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Gli 80 anni del negozio Felloni: “Il segreto? Mai perdere di vista la propria storia e le proprie radici”

September 27, 2026

Ferrara, 27 settembre 2026 – Una storia fatta di stoffe pregiate, intuizioni coraggiose ed eleganza. Oggi il negozio di via Canonica 6 festeggia ottant’anni di attività: un traguardo che la famiglia Felloni celebra dalle 17.30 con un cocktail aperto alla città, tra ricordi d’epoca, storici fornitori e vetrine d’autore riallestite come nel 1946. Giulio Felloni, anima del marchio ferrarese, ne ripercorre la storia.

Come nasce la storia del negozio Felloni?

“Come tutte le storie bellissime, a volte incominciano per puro caso. Nel 1938 mio padre Giancarlo, durante la leva in Cavalleria, conobbe un industriale tessile che gli promise di inviargli stoffe pregiate se un giorno avesse aperto un’attività. Nel 1946, dopo il matrimonio, papà aprì una piccola bottega di tessuti in via Mazzini a Ferrara grazie ai primi materiali inviati da quegli amici”.

Quale fu la rispose della città? “C’era grande voglia di ripartire. Papà creò una vetrina con una tavolozza da pittore fatta di pezze di tessuto, affascinando i ferraresi. Il negozio crebbe: nel 1951 ci spostammo in piazza Trento Trieste, dove nel 1956 organizzammo le prime sfilate con capi fatti a mano, e nel 1958 arrivammo nella sede attuale di via Canonica, dal design moderno e raffinato”.

Giulio Felloni

Giulio Felloni

Negli anni Sessanta arrivò il suo ingresso e quello del fratello Alberto, poi del fratello Marco: una folata di novità?

“Nel 1966 mio padre ci mandò a studiare a Londra, nell’era dei Beatles. Tornati a Ferrara, realizzammo camicie dal taglio londinese e con colori vivaci: un successo immediato. Negli anni Settanta fummo tra i primi ad avere i jeans Wrangler, attirando clienti da tutta la regione insieme a nostra madre Dina, che curava l’amministrazione. Negli anni l’azienda è cresciuta coinvolgendo famiglia, figli, nipoti”.

C’è un ricordo speciale legato a un cliente particolare?

“Lucio Dalla. Negli anni Cinquanta, veniva da noi da Bologna con la madre sarta per comprare stoffe. Nel 2000, tornando a Ferrara per il Buskers Festival, ripassò in negozio ricordando con commozione quei momenti da bambino. Un momento di grande commozione che testimonia quanto il nostro negozio facesse parte della vita delle persone”.

Com’è il rapporto dei ferraresi con la moda?

“Hanno un approccio molto prudente: si prendono il loro tempo per valutare le novità senza scomporsi né cedere mai all’omologazione. Più che rincorrere i singoli marchi, la clientela ferrarese – sia maschile che femminile – è mossa da una spiccata ricerca dello stile e della qualità dei materiali. Come diceva Coco Chanel, la moda cambia ma lo stile resta: per questo i ferraresi cercano negozi capaci di interpretare la loro personale idea di eleganza anziché proporre semplici loghi”.

Il vostro segreto?

“Non perdere mai di vista la propria storia e le proprie radici. I risultati si raggiungono solo con un gruppo coeso e collaboratori di fiducia che si prendono cura della clientela, mettendo le persone al centro. Poi è importante guardare Ferrara d’anticipo, proponendo un’eleganza dal gusto italiano ed europeo”.

Da Presidente di Federmoda, cosa porta di questa storia nella sua esperienza associativa?

“La centralità della qualità, il valore del negozio di vicinato e l’importanza delle relazioni umane. Per questo anniversario, sette storici fornitori ci hanno dedicato vetrine speciali con abiti creati ad hoc, rinnovando lo stesso spirito di collaborazione nato nel 1946”.