A Udine la convention dei Fogolârs furlans nel 50° del sisma. Iacop annuncia una raccolta fondi per sostenere le comunità friulane in Venezuela
GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. «Se la ricostruzione del Friuli è ancora citata come esempio, non si può dimenticare che le fondamenta del modello Friuli sono state costruite anche grazie ai nostri emigranti. Furono loro il primo motore della solidarietà, mobilitandosi fin dalle ore successive al terremoto e coinvolgendo le comunità e le istituzioni dei Paesi che li avevano accolti. Oggi siamo qui non solo per ricordare il terremoto e le sue vittime, ma anche lo straordinario contributo che seppero dare i nostri corregionali in Italia e all’estero». Lo ha dichiarato il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo Franco Iacop accogliendo le delegazioni arrivate questo pomeriggio a Udine, nella sede della Regione, per l’Incontro annuale dei Fogolârs furlans.
La convention ha portato in regione circa 250 rappresentanti delle comunità friulane sparse in Italia e nei cinque continenti, espressione di una rete che conta oggi oltre 140 sodalizi aderenti a Friuli nel Mondo. Riunitisi in mattinata a Palmanova, nella sede della Protezione civile, presente anche l’assessore Riccardo Riccardi, nel primo pomeriggio i nostri corregionali si sono spostati a Udine, sede ufficiale dell’incontro, tenutosi all’Auditorium Comelli della Regione alla presenza, tra gli altri, dell’assessore Pierpaolo Roberti, del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e del sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, saliti sul palco per i saluti istituzionali. Messaggi di saluto sono arrivati anche dalla senatrice Francesca La Marca, eletta nella circoscrizione Nord e Centro America, e da Maria Chiara Prodi, presidente del Consiglio generale degli Italiani all’estero.
A caratterizzare la convention, che si articola su un programma di due giornate, il 50° del terremoto, al centro anche delle testimonianze dei rappresentanti dei Fogolârs intervenuti dopo Iacop oggi a Udine: Luciano Liberale dall’Australia, Joe Toso, ex presidente della Federazione dei Fogolârs del Canada, che ha portato in Friuli una delegazione di oltre cento persone, tra le quali la senatrice del Parlamento federale Sandra Pupatello, salita anche lei sul palco, Umberto Mentil e Argo Lucco da Basilea, Fabrizio Tomada da Roma, mentre è stato il giornalista figlio d’arte Fabio Pizzul a portare il saluto di Milano e dei Fogolârs lombardi, anch’essi in prima linea nel momento dell’emergenza e della ricostruzione e protagonisti quest’anno di un intenso programma di celebrazioni del 50° del sisma, culminati con una messa solenne il 6 maggio, celebrata dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini. Sul palco anche un altro giornalista, Claudio Cojutti, allora giovane cronista della Rai, una delle primissime voci a diffondere la notizia del terremoto.
Un’altra messa, domani mattina alle 9.30 a Venzone (a seguire l’incontro col sindaco), aprirà il programma della seconda e ultima giornata di Convention, che porterà i rappresentanti di Friuli nel Mondo e dei Fogolârs anche a Gemona (ore 12 piazza del Ferro) e a Majano (ore 13 via Roma). Tre tappe ancora nel segno della memoria e del ringraziamento, «un grazie che però rischierebbe di essere vuoto di significato in assenza di un concreto segnale di solidarietà nei confronti di chi, oggi, vive la stessa tragedia che visse mezzo secolo fa il Friuli», ha detto Iacop questo pomeriggio a Udine, annunciando l’apertura di un conto corrente bancario per la raccolta di fondi a favore delle comunità friulane in Venezuela e di tutto il popolo venezuelano. «Il Friuli non ha dimenticato e le rondini ritroveranno un tetto anche in Venezuela», spiega Iacop, richiamando il titolo – “A son tornadis lis cisilis. Il Friûl ringrazie e nol dismentee” – scelto per la Convention 2026. «La grande solidarietà internazionale che sostenne il Friuli nell’emergenza e nella ricostruzione – conclude Iacop – fu un germoglio che cadde su una terra fertile: oggi lo possiamo dire con orgoglio, ma senza dimenticare la profonda gratitudine che dobbiamo a chi ci aiutò nel momento del bisogno. Oggi abbiamo un’occasione per dimostrare quella gratitudine in modo concreto».