«Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto». Giorgia Meloni lascia decantare, ma nemmeno troppo. Attende che passino scarse 24 ore dallo stop del Quirinale al ministro della Giustizia Carlo Nordio, "reo" di aver morso il freno sulla grazia a Mario Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo una rapina nel suo negozio risalente all'aprile del 2021.
La presidente del Consiglio, in buona compagnia del resto del governo, si guarda bene dall'entrare in rotta di collisione con il Colle, ma torna a difendere a spada tratta, pur senza mai menzionarlo, l'uomo di Grinzane Cavour che ieri si è consegnato al carcere di Bollate dopo essere diventato una star della Rete, i follower moltiplicati di ora in ora come nella parabola dei pani e dei pesci, sul tavolo ben tre proposte per scrivere un libro e l'offerta di un regista pronto a fare della sua storia un film.
Il testo approvato dal Cdm
Meloni torna dunque a battere sul tema della sicurezza, croce e delizia dei suoi anni alla guida del governo. «Con l'ultimo ddl - rivendica - introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso». È una delle norme contenute nel provvedimento varato dal Consiglio dei ministri giovedì scorso, ora in attesa della bollinatura della Ragioneria dello Stato per poi passare al vaglio del Parlamento.
«In tempi strettissimi», è il diktat che arriva forte e chiaro da Palazzo Chigi ai gruppi di centrodestra di Camera e Senato, mentre sulla richiesta di grazia, ieri avanzata dalla moglie del gioielliere, si consuma un piccolo giallo, sintomatico di quanto la vicenda agiti in queste ore la maggioranza, complice l'inciampo con il Quirinale.
È un'agenzia di stampa a battere la notizia dell'avvio, da parte del Guardasigilli, dell'istruttoria finalizzata all'eventuale concessione della clemenza al gioielliere. Ma poco dopo arriva la rettifica di via Arenula: l'iter non è ancora partito. Da lì scattano ipotesi e circolano voci che volan di bocca in bocca, tra chi sostiene che le parole dell'uomo prima di entrare in carcere abbiano "raffreddato" il governo e chi è pronto a scommettere che «Nordio abbia frenato e innescato la retromarcia dopo la bacchettata di Mattarella».
Ma dal dicastero della Giustizia spergiurano che non c'è nessun mistero: «una fonte sbagliata, una polpetta avvelenata. Mancano le motivazioni della sentenza di condanna per avviare l'iter, le interlocuzioni con la Procura, di conseguenza, non sono ancora partite».
Mario Roggero, la Lega valuta la candidatura: la proposta per sostenere il gioielliere e il precedente di Ilaria Salis
La colletta della Lega
Fatto sta che sul caso Roggero - grazia o non grazia - si apre ora un nuovo capitolo, che infiamma il dibattito sui social e sembra non a caso intercettare le parole della premier, vale a dire quello dei risarcimenti. Perché il gioielliere, dopo aver visto scattare le manette ai polsi, sarà ora chiamato a risarcire le famiglie delle due vittime e dell'uomo ferito. Già in sede di udienza preliminare l'orefice aveva sganciato 300mila euro, ma ne restano ben altri 480mila da versare. A detta di Meloni, una beffa oltre che un danno. «Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali», la chiusa della leader di Fdi, che puntella ancora una volta la posizione del centrodestra.
La norma richiamata dalla premier, va detto, non è applicabile a Roggero perché non è retroattiva, ma ha come obiettivo proprio quello di impedire che in futuro possano ripetersi casi simili. Roberto Vannacci, nella gara aperta a intestarsi la partita, chiede che venga «esaminata prima possibile la nostra proposta» per rendere la norma sui mancati risarcimenti estensibile al passato, e coprire così anche il caso del gioielliere piemontese.
La magistratura
E mentre la Lega lancia «una massiccia raccolta fondi» per aiutare l'uomo a sostenere le spese, e valuta «l'eventuale candidatura di Roggero», si apre l'ennesima faglia con la magistratura, l'ultima di una lunga serie di cui si fa davvero fatica a tenere il conto. È il presidente dell'Anm Giuseppe Tango a rivendicare che sul caso del gioielliere «i giudici in tre gradi di giudizio e in modo convergente, hanno applicato la legge, come è giusto che sia», bollando come «sorprendenti», «odiose quanto generiche» le accuse mosse da Guido Crosetto.
E non è tutto. «La legge prevede già il sacrosanto istituto della legittima difesa, ma non può tollerare la vendetta privata - l'affondo di Tango - Dire il contrario significa minare le fondamenta dello Stato di diritto e questo chi rappresenta le istituzioni dovrebbe saperlo bene». Touché. Appuntamento al prossimo round.
© RIPRODUZIONE RISERVATA