Elephants

Garavaglia sfida Salvini e si candida al congresso della Lega - Notizie - Ansa.it

October 14, 2026

Alla fine uno sfidante di Matteo Salvini ci sarà. Al congresso straordinario della Lega del 24 e 25 ottobre si candida anche il senatore Massimo Garavaglia, presidente della commissione Finanze di Palazzo Madama. Le sue prime parole sono musica per le orecchie dell'ala nordista: "La Lega è la Lega, non è di estrema destra. Siamo federalisti e siamo il partito dei territori" spiega Garavaglia, che aveva anticipato la sua decisione di correre anche al governatore Attilio Fontana - "un amico" - e al capogruppo del Carroccio in Senato Massimiliano Romeo.

"Ho convocato un congresso perché ci sia gente che si candidi, che fa proposte e presenta mozioni. Quindi bene, più gente c'è che porta idee e meglio è", commenta da Bruxelles Salvini, che aveva sempre auspicato una candidatura alternativa, forte dei numeri che ha tra i delegati che voteranno. Entra nel vivo anche la partita legata ai documenti che arriveranno al congresso. Il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari sta lavorando a una mozione sul Nord con le varie Leghe regionali che tenga dentro determinati temi, dall'autonomia all'estensione delle Zes, ma senza nostalgia e più in sintonia con le posizioni di Salvini.

Anche Romeo e Fontana stanno pensando di portare avanti una mozione, a questo punto insieme a Garavaglia, concentrata però sulla linea politica del Carroccio e sull'assetto del movimento, magari anche per rilanciare l'idea di una Lega confederata al Nord, al Centro e al Sud. Per la candidatura di Garavaglia servono almeno 80 firme da quattro regioni. Traguardo non semplice da raggiungere, con l'ala nordista che lo sosterrà e darà una mano nella raccolta. Da capire, in questo quadro, cosa farà l'ex presidente del Veneto Luca Zaia, che intanto mantiene aperti i contatti anche con i governatori, da Fontana a Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti.

L'inattesa uscita allo scoperto di Garavaglia spariglia le carte, con il voto che, regolamento alla mano, diventa segreto. Lo aveva spiegato anche Salvini dopo l'ultimo federale in cui ha presentato le dimissioni da segretario necessarie alla sua ricandidatura. "Se ci saranno più candidati segretari, ovviamente il voto è segreto nell'urna - aveva detto - e ognuno voterà il segretario che vuole". Ora il vicepremier si dice "convinto" delle sue idee, poi "saranno i militanti a decidere cos'è e cosa sarà la Lega". Ma "più gente si mette in gioco - ribadisce - e meglio è".

La candidatura di Garavaglia, seppur con ben poche chance di vittoria, punta anche a dimostrare che esiste una minoranza nel Carroccio e a ridare voce al malcontento della base, concetto su cui hanno insistito in estate i dissidenti. I quali continuano a ripetere che non era nelle loro intenzioni sfidare apertamente il segretario. Salvini, però, "non ha voluto aprire un confronto politico", quasi auspicando un faccia a faccia al congresso per disarmare definitivamente i frondisti. Che hanno ora un "punto di riferimento" in Garavaglia, ex assessore al Bilancio della Lombardia, ministro del Turismo nel governo Draghi e da sempre considerato vicino anche a Giancarlo Giorgetti, entrambi bocconiani.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA