L'importo complessivo confiscato al responsabile, Maurizio Mazzoni, 63 anni, ammonta a 2,5 milioni di euro. Una somma che comprende immobili, rapporti finanziari, contanti, orologi di lusso, gioielli e lingotti d'oro, moto e autovetture in Italia e nel Principato di Monaco. L'uomo, che fingeva di essere residente a Cuba ma in realtà dimorava a Genova, avrebbe vissuto abitualmente con i ricavi di attività finalizzate all'evasione fiscale
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Confiscati beni per 2 milioni e mezzo di euro a un titolare di un “Compro oro”. A eseguire la misura è stata la guardia di finanza di Genova. L'importo complessivo confiscato al responsabile, Maurizio Mazzoni, 63 anni, ammonta a 2,5 milioni di euro. Somma che comprende immobili, rapporti finanziari, contanti, orologi di lusso, gioielli e lingotti d'oro, moto e autovetture in Italia e nel Principato di Monaco. L'uomo, che fingeva di essere residente a Cuba ma in realtà dimorava a Genova, avrebbe vissuto abitualmente con i ricavi di attività finalizzate all'evasione fiscale. Già arrestato nel gennaio del 2025, Mazzoni è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione lo scorso aprile per associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione fraudolenta di beni al pagamento delle imposte.
Il caso
Il 63enne era finito in carcere all'esito di un'inchiesta della guardia di finanza, coordinata dal pm Giancarlo Vona, che ha coinvolto tutta la famiglia, titolare all'80% di un noto “Compro oro” del quartiere della Foce a Genova. Secondo gli investigatori, Mazzoni, insieme alla moglie e ai due figli, avrebbe messo in atto una serie di finti trasferimenti e atti fraudolenti su beni per evitare la riscossione di un debito con l'erario di circa 3,8 milioni di euro legato a imposte sui redditi e sul valore aggiunto. Nel Principato di Monaco i militari della guardia di finanza avevano scovato, attraverso rogatorie internazionali, un conto corrente e alcuni posti auto, mentre in Italia erano stati sequestrati migliaia di euro in contanti, altri depositi bancari, orologi di lusso, lingotti d'oro e preziosi, ma anche moto e auto.
Il sequestro
Il provvedimento di sequestro è stato emesso a seguito delle indagini coordinate dalla Procura di Genova, condotte anche attraverso un ordine europeo di indagine in Francia e rogatorie internazionali nel Principato di Monaco, su oltre 40 anni di operatività del nucleo familiare. L'inchiesta ha consentito poi di ricostruire il patrimonio mobiliare e immobiliare in Italia e all'estero, evidenziando anche una netta sproporzione fra il valore dei beni nella disponibilità e i redditi dichiarati, quasi inesistenti.