Elephants

"Giuditta picchiata al parco": a processo l'addetta alle pulizia

October 6, 2026
"Giuditta picchiata al parco": a processo l'addetta alle pulizia

3 Minuti di Lettura

martedì 6 ottobre 2026, 17:51 - Ultimo aggiornamento: 20:03

Avrebbe afferrato per i capelli Giuditta D’Elia, la 26enne studentessa di filosofia selvaggiamente picchiata al Parco Rossani di Bari il 23 luglio scorso, l’avrebbe spinta per terra e mantenendola accovacciata con il capo tirato indietro dai capelli, avrebbe esposto il volto ai colpi delle altre tre donne. Lei stessa l’avrebbe picchiata con pugni, schiaffi e calci al volto e al collo. Ma non solo: quando Giuditta era già caduta e restava inerme al suolo, le avrebbe sferrato due calci, il secondo dei quali al volto, tirandole addosso lo zaino. E intanto avrebbe istigato le altre, alcune delle quali minorenni, all’aggressione, pronunciando in dialetto barese la frase “..ama accid a chess”, la dobbiamo uccidere. Per questo, dopo essere stata sottoposta agli arresti domiciliari, Angela Memoli, difesa dall’avvocato Donato Colucci, ora è finita a processo, il 4 novembre, dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Bari, Alessandro Lenoci.

Il giudice del tribunale 

Lo ha deciso il giudice del tribunale di Bari Francesco Vittorio Rinaldi, che ha disposto il giudizio immediato a carico della 32enne.

La vicenda, il cui clamore era arrivato anche fuori regione, era stata ricostruita dalla stessa vittima e da altri testimoni presenti. A scatenare la violenza era stato il fatto che Giuditta, dopo essere stata bagnata con un fucile-giocattolo ad acqua da una parente minore dell'indagata, aveva rincorso e lievemente strattonato la bambina, senza farle male. La studentessa di filosofia invece aveva riportato “trauma cranico minore, frattura scomposta a più frammenti delle ossa nasali e del setto, quota ematica nelle cellette etmoidali, infrazione della parete inferiore dell'orbita di sinistra, ematoma dei tessuti molli in sede periorbitaria bilateralmente e della regione nasale”, e giudicata guaribile con una prognosi di oltre 40 giorni.

L'aggressione

La 26enne studentessa di filosofia, nei giorni successivi all’aggressione, rimessasi parzialmente dallo choc e dalle conseguenze dell’azione violenta, era anche stata ricevuta dal sindaco di Bari, Vito Leccese che le aveva manifestato la vicinanza della città. Dopo aver pubblicamente denunciato quanto accaduto, una settimana dopo aveva affidato ai social la sua preoccupazione relativa ad un altro episodio capitatole al parco Rossani. Ha detto di essere stata “accerchiata in monopattino” con “accuse che saranno presto smentite non appena la magnifica giustizia farà il suo corso”. Sarebbe stata ripresa in video da due persone mentre stava per entrare: "Che mondi sono questi? Accerchiarmi mentre cerco di entrare nel luogo dell'aggressione come sfida personale? Riprendermi mentre mi urlate contro? – aveva lamentato - Evidentemente qualche rapporto di amicizia con i suddetti aggressori vi giace alla base di questa ennesima ridicolizzazione dell’umanità. Io non ho paura e non l’avrò mai”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA