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Google ha presentato i Pixel 11 con nuove fotocamere, Tensor G6 e Gemini Intelligence

August 12, 2026

Google, a poche ore dall’evento #MadeByGoogle ’26 di New York, ha ufficializzato i Google Pixel 11, smartphone che rappresentano l’undicesima generazione della gamma Pixel, caratterizzata da piccoli affinamenti e tante novità, soprattutto sotto al cofano.

Dal punto di vista estetico, infatti, il colosso di Mountain View ha scelto di continuare sulla strada della continuità, mantenendo sia la formazione a quattro modelli (tre tradizionali e un pieghevole) varata ormai nel 2024 che il design generale dei quattro modelli, modificando principalmente la Camera Bar per migliorare ancor di più la simmetria. Tutti e quattro i modelli sono poi spinti dal nuovo Tensor G6 (purtroppo non a 2 nm come suggerito da alcuni rumor) e sono i primi Pixel ad essere progettati per Gemini Intelligence. Andiamo a scoprire tutti i dettagli, tra funzioni, specifiche, disponibilità e prezzi sul mercato italiano.

Indice:

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Google ha ufficializzato l’undicesima generazione della gamma Pixel

Come anticipato in apertura, Google ha appena ufficializzato i quattro modelli che compongono l’undicesima generazione della gamma Pixel, ovvero Google Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold.

Dal punto di vista estetico, il colosso di Mountain View ha scelto di continuare a percorrere la strada intrapresa con i Pixel 9 del 2024, seguendo l’approccio di altri giganti del settore smartphone come Samsung e Apple: dopo i leggeri affinamenti arrivati coi Pixel 10 nel 2025, con i modelli 2026 assistiamo all’introduzione di una Camera Bar rivista.

Questo elemento è ora caratterizzato da un design completamente in vetro, definito “edge-to-edge” da Google: è infatti sparito l’inserto metallico posto all’estrema destra che ospitava al suo interno il flash LED e, sui modelli Pro “tradizionali”, anche il termometro, elemento che è stato rimosso del tutto.

Ora tutti e quattro gli elementi (i tre sensori e il flash LED, con sorpresa sui modelli Pro) risultano allineati. Il nuovo design migliora in un certo senso la simmetria dei quattro modelli. Come lo scorso anno, poi, tutti e quattro gli smartphone sono realizzati con l’obiettivo di durare nel tempo.

Troviamo alluminio di qualità aerospaziale (per il frame laterale) e vetro Corning Gorilla Glass Victus 2 (per fronte e retro), con un nuovo rivestimento antigraffio a protezione del display sui modelli Pro; tutti poi dispongono della certificazione IP68 (contro acqua e polvere).

Google Pixel 11 family evleaks

Sui modelli Pro la sorpresa si chiama HiLight

Poco sopra parlavamo di “flash LED con sorpresa” per i modelli Pro e la sorpresa corrisponde ad HiLight, un elemento che punta ad aiutare gli utenti a rimanere informati su ciò che avviene sullo smartphone senza dover guardare lo smartphone, favorendo la conversazione e riducendo il numero di volte che l’utente deve prendere in mano lo smartphone per consultare le notifiche.

Si tratta di una matrice di LED colorati posta intorno al flash della fotocamera che si illuminerà delicatamente per segnalare lo stato di Gemini (se sta ascoltando, pensando o rispondendo) o per segnalare le chiamate in arrivo (con colori personalizzabili). In futuro verrà aggiunto il supporto ad ulteriori funzioni, come ad esempio le notifiche dei messaggi provenienti dai contatti preferiti.

https://storage.googleapis.com/gweb-uniblog-publish-prod/original_videos/NFG_Hilight.mp4

Migliora il sistema di fotocamere su tutta la gamma

All’interno della rinnovata (ma sempre iconica) Camera Bar, Google ha integrato su tutti i modelli della gamma Pixel 11 un comparto fotografico rivisto nell’hardware e ancor più prestante grazie all’ISP di nuova generazione di cui è dotato il Google Tensor G6 (del SoC parleremo fra poco).

Google Pixel 11 e Pixel 11 Pro Fold possono vantare una nuova fotocamera principale da 48 megapixel con sensore che risulta più grande di quello disponibile sui predecessori diretti: al posto di un sensore da mezzo pollice, Big G ha scelto un sensore da 1/1,56 pollici che è in grado di catturare il 56% in più di luce; il teleobiettivo da 10,8 megapixel per lo zoom ottico 5x, invece, può vantare il supporto alla funzione Super Zoom 30x.

Ancora più consistenti sono le novità hardware su Google Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL. La nuova fotocamera principale da 50 megapixel si affida a un sensore leggermente più grande (1/1,3 pollici invece di 1/1,31 pollici) e, a detta di Google, è il migliore di sempre mai implementato su un Pixel.

Il teleobiettivo periscopico da 48 megapixel è però il sensore che compie il salto in avanti più importante: al posto del vecchio sensore da 1/2,55 pollici, adesso abbiamo un sensore da 1/1,95 pollici. Col nuovo sensore, questa fotocamera migliora la sensibilità alla luce del 30% e può vantare la modalità Ritratto a 5x. Inoltre, lo Zoom Pro a 120x migliora nella sua qualità.

https://storage.googleapis.com/gweb-uniblog-publish-prod/original_videos/KW_camera-hardware-desktop-Pixel11Proolive-1440x792_xNe8e8d.mp4

Il cuore pulsante è il Tensor G6, sempre a 3 nm

Per il secondo anno di fila, Google si è affidata a TSMC per la produzione del suo SoC Tensor e in questo 2026, finalmente, potremmo essere di fronte al primo, vero, salto in avanti per questo elemento sin dall’introduzione dei Tensor, avvenuta ormai 5 anni fa.

Google Tensor G6 vuole rappresentare il più grande aggiornamento dell’era Tensor (inaugurata nel 2021): si tratta di un SoC realizzato a 3 nm, stavolta con nodo N3P (migliore rispetto al nodo N3E utilizzato per Tensor G5), che può vantare una CPU aggiornata per offrire una navigazione Web più veloce del 25% e un avvio delle app più rapido del 15%.

La TPU integrata dispone del 50% di potenza di calcolo in più ed è abbinata al modello Gemini Nano più recente: in questo modo, Tensor G6 può elaborare le attività on-device fino a 3,5 volte più velocemente ma, al contempo, consumando fino a 3,5 volte meno energia.

Ad affiancare il Tensor G6 abbiamo poi un co-processore dedicato alla sicurezza chiamato Titan M3, progettato per proteggere le informazioni più sensibili degli utenti dagli attacchi avanzati di oggi e dai rischi di attacchi provenienti dei computer quantistici del futuro.

Un po’ più delicato il discorso relativo alle memorie: se da un lato Big G ha tolto finalmente di mezzo il taglio base da 128 GB, con tutti i modelli che ora partono da 256 GB di spazio di archiviazione, la crisi delle RAM ha costretto Google ha proporre 12 GB di RAM su alcuni modelli/tagli di memoria.

Il colosso di Mountain View non ha menzionato la GPU del Tensor G6 ma ha parlato del fatto che il SoC svolga un ruolo importante nel migliorare la fotografia in condizioni di scarsa illuminazione grazie a un ISP di nuova generazione.

L’ultimo nodo da sciogliere è quello solito legato alla gestione delle temperature, storico punto debole dei SoC dell’era Tensor: i rumor della vigilia parlavano di modem targato MediaTek in luogo del vecchio modem Exynos, indicato da tutti come il “colpevole” delle scarse performance per quanto concerne i consumi.

Si parte con Android 17: funzioni esclusive e sette anni di supporto

I Google Pixel 11 debuttano sul mercato con a bordo Android 17 e, alla pari dei modelli delle ultime tre generazioni, sono progettati per durare nel tempo anche dal punto degli aggiornamenti: resta il supporto software completo da sette anni, tra aggiornamenti di Android (potenzialmente fino ad Android 24), aggiornamenti per le patch di sicurezza e aggiornamenti delle funzionalità con i Pixel Drop.

Considerando il periodo storico, gran parte delle novità pensate da Google per i nuovi Pixel 11 non potevano che ruotare attorno all’intelligenza artificiale, sempre più presente, preponderante e proattiva, per anticipare i bisogni dell’utente durante le operazioni quotidiane.

La principale novità dei Pixel 11 è rappresentata sicuramente da Gemini Intelligence, una versione di Gemini che punta a offrire assistenza “proattiva” e personalizzata in tutte le app dell’utente che, così, dovrà dedicare meno tempo alle attività di routine. Oltre a fungere da assistente proattivo, Gemini Intelligence abilità una nuova funzionalità di dettatura che rimuove gli intercalari e organizza i pensieri dell’utente in testi chiari e curati.

Andando oltre, i nuovi Pixel possono vantare la funzione Traduzione Istantanea (può tradurre video, podcast e messaggi vocali in determinate lingue) e l’integrazione di Cerchia e Cerca nella Fotocamera Pixel (per trovare articoli, ottenere risultati di ricerca, tradurre testi e ottenere risposte su ciò che circonda l’utente).

Per quanto concerne la Fotocamera Pixel, Google ha aggiunto la nuova modalità Magic Capture che, con un solo tocco, consente agli utenti di ottenere foto e video di alta qualità e pronti da condividere, dato che le operazioni di ritaglio e rimozione della sfocatura saranno automatizzate. C’è poi spazio per Stili Fotografici (funzione che consente agli utenti di creare una raccolta di stili per foto e video con estetica personalizzata), la modalità Foto Notturna migliorata (più potente del 50% e fino a 4,5 volte più veloce), Stabilizzazione Pro (solo sui modelli Pro, per filmanti ultra-stabili a risoluzione 8K) e la nuova scheda Creator (per tagliare e sistemare i video con facilità).

Google Pixel 11: tante conferme e nuovo sensore principale

Passiamo ora all’analisi delle peculiarità di ciascun modello e partiamo da Google Pixel 11, il modello d’ingresso della gamma. Esso ripropone sostanzialmente quanto visto sul modello 2025 tranne per qualche aspetto, a partire dal chip Tensor G6.

Qua il SoC è affiancato da 12 GB di memoria RAM (LPDDR5X) e da 256 GB (UFS 3.1) o 512 GB (UFS 4.0, con Zoned UFS) di spazio di archiviazione. Lo smartphone gode dello stesso comparto connettività del modello 2025: abbiamo il supporto al Wi-Fi 6e, al Bluetooth 6.0, al GPS dual-band e all’NFC, oltra a una porta USB-C (USB 3.2 con uscita video). Per le reti mobili, abbiamo il supporto al 5G Sub-6 GHz su due SIM (una Nano-SIM e una eSIM).

Il display Actua è nuovamente un OLED da 6,3 pollici con risoluzione Full HD+ (in 20:9), refresh rate adattivo tra 60 Hz 120 Hz, luminosità in HDR a 2.000 nit e luminosità di picco a 3.000 nit. Sotto al display è annegato un lettore ultrasonico delle impronte digitali. Nella parte alta, in un foro circolare e centrato, troviamo una fotocamera da 10,5 megapixel con autofocus e Dual PD che supporta lo sblocco col volto “sicuro”.

Rimanendo in ambito comparto fotografico, confermato il comparto fotografico triplo ma, come anticipato in precedenza, abbiamo un nuovo sensore principale da 48 megapixel che affianca gli altri due sensori disponibili, un ultra-wide da 13 megapixel e un teleobiettivo periscopico da 10,8 megapixel (con zoom ottico 5x e il Super Res Zoom fino al 30x). La Camera Bar risulta meno spessa rispetto al passato.

Chiude il pacchetto una batteria da 4.985 mAh (leggermente più capiente rispetto ai 4.970 mAh del predecessore) che garantisce oltre 30 ore di autonomia (si sale a 100 ore con il risparmio energetico estremo) e, grazie alla ricarica cablata a 30 W, consente di raggiungere il 55% in mezz’ora. Rispetto al modello 2025, il supporto alla ricarica wireless migliora: ora abbiamo il supporto allo standard Qi2.2 fino a 25 W (sfruttando gli accessori PixelSnap).

Specifiche tecniche dello smartphone

Di seguito riportiamo le specifiche chiave del nuovo Google Pixel 11.

Per conoscere tutte le specifiche tecniche di Google Pixel 11, vi rimandiamo alla sua scheda tecnica completa.

Render stampa dello smartphone

Di seguito riportiamo i render stampa di Google Pixel 11, disponibile nelle quattro colorazioni Viola glicine (una sorta di color ghiaccio), Verde pistacchio (un verde molto elegante), Rosa ibisco (un fucsia molto acceso) e Nero ossidiana (il solito nero dei Pixel).

Google Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL: tante novità nel comparto fotografico

Un gradino sopra rispetto al modello base troviamo Google Pixel 11 Pro Pixel 11 Pro XL: anche in questo caso, le differenze estetiche rispetto ai predecessori diretti sono quasi del tutto nella Camera Bar; vengono però leggermente ridotte le dimensioni in pianta.

Entrambi offrono un display Super Actua che, come lo scorso anno, è un LTPO OLED da 6,3 pollici o 6,8 pollici, ben definito e in 20:9 in entrambi i casi, con refresh rate adattivo tra 1 Hz 120 Hz; aumenta la luminosità: ora arriviamo ai 2.400 nit in HDR e ai 3.600 nit di picco. Sotto al display è annegato un lettore ultrasonico delle impronte digitali. Nella parte alta, in un foro circolare e centrato, troviamo una fotocamera da 42 megapixel con autofocus e Dual PD che supporta lo sblocco col volto “sicuro”.

Dal punto di vista dell’hardware, il comparto fotografico triplo è stato rivisto rispetto ai predecessori diretti: come anticipato, abbiamo un nuovo sensore principale da 50 megapixel, un sensore ultra-wide da 48 megapixel e un nuovo teleobiettivo periscopico da 48 megapixel per lo zoom ottico 5x che può spingersi fino al 120x (grazie al Pro Res Zoom). C’è poi il debutto della funzione HiLight, una matrice di LED colorati (ne abbiamo parlato sopra) attorno al flash della fotocamera.

Cuore pulsante dei due smartphone è il Tensor G6, affiancato da 12 GB (nel taglio da 256 GB) o da 16 GB di memoria RAM e da 256 GB (UFS 3.1) o da 512 GB 1 TB (UFS 4.0, Zoned UFS) di spazio di archiviazione. Dal punto di vista della connettività, non cambia nulla: rispetto al modello base abbiamo in più il supporto al Wi-Fi 7 e la compatibilità con la banda ultra-larga (UWB).

A chiudere il pacchetto troviamo batterie meno capienti rispetto a quelle dei predecessori: abbiamo un’unità da 4.850 mAh su Pixel 11 Pro e un’unità da 5.115 mAh su Pixel 11 Pro XL; in entrambi i casi, Google garantisce oltre 30 ore di autonomia (si sale a 100 ore con il risparmio energetico estremo).

Al netto della capacità, sul fronte delle batterie si concretizza la più grande differenza tra i due modelli, legata alle tecnologie di ricarica. Parlando di ricarica cablata, Google Pixel 11 Pro supporta la ricarica a 30 W (passa da 0% a 55% in 30 minuti), mentre Pixel 11 Pro XL è in grado di spingersi fino a 45 W (passa da 0% a 70% in 30 minuti). Parlando di ricarica wireless, a differenza della situazione nella gamma 2025, entrambi i modelli supportano lo standard Qi2.2 fino a 25 W (sfruttando gli accessori PixelSnap).

Google Pixel 11 Pro uff - Lifestyle Pixelsnap

Specifiche tecniche degli smartphone

Di seguito riportiamo le specifiche chiave dei nuovi Google Pixel 11 ProPixel 11 Pro XL.

Per conoscere tutte le specifiche tecniche dei Google Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL, vi rimandiamo alle loro schede tecniche complete (Pixel 11 ProPixel 11 Pro XL).

Render stampa degli smartphone

Di seguito riportiamo i render stampa di Google Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL, entrambi disponibili nelle quattro colorazioni Rosa opaco (una sorta di rosa/arancio con dettagli oro), Verde oliva (un verde scuro con dettagli oro, molto elegante), Grigio nebbia (una verde molto chiaro) e Nero ossidiana (il classico nero dei Pixel ma in versione opaca).

Google Pixel 11 Pro

Google Pixel 11 Pro XL

Google Pixel 11 Pro Fold: evolve (ma non stravolge) il predecessore

Quarto e ultimo esponente della gamma è Google Pixel 11 Pro Fold, smartphone che evolve (ma non stravolge) il predecessore diretto, ereditandone il meglio (inclusa la certificazione IP68), ottimizzandone le dimensioni in pianta, lo spessore (sia da chiuso che da aperto) e il peso. Cambia anche qua la Camera Bar che, pur mantenendo la stessa forma, presenta meno inserti metallici e due “finestre” di vetro più ampie.

Il display interno rimane un Super Actua Flex (Flexible LTPO OLED) da 8 pollici, ben definito ma più luminoso (fino a 3.600 nit) di quello presente sul predecessore, pensato per spingere al massimo il multitasking. Il display esterno diventa leggermente più grande, raggiungendo i 6,5 pollici, e più luminoso. Il comparto fotografico gode degli stessi miglioramenti già discussi per il modello base.

Anche Google Pixel 11 Pro Fold, come i suoi fratelli, ruota attorno al nuovo SoC Tensor G6, affiancato qua da 16 GB di RAM (LPDDR5X), da 256 (UFS 3.1), 512 GB 1 TB (UFS 4.0, Zoned UFS) di spazio di archiviazione e da un comparto connettività completissimo (lo stesso che troviamo sui modelli Pro).

Chiude il pacchetto una batteria da 4.806 mAh (meno capiente rispetto a quella presente sul predecessore) che garantisce un’autonomia da 24 ore. Grazie alla ricarica cablata a 30 W, lo smartphone recupera il 50% di autonomia in mezz’ora. È presente il supporto alla ricarica wireless a 25 W tramite standard Qi2.2 (e accessori PixelSnap).

Specifiche tecniche dello smartphone

Di seguito riportiamo le specifiche chiave del nuovo Google Pixel 11 Pro Fold.

Per conoscere tutte le specifiche tecniche di Google Pixel 11 Pro Fold, vi rimandiamo alla sua scheda tecnica completa.

Render stampa dello smartphone

Di seguito riportiamo i render stampa di Google Pixel 11 Pro Fold, disponibile nelle due colorazioni Verde oliva (un verde scuro con dettagli oro, molto elegante), Grigio nebbia (una verde molto chiaro) e Nero ossidiana (il classico nero dei Pixel ma in versione opaca).

Disponibilità e prezzi dei Google Pixel 11

Siamo giunti alle battute finali e non ci resta che parlare di disponibilità e prezzi dei nuovi smartphone del colosso di Mountain View. Al netto del pieghevole, che non arriva dalle nostre parti, gli altri modelli sono pre-ordinabili a partire da oggi in Italia e saranno ufficialmente acquistabili da giovedì 20 agosto 2026. Di seguito, modello per modello, proporremo le colorazioni disponibili e i prezzi (che variano in base al taglio di memoria).

Google non è riuscita a mantenere gli stessi prezzi del 2025 (che a sua volta erano gli stessi del 2024): sui modelli più compatti, l’aumento di 100 euro è dovuto in primis dall’eliminazione del taglio da 128 GB; sul Pro compatto, però, il rincaro è più grave per via dei 12 GB di RAM invece di 16 GB. Aumenta di 100 euro, invece, il listino di tutti i tagli di memoria sul modello Pro XL.

Per dovere di cronaca, concludiamo con Google Pixel 11 Pro Fold, l’unico del lotto che (come di consueto) non arriva in Italia (i prezzi riportati di seguito sono per il mercato francese); alla pari del Pro XL, anche il pieghevole ha subito un rincaro di 100 euro sull’intero listino.

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