
di Simonetta Marfoglia
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mercoledì 21 ottobre 2026, 01:30
PESARO Novembre sarà uno snodo cruciale per l’inchiesta sulla morte di Francesca Ercolini, la 51enne giudice, presidente della seconda sezione civile del Tribunale di Ancona, trovata senza vita nella sua casa di viale Zara a Pesaro il giorno di Santo Stefano del 2022. Sono passati 4 anni e il prossimo 20 novembre è fissato al Tribunale dell’Aquila, competente per i procedimenti di magistrati marchigiani, l’incidente probatorio dove si discuteranno le perizie, disposte dalla Procura, dei Ris e del medico legale Vittorio Fineschi per dipanare la complessità del doppio scenario su cui sta procedendo l’inchiesta.

Il doppio scenario
Nel primo scenario, con le indagini che si orientano sul suicidio, la giudice si è impiccata con un foulard di seta alla ringhiera della scala interna che dal piano terra porta al reparto notte e a dare l’allarme sono stati il marito, l’avvocato Lorenzo Ruggeri e il figlio. Nel secondo scenario, che si è aperto solo pochi mesi fa, si ipotizza l’omicidio con la messinscena dell’impiccamento per occultare lo strangolamento e ci sono attualmente due indagati, il marito avvocato e un poliziotto suo amico oggi in pensione. Nel mezzo ancora audizioni, acquisizioni, relazioni tecniche e fughe in avanti. Come i presunti esiti dell’esame sull’osso ioide prelevato durante l’autopsia che certificherebbero come la magistrata di origini molisane non si sia suicidata ma sia morta per strangolamento, rilevando una frattura del piccolo osso tra la mandibola e il collo della donna.
Nel dettaglio
«Falsità» per l’avvocato Gaetano Insolera, del Foro di Bologna, legale di Ruggeri e del figlio, minorenne all'epoca dei fatti, e che ha già archiviato le sue pendenze. «E’ falso - scrive l’avvocato anche a nome dell’avvocata Carla Lettere, del Foro dell’Aquila - che gli incidenti probatori, che si dice verranno formalizzati il 5 novembre, si siano conclusi. È falso che non vi sia compatibilità tra il tessuto di seta del foulard con cui la Ercolini si è impiccata e il solco riscontrato sul cadavere riesumato». Ma, soprattutto, «è destituita di fondamento l'ipotesi di strangolamento con i fili elettrici dellle lampade sequestrate a casa Ruggeri». Il riferimento è ai cordoncini dei due abat-jour finiti sotto esame da parte dei Ris, Ris che sono poi tornati a Pesaro il 27 giugno nella villetta di viale Zara per simulare la scena dell’impiccamento. Nel frattempo per il legale di Ruggeri «sono stati pubblicati molteplici articoli che hanno diffuso notizie false sulle conclusioni a cui sarebbero pervenuti gli ultimi accertamenti peritali sulla morte della donna».
Gli ultimi 4 anni
Stando a quanto dichiarato dagli avvocati del marito, negli ultimi quattro anni sono usciti «centinaia di articoli sollecitati e animati dalla suocera dell'avvocato Ruggeri, Carmela Fusco, per contestare la morte per impiccamento suicidiario di Francesca Ercolini». Tra l'altro, prosegue ancora l'avvocato Insolera, «è falso che sia stata accertata, nel contraddittorio delle parti, una frattura nel collo, osso ioide, ipotizzata solo negli ultimi sviluppi». Questo è il passaggio cruciale e più stringente ribattendo a quanto circolato in queste ultime ore. Il legale riordina gli incontri più recenti. Nella riunione del 7 settembre scorso, il professori Fineschi aveva esibito tre immagini fotografiche. A quella convocazione era seguito un ulteriore incontro tecnico il 21 settembre, «in cui lo stesso professore, presenti alcuni consulenti di parte, escluse che se anche una frattura si fosse riscontrata, potesse essere ritenuta dirimente per stabilire un'ipotesi diversa dall'impiccamento suicidiario».
Il consulente
Tra l’altro successivamente Fineschi aveva inoltrato al gip dell’Aquila, Marco Billi, la richiesta di poter nominare come membro del collegio peritale il professor Carlo Masciocchi in qualità di specialista radiologo. La motivazione? Una consulenza necessaria per chiarire i dubbi relativi alla morfologia e alle caratteristiche dell'osso ioide prelevato durante l'esame autoptico. Infine, conclude la nota di Insolera riferendosi ad eventuali tracce sul corpo di Francesca Ercolini «le ipotesi di lesioni da difesa non hanno trovato riscontri precisi o addirittura sono state smentite sempre dai periti».
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