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Greta Thunberg a Napoli, tra attivismo politico e la sfida al cambiamento climatico: «Napoli deve fare di più»

October 11, 2026

A Napoli Greta Thunberg non era mai stata. È venuta per la prima volta in questo fine settimana per partecipare al festival Marea Village, che si conclude oggi al Parco San Laise, nella ex base Nato di Bagnoli. Una visita intensa, quella della giovane attivista svedese, che ha anche preso parte alla manifestazione in favore della Palestina che si è svolta ieri mattina in città e ha visitato il quartiere di Bagnoli dove ha incontrato numerosi giovani ambientalisti che con lei condividono i valori della difesa dell’ecosistema.

Seppure giunta a Napoli nel primo pomeriggio di venerdì, dopo un viaggio in treno dalla Germania (lei preferisce evitare di prendere l’aereo per non contribuire all’inquinamento globale), Greta ha rilasciato soltanto nella giornata di ieri le sue prime dichiarazioni pubbliche, partecipando, insieme alla relatrice Onu sui territori palestinesi occupati Francesca Albanese, alla conferenza stampa che ha preceduto il dibattito, del quale entrambe sono state protagoniste, intitolato “Contro militarismo e genocidio. Per un manifesto di resistenza e libertà nel Mediterraneo”.

Greta Thunberg per la prima volta a Napoli: in corteo tra le strade per Gaza e il racconto del suo attivismo

Gli incontri

In precedenza Greta aveva preso parte a un incontro con attivisti della provincia di Caserta dedicato alla possibile realizzazione da parte del governo di un Cpr a Castel Volturno, con un finanziamento di 43 milioni di euro. Lei ha ascoltato, spiegando di non conoscere abbastanza la questione per poter intervenire. Ha fatto invece sentire la sua voce nell’incontro con la Albanese. «Io sono una attivista ambientale non solo perché voglio proteggere l’ecosistema. Certo, anche quello, ma perché cerco di portare avanti valori di ambientalismo, umanità, liberazione di tutti i popoli, che sono alla base del mio attivismo personale e di quello che credo dovrebbe essere portato avanti da tutti». Greta Thunberg ha anche affrontato più nel dettaglio quelli che a suo parere sono i problemi che lei e i suoi coetanei si trovano oggi a vivere: «La nostra generazione - ha detto - ha trovato i disastri provocati da quella generazione di adulti che ora ci invita a costruirci il futuro e non considera che è stata lei stessa a rubarcelo». Poi un appello ai giovani: «Ai miei coetanei dico di non aver paura di essere arrabbiati con gli adulti. Dobbiamo canalizzare la nostra rabbia e il nostro disappunto per riprenderci ciò che ci spetta di diritto».

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Il pressing

Greta si è soffermata anche a riferire le impressioni che ha percepito durante le prime ore trascorse a Napoli: «Mi è sembrato che la città non sia già pronta per affrontare il cambiamento climatico, ma i problemi non faranno che peggiorare e quindi dovrà necessariamente attrezzarsi». Su Bagnoli invece avverte: «Qui l’industria ha inciso negativamente sulla salute delle persone». Le parole della giovane attivista svedese sono state più volte interrotte dagli applausi del pubblico che nonostante il maltempo ha partecipato numeroso al dibattito. Tantissimi giovani, ma anche famiglie e gruppi di adulti. Il dialogo tra Greta e Francesca Albanese ha trattato anche i temi della pace e di ciò che sta accadendo oggi in Palestina. A questo proposito la relatrice Onu ha sostenuto che «il richiamo alle istituzioni affinché si impegnino perché venga rispettato il diritto internazionale non è un atto caritatevole verso la Palestina o verso quegli israeliani che si battono in favore della Palestina e contro l’occupazione militare e il genocidio in atto. È un obbligo, e questo è ciò che dobbiamo ribadire tutti noi in qualità di cittadinanza attiva». L’incontro che ha chiuso i lavori della terza giornata del Marea Village ha rappresentato anche l’occasione per presentare il progetto portato avanti dall’associazione Sanabel, nata a Gaza e sviluppatasi poi a Napoli. «Ci occupiamo di persone con neurodivergenze e soprattutto di bambini autistici - ha spiegato una portavoce - In un momento di così grave violazione di ogni diritto umano in quei territori che vivono sotto le bombe, pensare alle persone più fragili è il vero slancio e il vero sguardo verso il futuro».