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‘Freak’ massacrato dal branco, il dolore di Brizzi poi il padre: “Ucciso come un cane da delle bestie”

July 28, 2026
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L’ex compagno di classe e scrittore della vittima Nicola Musiani: “Non meritava tanto odio. Per gli aggressori solo tanto disprezzo. Lui aveva già sofferto: ora spero trovi finalmente pace, luce e musica”

Nicola Musiani è stato ucciso davanti al camper dove viveva

Nicola Musiani è stato ucciso davanti al camper dove viveva

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Cervia, 28 luglio 2026 – “Ciao Freak”. Bastano due parole per riportare Nicola Musiani a quando era semplicemente un ragazzo del quartiere Saragozza, uno di quelli con cui condividere una partita del Bologna o una serata di musica elettronica. A scriverle è Enrico Brizzi, lo scrittore bolognese diventato celebre con ’Jack Frusciante è uscito dal gruppo’, che ha scelto i social per salutare l’amico di gioventù, il 54enne morto in ospedale dopo quattro giorni di agonia in seguito al brutale pestaggio subito nella notte tra il 18 e il 19 luglio a Pinarella di Cervia.

Enrico Brizzi scrittore, autore televisivo (Photo by Roberto Serra / Iguana)

Enrico Brizzi scrittore, autore televisivo (Photo by Roberto Serra / Iguana)

Brizzi: “Nicola era un vecchio compagno di scuola”

Il suo non è un intervento politico, né una riflessione sull’origine degli aggressori. È un richiamo alla dignità di una vittima e alla necessità di fare piena luce. “Nicola era un vecchio compagno di scuola. Per tutti gli amici era il Freak. Era un uomo fragile che aveva già patito abbastanza e non meritava odio”. Poi quelle parole che pesano come macigni: “Cinque contro uno, pare, infierendo su di lui quando era già a terra e indifeso”. E ancora: “Che i suoi aguzzini siano italiani o stranieri, minorenni o maggiorenni, cambia poco. Resta il dolore e il disprezzo per chi ritiene onorevole un’aggressione di gruppo”. Infine il saluto più intimo: “Mi auguro solo che trovi finalmente pace, luce e musica”.

Il post dello scrittore Enrico Brizzi

Il post dello scrittore Enrico Brizzi

L’inchiesta della Procura

Parole che hanno colpito profondamente una comunità che da giorni aspetta risposte. L’inchiesta della Procura procede per omicidio, l’autopsia ha confermato una violenza feroce: colpi ripetuti soprattutto alla testa e al torace, fatali per un uomo già profondamente debilitato. I carabinieri stanno lavorando sull’ipotesi di una spedizione punitiva e concentrano gli accertamenti su almeno cinque persone. Già nel mirino quattro sospettati – tra cui due albanesi – che poi si sarebbero uniti a un gruppo di magrebini. Ma è soprattutto nelle pagine social che si moltiplicano gli appelli di residenti e conoscenti, convinti che gli autori dell’aggressione gravitino da tempo nella zona. In molti indirizzano i sospetti verso un gruppo di stranieri. Più di una testimonianza richiama quanto accaduto poche ore prima del delitto. Intorno alle 2 di notte i carabinieri erano intervenuti per un diverbio che vedeva coinvolto lo stesso Musiani insieme ad altre persone.

Secondo alcuni residenti, tra quei soggetti ci sarebbero stati uomini armati di coltello; uno avrebbe perfino sradicato alcuni paletti di ferro da una recinzione brandendoli come arma. Due ore e mezza dopo Nicola sarebbe stato inseguito da almeno cinque o sei persone. Un testimone racconta di avere sentito una frase agghiacciante: “Adesso prendiamo il tossico e lo ammazziamo”. Poi il pestaggio, consumato in una zona non coperta dalle telecamere.

Nicola viveva in un camper a Pinarella

Per Pinarella, Nicola era un volto familiare. Viveva da anni in un camper, girava in bici con la musica techno a tutto volume e un pupazzo di Tom sulla spalla. Le dipendenze lo avevano segnato, ma chi lo conosce lo descrive come un uomo fragile e inoffensivo, incapace di fare del male.

Il padre: “Me lo hanno ammazzato come un cane”

Il funerale, per il quale c’è già il nulla osta della Procura, sarà pagato dal Comune perché il padre Giorgio non ha i mezzi per sostenerne le spese: “Me lo hanno ammazzato come un cane – dice l’uomo alla Rai – il padre. Non sono uomini, sono bestie”.

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