Home > Cronaca > Garlasco, Sempio verso il rinvio a giudizio. Il Ris nascose la prova dell’innocenza di Stasi
La Procura di Pavia chiude le indagini, l’impronta 33 resta uno dei punti principali dell’accusa nei confronti di Sempio
Si va verso il rinvio a giudizio per Andrea Sempio, il 38enne accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. La Procura di Pavia, diretta da Fabio Napoleone, ha notificato alla difesa di Sempio, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela taccia, l’avviso di conclusioni indagini, il secondo da maggio. I legali, adesso, potranno accedere agli atti e hanno venti giorni di tempo per produrre altre contro-deduzioni. Il capo di imputazione a carico di Sempio “resta invariato”, scrive la Procura: omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio verso la vittima. E non vi è mai stata, mette nero su bianco Fabio Napoleone, “nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta” alla procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, “la quale è stata e sarà tenuta informata in relazione a ogni aspetto ritenuto di interesse”. Secondo i consulenti della Procura di Pavia non vi sono elementi “nuovi tali da modificare le conclusioni già espresse nelle precedenti valutazioni tecniche della ‘impronta 33’“, rilevata dal muro della scala che conduce alla cantina dove è stata ritrovata la vittima. Dunque, non è escluso che quell’impronta avesse tracce di sangue.
L’impronta 33 resta così uno dei punti principali dell’accusa nei confronti di Sempio perché stando alle ultime consulenze depositate, le osservazioni presentate dalla difesa del 38enne non vi sono elementi “nuovi tali da modificare le conclusioni già espresse nelle precedenti valutazioni tecniche”. Quella traccia, insomma, resta attribuibile a Sempio. L’impronta lasciata dall’assassino, repertata dal luogo del delitto, della scarpa modello Frau numero 42 è “compatibile con la misura del piede di Sempio”, secondo le nuove consulenze. La stessa impronta che, nel corso del processo a carico di Stasi, era stata attribuito al fidanzato dell’epoca di Chiara Poggi. E ancora: il dna sul pedale della bici ‘Umberto Dei’ che apparteneva a Stasi non era di Chiara Poggi. Dagli esami che sono stati condotti, infatti, è emerso che il 20 settembre del 2007 le contro-analisi effettuate avevano dato “esito negativo”.
La Procura ha chiesto “chiarimenti” agli “appartenenti al Ris di Parma dell’epoca”. I nuovi consulenti della Procura hanno “confermato l’esistenza” dei risultati negativi e alla luce di questa “discordanza” hanno concluso che vi sarebbe stata “l’opportunità all’epoca di un approfondimento che, tuttavia, dalle recenti indagini svolte dalla Procura di Pavia, non risulta essere stato effettuato”.La Procura, al momento, ha “sospeso” gli accertamenti sulla “capacità” di Sempio di intendere e volere al momento dell’omicidio nel 2007. Roberto Catanesi, incaricato di effettuare la consulenza psichiatrica sul 38enne, ha trasmesso una nota alla Procura in cui ha dichiarato di aver “analiticamente esaminato tutti gli elementi messi a disposizione dagli inquirenti e provenienti dalle indagini effettuate, di svariata natura”. Da questi elemento sono emersi “dati di indubbio interesse” che “richiedono necessariamente il confronto e il riscontro con dati provenienti da un esame clinico diretto” su Sempio. Il 38enne, però, ricorda la Procura, “si è rifiutato di sopporsi a visita”.