Elephants

Gerry Scotti: «Prendo ancora 10mila euro di vitalizio e li dò in beneficenza. Lasciare la tv? Non ora. Vannacci sopra le righe, siamo lontani»

August 4, 2026


Il 14 luglio, a Milano, Gerry Scotti ha organizzato un pranzo con una manciata di giornalisti per festeggiare in anticipo i 70 anni (la data giusta è il 7 agosto). Per motivi scaramantici niente auguri, ma alla fine - per il brindisi con il vino che lui stesso produce - è arrivata anche la torta con il suo faccione sorridente sopra. Il giorno, il 14 luglio, storica Presa della Bastiglia, non l'ha scelto a caso: un anno fa Scotti debuttò a sorpresa su Canale 5 con una versione rinnovata della Ruota della fortuna, travolgendo nella fascia dell'access prime time Affari tuoi di Stefano De Martino su Rai1 e tutta la dirigenza di Via Asiago, sorpresa in ferie. Da allora Scotti non si è più fermato e anche questo agosto sarà sempre in video e proprio il giorno del suo compleanno andrà in onda una puntata speciale con gli interventi e gli auguri di colleghi e amici. Nell'attesa, ieri ci siamo risentiti al telefono per gli ultimi aggiornamenti.


L'avrebbe mai detto? 
«Le avvisaglie c'erano tutte. Il format funziona da una vita e Mediaset mi ha messo a disposizione grandi mezzi. Però, e non è falsa modestia, il risultato è stato incredibile: speravamo in un 16 per cento, massimo 18-20 per cento, non il 25 e più (il 2 agosto La Ruota ha totalizzato una media di 28.2 per 3 milioni 720 mila telespettatori contro L’Eredità Summer di Marco Liorni su Rai1 con il 16.2 per 2 milioni 109 mila telespettatori, ndr). L'estate scorsa non pensavamo che la Rai ci prendesse così sottogamba con Techetechetè, tra l’altro una delle cose più belle mai fatte dalla Rai». 


Ci mancherebbe dicesse il contrario.
«Sono sincero. Comunque, molti pensavano che finita l'estate, tornando Affari tuoi, saremmo andati sotto, ma è passato l'autunno, poi l'inverno, la primavera...».


E pensare che De Martino a fine estate 2025 le aveva mandato un messaggino: “Gerry, non esagerare”... 
«È vero. Stefano è bravissimo, ma lo zio Gerry è lo zio Gerry... Detto questo, io e lui abbiamo intercettato milioni di italiani, non solo anziani, che vogliono giocare. La tv generalista è tutt'altro che morta. E mi fa molto piacere non essermi tirato indietro quando Pier Silvio Berlusconi mi ha proposto questa fascia oraria».


Quella di “Striscia la notizia” di Antonio Ricci, di cui non c'è più traccia nei palinsesti Mediaset.
«Innanzitutto voglio ringraziare Antonio per i 38 anni di splendida tv che ha fatto e per le opportunità che mi ha dato. Era e resta un gigante. Per il resto, noi pensavamo di fare quattro-cinque mesi, visto che Striscia dopo l'estate tornava fra settembre e ottobre, ma i numeri hanno deciso diversamente. I numeri, non io. In azienda mi ascoltano, ma poi decide Pier Silvio». 


La parabola di Antonio Ricci che cosa le fa venire in mente?
«Non mi sembra abbia le caratteristiche di una parabola. Di ufficiale per ora non c'è niente».


Ogni tanto vi sentite?
«Sì, ci mandiamo dei messaggi. La cosa che mi rattrista è che qualcuno possa pensare che dietro lo stop a Striscia ci sia La Ruota e quindi io. Io i termini dei contrasti, o degli accordi, che lo impediscono non li conosco».


Qualora dovesse essere confermato lo stop a Ricci, a Pier Silvio Berlusconi – citando il titolo del suo libro di memorie del 2023 - dirà “Che cosa vi siete persi”?
«Se Antonio fosse andato da un'altra parte, sì. Ma io credo che se finisce un progetto, un periodo, può benissimo partirne un altro. Non so se Antonio abbia voglia, di sicuro avrebbe capacità e lucidità. Glielo chiederò la prossima volta che lo sento». 


Secondo lei ha voglia?
«Non è proprio il tipo che resta alla finestra o davanti alla tv. Quindi, come diceva il grande Franco Califano, non escludo il ritorno. Se non di Striscia, di sicuro di Antonio Ricci».

Sia sincero: è il momento migliore della sua carriera?

«Soddisfazioni più grandi di quelle che ho vissuto quest'ultimo anno difficilmente le avrò».

Quindi sarebbe anche il momento migliore per mollare, o no?

«In questo decennio potrei pensarci. Mollare, però, non mi piace come verbo. Certo, per lasciare so bene che questo sarebbe il momento ideale. Non so se me lo lasceranno fare. Comunque sia, deciderò io se farlo».

Questo, visto che il suo contratto scade alla fine del 2026, vuol dire che ci sarà una trattativa serrata per il rinnovo?

«No. A Mediaset sono sempre stati bravissimi con me. Ho un grande rapporto con Pier Silvio, quindi penso che non mi obbligherà a decidere». 

Se il suo amico Linus di Radio Deejay non dovesse trovarsi bene con il greco Theodore Kyriakou, il nuovo proprietario del gruppo Gedi, e visto che anche lui ha il contratto in scadenza alla fine dell’anno, farebbe una radio con lui?

«Sono trent'anni che ci scherziamo e ce lo diciamo, ma se la radio non si fa tutti i giorni, non ha senso. E noi siamo ancora impegnatissimi. Comunque, quante risate mi sono fatto... Ricordo che una volta venne in studio George Michael - bello come un dio, biondo e con la camicia slacciata - e noi per cazzeggiare gli offrimmo una sigaretta con una miccetta dentro, che fece un bel botto. Lui, molto british, reagì come Willy il Coyote: imperturbabile. Non disse una parola».

Il nome di Linus ogni tanto viene fuori fra i candidati a sindaco di Milano: lei che è stato deputato del Psi dal 1987 al 1992 esclude il ritorno in politica? E se glielo chiedesse Giorgio Gori, l’ex direttore di Canale 5 che le fece fare “Passaparola”, ora a Bruxelles con il Pd?

«Non se ne parla. Per me fu una brutta esperienza. Pensavo di poter fare qualcosa come presidente della Commissione condizione giovanile, me l’avevano promessa. Mai avuta. Per loro ero solo un disc jockey...».

Il vitalizio lo prende ancora? 

«Sì. Dopo aver chiesto a tre premier – l'ultimo Matteo Renzi - di fare una norma per poter rinunciare a quei soldi, mi sono arreso: prendo quei diecimila euro e poi li dò in beneficenza». 

A Varese ha appena ricevuto la laurea honoris causa in Scienze e tecniche della comunicazione. Da neo dottore che ne pensa del comunicatore Roberto Vannacci?

«Dovendo attirare attenzione, mi sembra sempre troppo sopra le righe. Detto questo, io e lui siamo molto lontani».

Da vecchio socialista, immaginando di votare a sinistra, chi sceglierebbe fra Silvia Salis ed Elly Schlein?

«Non lo so. Il voto è una cosa seria, non si può dare così, L'ultimo volta che ho votato per affetto, e non per convinzione politica, l'ho fatto per Silvio Berlusconi. La mia fu una forma assoluta di riconoscenza, non altro». 

A 50 anni come si immaginava a 70?

«Sono cresciuto in un'epoca in cui arrivare a settant’anni era un'impresa, quindi ho sempre sperato di arrivarci sulle mie gambe. E dopo il ricovero in terapia intensiva durante il Covid, so che basta poco ed è finita. Sono fortunato per tutto quello che ho avuto, compresi amici e colleghi. E per durare faccio una vita morigerata: dormo tanto e anche se parlo sempre di bere e mangiare - fa parte del mio personaggio - sto attento a tutto. Per fare Gerry Scotti ci vuole disciplina, non sarei qui da 42 anni».

Manco fosse il Cristiano Ronaldo della tv.

«Il paragone mi piace, ma a settant’anni non so se lui arriverà a fare ancora gol».

A pallone gioca ancora?

«No. Ho smesso a sessant'anni e poco tempo fa ho messo una protesi totale al ginocchio».

Come festeggerà?

«Con la famiglia a Cap Ferrat, poi a settembre con una bella festa con gli amici a Milano».

Suo figlio Edoardo, con la sua società di produzione video operativa anche con l'intelligenza artificiale, l’ha trasformata in una star dei social: con lui un film autobiografico, dopo i libri, ce l'ha in cantiere?

«Non ancora. Però con Edoardo e i nostri collaboratori, tutti giovanissimi, mi piacerebbe fare una serie tipo Vita da Carlo di Verdone, ma a basso costo, girata solo con i telefonini. Sì, Vita da Gerry vorrei proprio farla. Con l'IA ho ritrovato una libertà creativa straordinaria. Quando ho fatto gli spot nei panni di una vecchina, mi ha chiamato un mio cugino: “Gerry, sei pazzesco: sembri la zia Gianna. Uguale”. Sono soddisfazioni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA