Per gli inquirenti dell'epoca si era trattato di uno dei suicidi avvenuti negli anni che, secondo ipotesi sino ad oggi mai confermate, sarebbero collegati all'omicidio di Chiara Poggi
di Federica Pozzi
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sabato 24 ottobre 2026, 06:24
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Venne trovato senza vita il 22 novembre 2010 a Garlasco, in un'intercapedine di via Mulino, con la gola e il polso sinistro tagliati. Per gli inquirenti dell'epoca si era trattato di uno dei suicidi avvenuti negli anni a Garlasco che, secondo ipotesi sino ad oggi mai confermate, sarebbero collegati all'omicidio di Chiara Poggi. Per la procura di Pavia, che due giorni fa ha aperto un nuovo fascicolo sulla morte del meccanico 88enne Giovanni Ferri, potrebbe essersi trattato di omicidio volontario. Un'inchiesta al momento contro ignoti, nata dall'esposto presentato lo scorso settembre dalla vedova Ferri, tramite l'avvocato Fabrizio Gallo. Ad affiancare il penalista - che ha chiesto alla procura pavese di effettuare l'analisi del dna sul coltello trovato in mano all'88enne e su due fazzoletti intrisi di sangue trovati vicino alla sua testa - anche un medico legale, un genetista e un criminologo.
Dai primi accertamenti di parte, sembrerebbe che la vittima sia stata aggredita alle spalle e colpita alla gola, mentre era in piedi. Invece la ferita sul polso sinistro potrebbe essere stata causata da un tentativo di difesa. Secondo le indagini dell'epoca, Ferri avrebbe preso il coltello utilizzato per togliersi la vita nella propria abitazione. Un coltello con il manico di legno, che sarebbe diverso da quelli che l'uomo aveva in casa. Tra i dubbi di quel 22 novembre 2010 anche il posto in cui venne trovato l'88enne. Una via in cui non era solito passare per tornare nella sua abitazione, molto vicina a quella della famiglia di Andrea Sempio, ora indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. E ancora, la testimonianza della ragazza che aveva trovato il corpo: la giovane non vide il coltello poi ritrovato nella mano sinistra dell'uomo.
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