La nuova inchiesta, la chiusura indagini a maggio e le consulenze della difesa. Quindi i nuovi accertamenti disposti dalla procura di Pavia, fino ad arrivare a oggi, giorno in cui i pm che indagano su Andrea Sempio, accusato dell’omicidio aggravato di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua villetta di via Pascoli, a Garlasco, “scopriranno” le ultime carte contro il 38enne. «Non possiamo fare altro che aspettare di leggere le nuove prove», aveva detto pochi giorni fa l’avvocato Liborio Cataliotti che insieme alla collega Angela Taccia difende l’indagato. Lo scorso 28 maggio, con un comunicato, il procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, aveva annunciato che erano state disposte nuove verifiche da parte dei consulenti già nominati dai pm e che la procura aveva affidato a un nuovo esperto, Roberto Catanesi, l’accertamento delle condizioni psichiatriche di Sempio.
GLI ATTI
L’avviso di conclusione delle indagini sarà invariato rispetto a quello presentato a maggio, ma avrà allegate le tre integrazioni delle consulenze disposte dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dalle sostitute procuratrici Valentina De Stefano e Giulia Rizza e già depositate dagli esperti incaricati: una riguarda le misurazioni antropometriche di Sempio, di cui si è occupata Cristina Cattaneo, poi ce n’è una sulle impronte a pallini lasciate da una scarpa sul pavimento di casa Poggi - per appurare se sia stata lasciata davvero da una scarpa Frau numero 42 e se sia compatibile con il numero di piede dell’indagato - di cui si sono occupati Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli; e infine la terza, affidata a Carlo Previderé, sul Dna trovato sulle unghie della 26enne, precedentemente attribuito alla linea paterna di Sempio sempre da una consulenza dell’accusa e anche oggetto di perizia in incidente probatorio. In dubbio, fino ai giorni scorsi, la consulenza psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere di Sempio al momento del delitto, la presenza di «eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di imputabilità» e «l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale». La difficoltà di quest’ultima consulenza sta nel fatto che il 38enne non ha voluto sottoporsi ai colloqui, quindi dovrebbe basarsi sulle dichiarazioni dell’indagato rese durante interviste, su diari e scritti e sulle intercettazioni dei suoi soliloqui effettuate dai carabinieri mentre si trovava in auto.
LE TESTIMONIANZE
Alle consulenze si aggiungono poi le tre testimonianze di ex ufficiali del Ris che fecero le indagini nel 2007, tra questi anche il generale Luciano Garofano, ex comandante del reparto di Parma, ascoltato il 25 settembre per oltre un’ora. Al termine dell’audizione Garofano ha confermato l’incontro con i magistrati, mantenendo però il massimo riserbo sul contenuto. Secondo alcune indiscrezioni, il confronto avrebbe riguardato anche alcuni aspetti delle indagini scientifiche svolte 19 anni fa, compresi i reperti relativi ai pedali della bicicletta di Alberto Stasi - condannato in via definitiva per l’omicidio e ora in liberazione anticipata - e le successive analisi del materiale genetico. Proprio sulla natura e sull’interpretazione di alcuni reperti si è concentrata negli ultimi mesi una parte del confronto tra consulenti e investigatori. Garofano, che in passato aveva già commentato pubblicamente i nuovi accertamenti, aveva espresso forti riserve sulla consistenza degli elementi scientifici emersi a carico di Sempio, definendoli «deboli se non nulli» e sostenendo che l’impronta 33, al centro delle contestazioni, dovesse essere ricondotta al sudore e non al sangue. Si tratta dell’impronta impressa sul muro della scala della cantina della villetta di via Pascoli, in fondo alla quale venne trovato il corpo di Chiara Poggi.
L’ITER
Con la “nuova” conclusione delle indagini, i difensori di Sempio, i legali della famiglia Poggi e i rappresentanti di Alberto Stasi, indicato nel procedimento come «terzo interessato», potranno accedere all’intero materiale raccolto dalla Procura da maggio a oggi. Da quel momento decorrerà il termine previsto per le eventuali memorie difensive e per il deposito di consulenze o controperizie. Soltanto al termine di questa fase i magistrati pavesi decideranno se chiedere il rinvio a giudizio di Sempio per omicidio volontario aggravato. Un’eventuale richiesta potrebbe avere conseguenze anche sul procedimento che ha portato alla condanna definitiva di Stasi. I suoi legali lavorano da tempo a un'istanza di revisione del processo a carico dell’ex bocconiano e anche la Procura Generale di Milano sta esaminando il materiale inviato da Pavia per decidere se chiedere la revisione.
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