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Gli ottimisti dei Campi Flegrei: “Quella notte passata al computer a rassicurare la gente”

July 13, 2026

Pozzuoli (Napoli), 13 luglio 2026 – “Gli ottimisti dei Campi Flegrei” si chiama il gruppo Facebook, più di 10mila lettori affezionati, Carlo Migliore l’ha aperto nel 2024, fa base a Pozzuoli, siamo al centro della caldera. Quella parola, “ottimisti”, in effetti rilassa. Perché i profeti di sventura sono già troppi. E come ha scritto un ragazzino di 13 anni, “studiare un fenomeno e conoscerlo meglio è uno dei modi migliori per affrontare la paura”.

I Campi Flegrei (Napoli) sono un'area vulcanica che dagli studi dell'Ingv è attiva da almeno 110mila anni. Per il fenomeno del bradisismo (sollevamento e abbassamento del suolo) le scosse di terremoto sono continue

I Campi Flegrei (Napoli) sono un'area vulcanica che dagli studi dell'Ingv è attiva da almeno 110mila anni. Per il fenomeno del bradisismo (sollevamento e abbassamento del suolo) le scosse di terremoto sono continue

Migliore si presenta così: laurea con lode in Scienze geologiche all’Università Federico II di Napoli. Collabora con il sito di 3BMeteo. Non è un sismologo e non fa finta di esserlo.

Un'immagine del Golfo di Pozzuoli, cittadina al centro della caldera nei Campi Flegrei (foto di Rita Bartolomei)

Un'immagine del Golfo di Pozzuoli, cittadina al centro della caldera nei Campi Flegrei (foto di Rita Bartolomei)

Migliore perché ha scelto quel nome, “gli ottimisti dei Campi Flegrei”?

“Per distinguermi dai catastrofisti che parlano solo di eruzioni, terremoti, tsunami, catastrofi e estinzione della razza flegrea. Il nostro è un ottimismo sano, non quello che nega la verità sul fenomeno. Diciamo così: è un ottimismo consapevole. Sono nato a Napoli e mi sono trasferito a Pozzuoli nel 1980. I Campi Flegrei sono una terra baciata dagli dei, la morfologia è unica al mondo”.

La Darsena di Pozzuoli, al centro della caldera dei Campi Flegrei (Napoli) rappresenta con grande evidenza l'opera del bradisismo (foto Rita Bartolomei)

La Darsena di Pozzuoli, al centro della caldera dei Campi Flegrei (Napoli) rappresenta con grande evidenza l'opera del bradisismo (foto Rita Bartolomei)

L’ultima eruzione del campo vulcanico è datata al 1538, così è nato Monte Nuovo.

“In quella piccola baia c’era un villaggio di pescatori, loro videro praticamente la montagna uscire dal mare, dopo anni di terremoti”.

Carlo Migliore, napoletano, laureato in geologia, vive a Pozzuoli dal 1980 e nel 2024 ha aperto il gruppo Facebook "Gli ottimisti dei Campi Flegrei"

Carlo Migliore, napoletano, laureato in geologia, vive a Pozzuoli dal 1980 e nel 2024 ha aperto il gruppo Facebook "Gli ottimisti dei Campi Flegrei"

A Pozzuoli la gente ripete: questi fenomeni hanno tempi lunghi, non paragonabili a quelli dell’uomo.

“Nessuno conosce davvero i tempi del vulcano. Ma essendo un magma molto pigro, come lo ha definito il professor Longo, insomma molto viscoso, non sembra abbia molta voglia di salire perché si trova quasi in equilibrio con le rocce circostanti”.

Siamo abituati a pensare e a vedere un cono vulcanico, invece i Campi Flegrei sono un campo vulcanico.

“E quando sentiamo un terremoto significa che c’è stato un blocco di roccia che sottoposto a una certa pressione si è spaccato. Che poi questa pressione sia dipesa dal magma o dai flussi e quindi dai gas, questo non lo possiamo sapere”.

Tanti abitanti di Pozzuoli lamentano una scarsa informazione istituzionale.

“Bisogna intendersi su chi debba darla ma nella sostanza hanno ragione. Io su questo faccio una forte critica. Il Comune sul suo account social si limita a scrivere, sciame in corso, sciame terminato, cose così. Ma questo non basta. Abitiamo qui, lo sentiamo anche noi che c’è uno sciame. Bisogna spiegare meglio, dire che terremoto è, che cosa significa. Io scrivo come se parlassi al mio vicino di casa, cerco di far capire le cose”.

Nei Campi Flegrei si vive un terremoto infinito. Qual è stato il momento peggiore in questi ultimi anni?

“Sicuramente la notte del 13 marzo 2025, quando è arrivata una scossa di magnitudo 4.6. Non lo dimenticherò mai perché è stata molto forte, ha danneggiato pesantemente anche casa mia. A Bagnoli ci sono stati centinaia di sfollati”.

Come ha reagito?

“Ho passato praticamente la notte al computer, a dialogare con i miei lettori, a rassicurarli. Ho cercato di far capire che non c’era da temere una scossa più forte. Io ci metto la faccia, anche se può capitare che mi sbagli. E anche sul piano di evacuazione a mio parere c’è da lavorare ancora. Non si può pensare che decine di migliaia di persone possano spostarsi verso Napoli, una città con due milioni di abitanti, per andare a prendere i treni. Questo davvero non è concepibile”.