Quarantaduesimo trasloco e la chiusura di un ciclo per l'autore di bestseller sulla felicità, che invita a non smettere mai di cambiare, in un movimento perenne fisico e figurato, per il bene del nostro karma. Gianluca Gotto, nato a Torino nel 1990, nomade digitale con esperienze in Australia, Canada e Oriente, ha fatto l’ennesimo trasloco, con Claudia, la sua compagna di vita e di viaggi, e la loro figlia Asia, nata a Bali nel 2022. Uno degli spostamenti più importanti per questa famiglia così moderna, così contemporanea.
I due lo hanno annunciato sui social con un selfie nella loro nuova casa, a piedi nudi, le gambe di Claudia su quelle di Gianluca, abbracciati e sorridenti, pronti a scrivere un nuovo capitolo della loro storia: «42 traslochi. Ieri io e Claudia ci siamo messi a contarli», dichiara su Instagram l’autore di Ci basterà mangiare il vento(Mondadori). «E ci siamo detti: forse questo è diverso. Perché c'è un'idea che abbiamo incontrato spesso in Oriente. La vita segue cicli di 12 anni. In alcune tradizioni dello yoga si osserva il ciclo solare di 4.356 giorni. Nello zodiaco cinese ogni animale ritorna ogni 12 anni. Giove, simbolo di crescita ed evoluzione, impiega quasi 12 anni a compiere un'orbita».
Una riflessione che Gotto, intervistato di recente su Vanity Fair, estende alle nostre esistenze: «Da 0 a 12 anni veniamo al mondo, inizia e finisce l'infanzia, mettiamo radici. È il karma familiare», continua lo scrittore, che giunge ad alcune conclusioni: «Da 12 a 24 anni ci allontaniamo da quelle radici, attraversiamo l'adolescenza, inizia una strada tutta nostra. È il karma individuale. Da 24 a 36 anni poniamo le basi del resto della nostra vita: lavoro, amore, figli. E la trasmissione del karma». E ancora: «Con questo trasloco, io e Claudia siamo arrivati alla fine di un ciclo iniziato esattamente 12 anni fa», aggiunge Gotto, che ci spinge a rimetterci in gioco, a non accontentarci, a realizzarci pienamente.
«Era il 2014 quando ci dicevamo: proviamoci», prosegue Gotto, «A vivere una vita diversa, lavorare da remoto, vivere viaggiando. E poi: proviamo ad aprire un blog. Proviamo a pubblicare un libro. E ancora: proviamo a diventare mamma e papà». Un periodo di tempo «intenso e meraviglioso» che, però, hanno chiuso proprio quando le cose vanno bene: «Perché, come spiego nel mio ultimo libro, più ripeti gli stessi pensieri e gli stessi comportamenti, più il karma ti appesantisce», sottolinea Gotto: «Quante volte qualcosa che ti rendeva felice smette di essere bello? Succede perché lo hai messo in una teca ad appassire invece di farlo evolvere. Non bisogna avere paura di mettere in discussione ciò che non è essenziale. Né credere di non poter vivere senza».
Questa è la parte più importante di una notizia, apparentemente, privata: puntare su ciò in cui ci riconosciamo davvero, senza maschere né nella vita né sui social, senza condizionamenti, senza pregiudizi, senza paura. Dobbiamo capire, casomai non lo sapessimo o non lo avessimo già imparato, che possiamo vivere senza (ognuno saprà cosa aggiungere, a questa frase, l’avrà già sperimentato sulla sua pelle). Crediamo di non farcela, ma spesso, non è vero, riusciamo ad andare avanti, a rifocalizzarci. Una specie di detox dell’anima.
L’altra novità è che Gianluca e Claudia hanno chiuso il loro blog decennale, al grido di: «Tutto passa, anche questo blog». Anni di sogni, cambiamenti, pillole Zen, viaggi, felicità, Vita che continueranno nei libri e sui loro canali in rete, per viaggiatori e ribelli spirituali: «Qualcuno ci ha chiesto: perché non tenerlo online inattivo?», continua Gotto, nel suo post su Instagram. «Perché tutto ciò che trattieni nella tua vita, ha un peso. E se non fai spazio, non puoi aggiungere niente di nuovo. lo e Claudia siamo pronti a iniziare un nuovo ciclo».
Il vuoto che diventa pieno, un concetto caro anche al Buddismo: «A voler essere perfetti a tutti i costi si diventa rigidi. Si finisce a non fare niente per paura di sbagliare. A pensare invece di agire. Una vita di esitazioni e rimpianti», scrive Gotto nel suo ultimo libro, in cui riflette su come cambiare il proprio karma: cambiando l’abitudine di essere sé stessi.
Pensieri e intenzioni nuove, cose diverse, persone diverse. Agire in un modo che non sembrerebbe “da noi”, con una energia differente da quella solita. Essere aperti a nuove esperienze, a nuovi posti in cui vivere, a nuovi progetti perché “il karma si rafforza in una vita tutta chiusa su sé stessa”.
«Cosa succederà precisamente?», conclude Gotto: «Non lo sappiamo. Ma se c'è una cosa che 42 traslochi ci hanno insegnato è che la direzione giusta si trova strada facendo. L'importante è continuare a muoversi».