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Gasolio sporco, salgono a 17 le segnalazioni. Adiconsum: «I casi cresceranno ancora nei prossimi giorni»

July 18, 2026

TREVISO - Salgono a 17 i casi di gasolio sporco nei motori di automobilisti della Marca e delle vicine province di Belluno, Venezia e Udine. Stefano Bellotto, presidente di Adiconsum, che per primo ha sollevato il tema, ha la casella di posta zeppa di segnalazioni, ma tra queste compare anche una risposta, a lui non molto gradevole. In questa nota, un gestore di una stazione di rifornimento di medie dimensioni della provincia di Treviso, tramite il proprio avvocato, fa sapere che le insinuazioni del presidente non sono vere, ma allo stesso tempo il distributore ha attivato la propria assicurazione. 


La risposta 


La scorsa settimana, una volta scoppiato il caso gasolio sporco, Bellotto ha spedito un avviso ai propri utenti. Tra questi figurano diversi gestori di stazioni di rifornimento. Uno di loro, residente in provincia di Treviso, ha già dato risposta. Nella lettera arrivata a Bellotto, il gestore della pompa di benzina si difende sostenendo che nessun suo cliente è stato interessato da problemi derivanti il gasolio sporco nel serbatoio, e che quindi, quello che afferma Bellotto, non corrisponda al vero. Il proprietario della stazione di rifornimento ha comunque scelto di contattare la propria assicurazione «per meglio capire come procedere data la situazione». Quest’ultimo passaggio però ha generato della curiosità in Bellotto. «Ma perché mai - si chiede - uno dovrebbe attivare l’assicurazione se sa di non aver alcun problema?» Nonostante il messaggio, la posizione di Bellotto non cambia: «Evitiamo - ripete - un ingiusto tiro al bersaglio. Il problema non è il singolo impianto, che spesso è a sua volta parte lesa, ma l'ampia diffusione dei casi ci fa ipotizzare che l'anomalia possa essere generata nella filiera logistica o nei depositi di stoccaggio».


La risposta


Secondo il presidente è molto probabile che ci sia un problema alla fonte, ovvero che il gasolio arrivi già sporco nelle cisterne delle varie stazioni di rifornimento. Bellotto ricorda però che i gestori hanno un modo per individuare subito un eventuale problema nel carburante. «I benzinai - si spiega - devono controllare il livello del gasolio dopo ogni rifornimento dell’autobotte. Per farlo adoperano un’asta. Questa può essere ricoperta da una particolare pasta, nata proprio per scongiurare eventuali impurità. Se una volta immersa nel liquido, la pasta cambia colore, allora quella partita di gasolio non è più utilizzabile». Questa procedura di verifica non è obbligatoria, ma è a discrezione del singolo gestore. Allo stesso modo i proprietari possono scegliere di vendere il prodotto nello stesso momento in cui l’autobotte ricarica le cisterne. Operazione che però viene sconsigliata dai tecnici, in quanto aumenta il rischio di inserire sostanze impure nei serbatoi degli automobilisti. «La prossima settimana - conclude Bellotto - sarà decisiva: incontrerò diversi consumatori e gestori, e da li potremo cominciare a trarre delle conclusioni. Il problema potrebbe allargarsi ancora».