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Garlasco, la difesa di Andrea Sempio deposita 5 consulenze: «Dna e impronta incompatibili: ecco perché è estraneo ai fatti». Ascoltate altre intercettazioni

October 16, 2026

Intorno alle 11 di questa mattina, 16 ottobre, la difesa di Andrea Sempio ha depositato in Procura a Pavia le cinque consulenze tecniche di parte. Gli elaborati servono a contestare gli esiti della seconda chiusura delle indagini per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007 e per il quale è già stato condannato in via definitiva Alberto Stasi. I difensori hanno così depositato il materiale prima della scadenza formale del 18 ottobre, arrivando in anticipo rispetto ai venti giorni previsti.

Le perizie

I consulenti del trentottenne indagato per omicidio aggravato hanno lavorato su diversi elementi scientifici e biometrici. Innanzitutto hanno ribadito che la misura del piede di Sempio - taglia 44 - è più grande rispetto all'impronta di suola a pallini lasciata dall'assassino sulla scena del crimine. In secondo luogo sostiene che l'impronta numero 33 trovata sul muro della cantina non sia a lui riconducibile. Per quanto riguarda il Dna sotto le unghie di Chiara Poggi, la difesa riprende le conclusioni della perita Denise Albani: il profilo appartiene alla linea maschile della famiglia Sempio ma non individua un singolo soggetto, oltre a non essere databile e a non dimostrare un contatto diretto.

Un'ulteriore consulenza medico-legale ricostruisce infine la dinamica dell'aggressione e la natura delle lesioni.

Intercettazioni 

Parallelamente al deposito, l'avvocata Angela Taccia - che assiste Sempio insieme al collega Liborio Cataliotti - si è recata in Tribunale a Pavia per proseguire l'ascolto delle intercettazioni ritenute non rilevanti dagli inquirenti e lasciate fuori dal fascicolo principale. La difesa ha inoltre previsto la consegna di alcuni video relativi ad esperimenti giudiziari condotti dal proprio team nei mesi scorsi.

Dopo la consegna degli atti, spetta ora alla Procura di Pavia formulare la richiesta di rinvio a giudizio per il trentottenne. I magistrati avranno nove mesi di tempo per chiedere l'avvio del processo, che dovrà poi essere valutato dal Gup. La vicenda si lega anche alle mosse dei legali di Alberto Stasi, pronti a chiedere la revisione della condanna alla Corte d'Appello di Brescia. In assenza di una decisione sulla revisione, la difesa di Sempio potrebbe sollevare una questione di legittimità costituzionale davanti al Gup per evitare la presenza contemporanea di un condannato definitivo e di un secondo imputato non in concorso per lo stesso delitto.


Ultimo aggiornamento: venerdì 16 ottobre 2026, 14:17

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