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Gli anconetani: no al numero chiuso: "Portonovo è di tutti, non dei privati". E si rispolvera l’area marina protetta

August 20, 2026

Coro unanime dei frequentatori contro l’ipotesi di contigentare le presenze. Guidi: "Siamo come Capri" .

Coro unanime dei frequentatori contro l’ipotesi di contigentare le presenze. Guidi: "Siamo come Capri" .

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A Portonovo "Il numero chiuso non s’ha da fare". Dopo aver ascoltato il sindaco Silvetti e gli operatori, la parola passa ora agli anconetani, coloro che rappresentano il maggior numero di presenze nella baia. Unanime il loro parere, espresso ieri al Carlino a Portonovo, non negli stabilimenti balneari ma nelle spiagge pubbliche di Ramona, delle Terrazze e del Clandestino. I luoghi della baia più amati dai cittadini dorici che non sono per niente disposti a rinunciare al loro spazio balneare. Uno spazio che è divenuto per tanti un simbolo del diritto di poter godere di questo angolo di paradiso. Portonovo per loro non potrà mai essere "riservata o privata". Portonovo è di tutti ma prima di tutto degli anconetani.

E’ la loro spiaggia, il ricordo della loro infanzia, la gioia di tante estati trascorse con la famiglia e gli amici. Un tesoro che riescono male a pena a condividere con chi viene da fuori, dal turista che sta giungendo da ogni parte del mondo, che viene accolto con educazione e con il sorriso ma che per loro è sempre e comunque qualcuno che "rompe" l’atmosfera magnifica in cui è immersa la baia facendola conoscere a sempre più persone. Abbiamo ascoltato molti anconetani, qui ne riportiamo solo sei per ovvi motivi di spazio e tutti alle parole "numero chiuso" sono sobbalzati sul telo mare. Sono consapevoli del cambiamento che interessa la baia, della pressione antropica in aumento ma si trovino tutte le soluzioni possibili, parcheggi a monte che non disturbino la bellezza dell’ambiente, navette frequenti, anche dallo stadio del Conero, il sentiero pedonale e niente auto nella baia che non possono trovare posto nei due parcheggi, ma il numero chiuso no. Quando sono pieni si deve scendere con la navetta, comoda e ad intervalli ravvicinati. Con i parcheggi pieni, nella baia scendono solo i lavoratori e chi ha un posto riservato.

Tra chi vede il futuro di Portonovo pianificato con i cittadini c’è Guido Guidi del SeeBay che in molte occasioni ha proposto una Portonovo senza auto: "Sono molto contento che il sindaco abbia posto l’attenzione su Portonovo. Credo però che ora serva fare un salto di qualità: non solo un tavolo tra operatori ma un vero gruppo di lavoro che pianifichi il futuro della baia, coinvolgendo istituzioni, operatori, esperti e cittadini, perché Portonovo è patrimonio di tutti.

Dobbiamo studiare le strategie di altri territori e costruire un piano organico di sviluppo sostenibile, con obiettivi tempi e risorse. Sono favorevole a ragionare sul contingentamento nei momenti di massima pressione, ma il sogno sarebbe una Portonovo senza auto: un parcheggio a monte, integrato e nascosto e un servizio efficiente per scendere in baia. Dobbiamo anche cambiare il modo di vivere il Conero: meno turismo da villeggiatura e più conoscenza del territorio. Guide, trekking, erbe aromatiche, birdwatching, rapaci, natura e cultura, con una programmazione di esperienze durante l’anno. E’ un modello che il Trentino ha sviluppato molto bene e che potrebbe aiutarci ad allungare la stagione. E poi c’è il mare: non capisco perché Ancona non abbia cavalcato con più convinzione il tema dell’Area Marina Protetta del Conero. Capri ha appena compiuto un passo decisivo in questa direzione. Perché non possiamo farlo anche noi? La mia idea è fare di Portonovo una gemma integrata, sostenibile e accessibile, un’icona italiana di bellezza e sostenibilità. Un brand di cui tutti gli anconetani possono essere orgogliosi".

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