
Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
Sono vicini di casa, ma lontani più che mai. I rapporti tra le due famiglie, che abitano nello stesso condominio, si sono deteriorati anni fa, a causa di condotte moleste e dispetti che si sono rinfacciati reciprocamente. Si sono susseguiti vari tentativi di ricomporre i contrasti andati a vuoto, telefonate alle forze dell’ordine accorse nel palazzo del quartiere dell’Acquedotto, e poi si è passati alle vie legali con denunce recoproche. In tribunale i componenti di entrambi i nuclei, in tutto 5 persone, hanno sfilato in duplice veste, sia come imputati sia come parti offese per il reato di stalking condominiale.
Alla fine del processo di primo grado, il giudice Greta Bonora ha riconosciuto responsabile un capofamiglia ora 58enne e lo ha condannato a 8 mesi e a pagare una provvisionale alla coppia di anziani, mentre gli altri quattro sono stati tutti assolti. Tutto è nato quando una coppia di marito e moglie, ora ultra70enni, stanchi dei comportamenti di una famiglia in affitto al piano di sotto – padre e madre over 50, più il figlio 30enne – ha segnalato i problemi nelle assemblee condominiali, si è rivolta a un legale, ha contattato il proprietario della casa dei vicini e ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. L’altro nucleo, quello composto da tre persone, ha risposto sporgendo denuncia, a cui ha ribattuto con un’altra la coppia di anziani: da qui l’avvio del procedimento penale poi approdato al processo con rito ordinario. I coniugi ultra70enni, difesi dagli avvocati Jenny Loforese (il marito) e Caterina Caldarola (la moglie) sono stati assolti dall’accusa di aver commesso una serie di condotte persecutorie tra il 2016 e il 2019.
Un verdetto liberatorio era stato chiesto per loro anche dal pubblico ministero. Si contestava alla coppia di aver gettato "secchi ripieni di liquido, presumibilmente ammoniaca", sul terrazzo dell’altra famiglia, "in loro presenza" e di aver spruzzato sempre dall’alto verso di loro "liquido spray". Di aver insultato la madre e i suoi figli, anche minorenni, "con epiteti discriminatori e volgari", e dato una sberla al ragazzo ora 30enne.
La coppia doveva anche rispondere di aver urlato sul terrazzo facendo chiamate reali o simulate, minacciandoli e facendo pressioni perché i vicini sgraditi si trasferissero. Di aver bloccato ripetutamente l’ascensore per impedire loro di usarlo e dato colpi di bastone sul pavimento per disturbarli. Il giudice ha assolto la coppia "perché il fatto non sussiste", come chiesto dal pm e dalle difese secondo cui il lancio dei secchi di ammoniaca non era neppure credibile, dato che avrebbe finito per danneggiare pure l’appartamento del figlio dei 70enni, che abita sotto l’altra famiglia.
Passando all’altro nucleo, assistito dall’avvocato Lalla Gherpelli, il giudice ha riconosciuto responsabile di stalking condominiale solo il padre di famiglia, un 58enne che dovrà anche versare una provvisionale di 2mila euro alla donna e 1000 all’uomo; per lui il pm aveva chiesto 1 anno e 2 mesi.
La moglie e il figlio sono stati invece assolti; per la donna il pm aveva chiesto la condanna a a 8 mesi, per il giovane 1 anno. Secondo l’accusa, padre, madre e figlio avevano inveito contro la 70enne chiamandola "matta" e il 58enne le avrebbe fatto "apprezzamenti ironici e molesti". La famiglia avrebbe creato "rumori molesti" e immesso "fumi e odori verso di loro friggendo pesce sul terrazzo", nonché rivolto pesanti ingiurie alla 70enne. Avrebbero inoltre minacciato la coppia anziana di ritorsioni: il 58enne avrebbe anche usato un bastone e fatto riferimento alla paura che l’anziana avrebbe dovuto provare per la situazione che si stava creando. E lanciato almeno una volta numerose uova, pattume e residui di cibo sul terrazzo o sul muro dei vicini.
© Riproduzione riservata