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Frau appende le scarpe al chiodo: “Le cause? Sotto gli occhi di tutti”

September 3, 2026
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L’ennesima attività è pronta a salutare la città. Il titolare Giovanni Bonini: “Ma il commercio è in crisi ovunque, non solo a Reggio”. La concorrenza: “Gli outlet, i centri commerciali, il web pesano in modo determinante sugli affari”

Il 20 settembre il negozio Frau di via Crispi, specializzzato nella vendita di scarpe

Il 20 settembre il negozio Frau di via Crispi, specializzzato nella vendita di scarpe

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Reggio Emilia, 3 settembre 2026 – Un altro apprezzato punto vendita al dettaglio si appresta a spegnere le luci in centro storico. Il prossimo 20 settembre abbasserà la saracinesca il negozio di scarpe Frau, un’insegna ben conosciuta dai reggiani. Dietro la scelta non c’è la ricerca di polemiche, ma la registrazione di un cambiamento avvenuto nel tempo, nelle abitudini di consumo, e di una presa d’atto di una realtà economica e sociale che, giorno dopo giorno, ha reso difficile, se non insostenibile, la prosecuzione dell’attività in città.

A spiegarlo con grande lucidità è il titolare, Giovanni Bonini, che mantiene comunque attivo il punto vendita di Parma: “La chiusura deriva da una decisione aziendale. I motivi? Molti sono davanti ai nostri occhi e si possono desumere facilmente da una crisi del commercio al dettaglio, provocato da varie concause”.

"Pesano le cattive frequentazioni e la viabilità”

Analizzando il quadro senza sconti, Bonini elenca i fattori che stanno svuotando i centri storici tradizionali a favore di nuovi modelli di consumo e fruizione urbana. “Gli outlet, i centri commerciali, l’on line — rimarca l’imprenditore — pesano in modo determinante”. Ma a incidere non è solo la concorrenza della grande distribuzione e del web; sul piatto della bilancia pesano anche le criticità legate alla vivibilità urbana.

Il titolare Giovanni Bonini: “Ma il commercio è in crisi ovunque, non solo a Reggio”

Il titolare Giovanni Bonini: “Ma il commercio è in crisi ovunque, non solo a Reggio”

“Ci sono anche le cattive frequentazioni, un certo ’giro’ di persone che bazzicano il centro storico, che rendono la vivibilità delle strade un problema, specie d’inverno nelle ore serali, verso le 19,30, orario di chiusura, contribuendo a rendere le piazze meno appetibili”. Una combinazione di fattori che incide direttamente sulla percezione di sicurezza e sulla frequentazione delle vie dello shopping nelle ore più delicate della giornata.

L’esperienza imprenditoriale non si ferma

Nonostante l’addio a Reggio Emilia, l’esperienza imprenditoriale di Bonini non si ferma del tutto: “Ho ancora aperto il negozio di Parma, speriamo di continuare”, afferma con pacatezza, registrando un dato di fatto che va ben oltre i confini locali.

Quella di Reggio, infatti, non è un’eccezione isolata, ma il sintomo di una febbre che contagia molti centri urbani di medie dimensioni. “C’è poi un effetto contagio da non sottovalutare — conclude il titolare di Frau —. Le criticità non riguardano certo soltanto Reggio, ma tante altre città, nelle quali esistono situazioni simili e si condividono certi timori riguardo la tenuta del commercio”. Timori che finiscono col generare un’allerta sentita e diffusa non solo a Reggio, ma un po’ in tutto il Paese. Una riflessione che suona come l’ennesimo campanello d’allarme per il futuro del commercio di vicinato, sospeso tra la desertificazione delle strade, i problemi di sicurezza percepita e la sfida digitale e della grande distribuzione.

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