fossero 450mila gli studenti scesi in strada in tutta la Francia (260mila secondo il ministero degli Interni), quasi sempre accompagnati da servizi d’ordine organizzati dai sindacati, protetti in molti casi da genitori e insegnanti che hanno voluto sfilare a fianco dei loro ragazzi per scongiurare scene di violenza.

La situazione resta tesa. La portavoce della ’Union Etudiante’, Sabrine Kharbach, ha chiesto lo stanziamento di 10 miliardi di euro per interventi urgenti; una richiesta inaccettabile per il governo alle prese con indispensabili tagli di bilancio. Ieri sera il presidente Emmanuel Macron ha convocato all’Eliseo il primo ministro e i responsabili dell’Istruzione e degli Interni per fare il punto, anche in vista della mobilitazione sindacale nazionale del prossimo 17 ottobre.

Nella speranza di calmare gli animi il capo del governo Lecornu ha annunciato la sospensione delle lezioni in tutti i licei sino alla fine della settimana: si tratta di un “tempo di democrazia per dibattere, raccogliere idee ed elaborare proposte”, ha spiegato. Fino a venerdì 23 ottobre allievi e professori potranno recarsi sulla piattaforma ministeriale Agorà per comunicare “le difficoltà, le aspettative e le possibili soluzioni per il miglioramento della scuola”.

Un manifestante rilancia un lacrimogeno sparato dalla polizia durante una protesta di studenti delle scuole superiori a Strasburgo (Afp)

Un manifestante rilancia un lacrimogeno sparato dalla polizia durante una protesta di studenti delle scuole superiori a Strasburgo (Afp)

In un intervento in Assemblea Nazionale il premier ha difeso l’operato della polizia e proclamato “tolleranza zero contro la banalizzazione della violenza”. L’elenco dei feriti in appena una settimana è impressionante: 215 studenti, 85 fra presidi e professori, 715 poliziotti e gendarmi. Sono ben 6.059 gli arresti effettuati: un numero mai visto in un tempo così breve.

Sul banco degli accusati resta il leader dell’ultrasinistra Jean-Luc Mélenchon, che secondo il governo soffia sul fuoco della protesta “per destabilizzare il Paese”. Il capo della France Insoumise si è recato alla manifestazione parigina, accolto da giovani che gridavano: “Mélenchon presidente”. Battuto quattro volte alle presidenziali, il tribuno di LFI sta giocando il tutto per tutto, convinto che una Francia nel caos favorisca la sua corsa all’Eliseo.

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