L'anniversario dei cento anni della Fiorentina si è trasformato in un'occasione di scontro a distanza tra la società e il suo simbolo più rappresentativo. Nonostante la presenza di una numerosa rappresentanza di leggende del passato — tra cui Batistuta, Rui Costa, Dunga, De Sisti, Prandelli e Terim —, la serata ha registrato l'assenza pesante del capitano storico per eccellenza, Giancarlo Antognoni. Un'assenza che ha fatto rumore, specie di fronte alle parole dell'amministratore delegato Giuseppe Commisso, che dal campo ha omaggiato la maglia numero 10 custodita in una teca, ricordando il ritiro del numero per la stagione in corso e definendo Giancarlo Antognoni «un campione che rappresenta la parte più nobile del nostro passato, ti voglio bene», con l'auspicio di un imminente chiarimento di persona.
La replica
A stretto giro è arrivata la presa di posizione dell'ex bandiera viola, che in un'intervista rilasciata a La Nazione ha voluto chiarire le ragioni del suo forfeit, respingendo l'immagine di un gesto dettato da un capriccio estemporaneo: «Mi dispiace vedermi far passare per quello che non è voluto andare al centenario della Fiorentina senza una motivazione, solo per ripicca.
La motivazione c'è e si rifà a quanto accaduto cinque anni fa».Le radici della frattura
Nel ripercorrere le tappe della rottura, l'ex direttore tecnico ha spiegato come la scelta di non presenziare alle celebrazioni fosse maturata da tempo, quale diretta conseguenza della gestione del suo rapporto professionale con la dirigenza: «Ho sentito, ho visto, mi hanno detto, ma la decisione di non partecipare al centenario è maturata cinque anni fa non quando mi sono svegliato ieri mattina. Io non avrei mai lasciato la Fiorentina, ero direttore tecnico, lavoravo insieme all'allora dg Barone e al ds Pradè, anche se poi pian piano mi sono trovato isolato, quindi ad un certo punto mi proposero un altro incarico, al settore giovanile. Avrebbe anche potuto interessarmi, ma non in quel momento. Quella proposta fu come mettermi alla porta. È stato allora che ho deciso che non sarei andato al centenario della Fiorentina». Un epilogo doloroso che, nelle parole dello stesso Antognoni, ha segnato il punto di non ritorno: «Quella proposta fu come mettermi alla porta. È stato allora che ho deciso che non sarei andato al centenario della Fiorentina».
Ultimo aggiornamento: mercoledì 2 settembre 2026, 20:25
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