PADOVA - L’ultima volta che è stata vista, Giada Roncolato entrava nel bar Birillo di Vigonovo dov’era andata a prendere delle sigarette. La stessa telecamera l’aveva poi ripresa all’uscita, mentre saliva in sella ad una bicicletta bianca e si allontanava verso il centro del paese in provincia di Venezia che lei – residente a Saonara – frequentava da alcuni anni. Era il 10 settembre e quei frame sono l’ultima testimonianza della 32enne che da quel giorno sembra sparita nel nulla. Il 12 settembre, il compagno ha fatto denuncia alla caserma dei carabinieri di Legnaro e sono iniziate le indagini, partite proprio dalla visione delle telecamere di sicurezza che, dopo sei giorni, non hanno ancora portato a nulla mentre sui social sta circolando in maniera vorticosa un volantino con il quale si chiede la massima collaborazione per aiutare gli investigatori nelle ricerche. «Sono sei giorni che Giada manca – le parole di Maria Chiara Guglielmo, la madre della 32enne – Era già capitato che si allontanasse da casa ma mai senza dirmi se stava bene o senza mandarmi un messaggio. Sono preoccupata, sto pensando di tutto, anche il peggio».
Le indagini: non aveva denaro, nè il cellulare
Quando il pomeriggio di giovedì 10 settembre Giada Roncolato è uscita di casa, non aveva con sé nulla se non qualche euro per acquistare le sigarette, come aveva detto al suo compagno. Il cellulare della donna, così come i suoi documenti, i carabinieri li hanno trovato nell’abitazione della 32enne: un particolare che, di fatto, taglia le gambe alle indagini tecniche dal momento che non ci si può appoggiare ai ripetitori per capire quali celle siano state agganciate durante i suoi spostamenti. Restano le analisi delle videocamere di sicurezza della zona attorno al bar di via Padova a Vigonovo, al momento unico punto certo dell’indagine, destinata a muoversi soprattutto attraverso appelli e testimonianze di chi potrebbe aver incrociato il suo cammino.
L'appello della mamma: «Ho paura che qualcuno possa averle fatto del male»
«Non abbiamo nessuna novità – continuava, ieri, la madre – Non mi stupisce che sia stata vista nella zona di Vigonovo, so che lì aveva amici, ma quell’ultima inquadratura può anche essere fuorviante: sto ricevendo chiamate quasi ogni ora di persone che dicono di averla vista, anche alla stazione ferroviaria di Padova ma poi le verifiche delle forze dell’ordine smentiscono queste piste. Gli stessi carabinieri ci dicono che è un caso difficile proprio perché Giada non ha con sé documenti e cellulare con il quale sarebbe più semplice individuare una pista e seguirla. Magari lei è scappata di casa e si è rifugiata da qualche amica per qualche tempo ma se fosse così vorrei si facesse sentire perché io sono preoccupata e sto pensando che le sia successo qualcosa di molto brutto: ho paura che qualcuno possa averle fatto del male».
Un passato difficile
Per capire chi sia Giada Roncolato, i carabinieri hanno iniziato a scavare nel suo passato. «Ha avuto una vita difficile, lei e il suo compagno sono ora senza lavoro e hanno problemi economici» ha raccontato la madre. Un passato che ora fa parte dell’indagine e dal quale risulta un rapporto non sempre idilliaco tra la 32enne e il suo compagno: i due hanno anche avuto un bambino che però gli era stato tolto poco dopo la nascita e nella coppia erano frequenti i litigi, come hanno testimoniato alcuni amici agli stessi militari dell’Arma che stanno indagando sulla scomparsa della donna. Nulla però, al momento, porta a pensare che dietro alla sparizione della 32enne ci sia altro, se non un allontanamento volontario o una fuga da qualcosa, forse da una vita che ormai era diventata insopportabile.