L’avvocata ospite di “Verità Nascoste” racconta l’evoluzione della propria convinzione: dalla valutazione tecnica degli atti alla certezza personale sull’innocenza del suo assistito. «Oggi posso dire che sono sicura della sua innocenza». Sono le parole pronunciate dall’avvocata Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, nel corso della trasmissione “Verità Nascoste” con Milo Infante.
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L’analisi degli atti
Bocellari ha spiegato come la propria posizione sia maturata nel tempo, partendo innanzitutto dall’analisi degli atti e degli elementi raccolti nel procedimento giudiziario. «Il primo passaggio era che non ci fossero elementi per ritenere che lui fosse colpevole», ha dichiarato la penalista, sottolineando però la differenza tra l’assenza di prove sufficienti e l’affermazione dell’innocenza: «Questo non significa necessariamente che sia innocente: è una distinzione sottile». Secondo l’avvocata, la conclusione iniziale era dunque di carattere strettamente tecnico. Dopo avere studiato i fascicoli e letto le carte processuali, Bocellari riteneva che non esistessero prove adeguate ad attribuire con certezza la responsabilità a Stasi. «La conclusione che avevo tratto era questa: se è stato lui, non ci sono le prove.
La certezza dell'avvocata
E quindi, dal punto di vista tecnico, devi assolvere», ha spiegato. Con il passare degli anni, tuttavia, alla valutazione professionale si sarebbe aggiunta anche una conoscenza più approfondita del suo assistito. Un rapporto umano e personale che, secondo Bocellari, avrebbe contribuito a rafforzare la sua convinzione. «Negli anni la conoscenza, naturalmente anche umana e personale, ti porta a ritenere, per tante altre ragioni, che sia innocente», ha affermato. «Siamo tutti esseri umani e abbiamo le nostre sensazioni e impressioni. Per questo oggi posso dire che credo nella sua innocenza, anzi, che sono sicura della sua innocenza».
Ultimo aggiornamento: mercoledì 2 settembre 2026, 17:54
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