Dal racconto degli anni a Palazzo Chigi alle sfide per il futuro del Paese. Giuseppe Conte a Nola per presentare il suo libro “Una nuova primavera”, un viaggio personale e politico che ripercorre le tappe della sua esperienza alla guida del Governo e del Movimento 5 Stelle. Il leader pentastellato è stato protagonista al Teatro Umberto dell’iniziativa «L’Italia che vogliamo», occasione per confrontarsi sui grandi temi dell’attualità. Nel volume Conte ricostruisce le scelte più difficili della sua esperienza politica, dalla gestione della pandemia alle riforme più contestate, passando per la rottura con Beppe Grillo e le tensioni che hanno accompagnato la nascita e la fine del governo Draghi.
Il racconto
Particolare spazio è dedicato all’emergenza Covid, uno dei passaggi più delicati della sua esperienza da presidente del Consiglio. Sollecitato sulle decisioni assunte durante la pandemia e sulla possibilità di compiere nuovamente quelle scelte, Conte non mostra ripensamenti: «Le abbiamo fatte sempre in piena trasparenza, con gli esperti al fianco, assumendoci la responsabilità».
La prospettiva
A margine della presentazione, Conte affonda il colpo contro l’esecutivo: «Questo Governo deve andare a casa, adesso tocca a noi». Il leader pentastellato contesta la narrazione economica della maggioranza: «In questi quattro anni Giorgia Meloni diceva che andava tutto bene, che eravamo il Paese dei record, e adesso si sta scoprendo che non è come ci raccontavano». Quindi il riferimento alle difficoltà di famiglie e imprese, alle prese con il caro vita e il caro carburante: «C'è un crollo della produzione industriale, i salari reali sono crollati e questo Governo, oltre ad avere tra le mani i 209 miliardi che abbiamo portato dall'Europa, non ha fatto nient'altro».
Conte interviene anche sulla riforma elettorale, sollevando dubbi di costituzionalità e criticando le possibili conseguenze sulla rappresentanza femminile. «Questa legge elettorale ha tanti profili di incostituzionalità, assolutamente da rimuovere». Poi l'affondo sulla premier: «Pensate, la prima presidente del Consiglio della storia repubblicana, Giorgia Meloni, fa approvare una riforma per cui quelli che verranno eletti più sicuramente, i capilista, potrebbero essere tutti maschi».
Sull’economia del Sud, l’ex premier rimarca: «Questi territori hanno bisogno di azioni concrete. Noi abbiamo fatto le Zes, ma sono state allargate a tutto il meridione. Il problema è che non la finanzi adeguatamente prendi in giro tutti. Adesso vogliono estenderla al Nord e per l’ennesima volta il Sud sarà fregato». E tuona: «Ci sono ancora 13 miliardi e mezzo appostati sul Ponte sullo Stretto, è un'infrastruttura che non si farà mai».
L'appuntamento
All'appuntamento presenti la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, l'assessore regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il deputato M5s Federico Cafiero De Raho, il coordinatore regionale M5s Salvatore Micillo e il consigliere comunale Claudio Cecere. Nei dibattiti, moderati da Antonello Caporale, spazio anche a Costituzione, diritti, sicurezza, disuguaglianze e sanità pubblica.